la corruzione oggi  di Franco Novelli
2 Febbraio 2013 Share

la corruzione oggi di Franco Novelli

 

Torniamo ad occuparci di “corruzione” in Italia e nella nostra regione. Di recente, su la fonte, abbiamo anche fatto riferimento all’humus sociale nel quale la corruzione si alimenta, cioè a quell’insieme di persone e di comportamenti conosciuti come “massa grigia” e “zona grigia”, in cui si colloca in genere la borghesia affaristica e anche la piccola borghesia. Il rapporto GRECO del 2011 (cioè, del Group of States against corruption, – il più autorevole  organismo comunitario per l’analisi e il controllo della corruzione) così descrive il fenomeno: “La corruzione è profondamente radicata in diverse aree della pubblica amministrazione, della società civile, così come nel settore privato. Il pagamento delle tangenti sembra una pratica comune per ottenere licenze e permessi, contratti pubblici, finanziamenti, per superare gli esami universitari, esercitare la professione medica, stringere accordi nel mondo calcistico… La corruzione in Italia è un fenomeno pervasivo e sistemico che influenza la società nel suo complesso” (La democrazia dei corrotti di Mapelli-Santucci, ediz. BUR, Milano, agosto 2012,  pag. 66).

Se guardiamo la nostra regione e osserviamo ciò che accade nel resto del paese, rimaniamo colpiti dalla veridicità amara di quanto scrivono nel loro libro gli autori Mapelli-Santucci e cioè che la corruzione in Italia è divenuta sistemica e se non la si estirpa, essa, come una massa tumorale, andrà ad infettare il resto del corpo sociale al punto da determinarne la morte civile. La rovina prima e la scomparsa dopo di un sistema socio-culturale comporta sia la sparizione del sistema stesso (quindi, noi supponiamo, del capitalismo e delle sue false e fuorvianti dottrine edeniche!) sia la convinzione che non ci siano “farmaci” adatti per la cura e che, dunque, l’Italia sia destinata a sparire come entità culturale e geo-politica anche. Una  situazione catastrofica e al limite della inguaribilità. Noi, comunque, abbiamo la convinzione che qualcosa ancora si possa fare. Cosa, per esempio? Modificando radicalmente la prassi politico-amministrativa, che a sua volta esige la rigorosa e totale sostituzione della classe dirigente. Ma cerchiamo ora di capire quale, tra le altre, può essere stata la ragione del radicamento della corruzione nella società civile, sia nell’ambito delle amministrazioni pubbliche che nella sfera del privato.

Tra la I^ e la II^ Repubblica si è verificata una frattura molto chiara: la classe dirigente delle professioni e dell’economia è divenuta classe politica senza neppure l’ombra di una qualche pur superficiale formazione, assumendo direttamente ruoli istituzionali e incarichi pubblici.  Durante il periodo di Tangentopoli gli imprenditori con in mano le mazzette bussavano alla porta del Palazzo, del Potere, per stringere accordi e patti con chi esercitava il comando all’interno. Ma oggi qual è il quadro di riferimento del familismo, del nepotismo, della corruzione? Oggi gli imprenditori corruttori hanno un ruolo dentro il Palazzo; essi versano la tangente, ma a loro volta possono anche riceverla. Possono comprare un atto amministrativo ma nello stesso momento possono orientarlo a vantaggio di altri soggetti (collegati quasi a “rete”, formando la cosiddetta “cricca”). Poi, c’è anche l’imprenditore prestato alla politica che ha un diverso approccio nei confronti dell’esperienza che andrà a fare nelle sedi istituzionali della rappresentanza popolare. Costui intende la “res publica” non come un bene che appartiene a tutti, ma come un bene proprio, personale e in questo modo potrà applicare criteri e metodi di condotta personali e privati nella sua funzione pubblica, acuendo l’elemento di individualismo nello svolgersi della politica quotidiana. Individualismo, personalismo, interessi esclusivamente privati spingono questa abnorme figura di soggetto politico e così costui si allontana sempre di più dalla definizione di “far politica” come l’espressione del fare il “bene comune”. È così che è nata l’ossessiva denuncia del politico “non professionista” (ci si lasci passare questo termine sgradevole e ambiguo, comunque!) nei confronti della magistratura, accusata di essere comunista e persecutoria. All’interno di questo sistema, dunque, nessuno più fa il suo dovere naturale di rappresentante del popolo, dal quale è eletto ma dal quale si allontana inesorabilmente sempre di più, completamente ignorandolo.

Questa è una delle molteplici ragioni che alimenta la corruzione nel Molise sia nel settore privato  che nelle amministrazioni pubbliche.

Ricordiamo soltanto alcune delle inchieste della magistratura in parte già a buon punto: “Bain e Co.” in cui entra a pieno titolo il governatore del Molise condannato in prima istanza ma già facente appello; “Piedi d’Argilla”, conclusasi con l’assoluzione di Aldo Patriciello ma con la condanna di alcuni altri implicati nell’inchiesta del cemento a Venafro. Altre inchieste invece sono state aperte negli ultimi mesi: (Solagrital; Telemolise; la Protezione Civile; Molise Acque; Molise Dati; lo IACP di Campobasso il cui presidente è stato accusato di “rimborsi facili”; la sede della giunta regionale). Condannato per peculato aggravato è l’ex dirigente regionale Carugno. Infine, problematiche serie emergono anche nel settore della sanità (con il privilegio dei prepensionamenti dei primari delle UOC); la diffusione della pratica dell’usura. Altre indagini sono in corso relative alle spese elettorali e a eventuali illegalità sul versante del peculato aggravato nei confronti dei partiti. Altro segmento in cui la corruzione corre veloce è l’ambito dell’eolico e delle energie rinnovabili che stanno letteralmente rovinando il nostro territorio regionale.

È davvero in salita il cammino ma non è impossibile; pensiamo che una differente concezione di fare politica, come tensione naturale alla realizzazione delle istanze dei ceti sociali emarginati, come strumento di volontariato e di sensibilità civica, così come i Padri costituenti ci hanno voluto indicare, sia l’obiettivo immediatamente più raggiungibile, così come poco sopra lo abbiamo articolato all’interno di queste riflessioni.☺

bar.novelli@micso.net

 

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