L’erba appassita del vicino
14 Febbraio 2023
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L’erba appassita del vicino

L’altro giorno ho visto in TV un talk show registrato alla fine dell’anno scorso, e voglio condividere con voi quello che ho sentito dire. I partecipanti erano cinque:

1) una signora pensionata che non possiede una casa propria,

2) una signora proprietaria di una catena di panifici,

3) un politico che rappresenta uno dei partiti della maggioranza governativa,

4) la rappresentante di un’organizzazione che fornisce cibi e viveri alle persone più bisognose,

5) un professore, sociologo.

All’inizio del dibattito, il conduttore parla del caro vita: i prezzi per la benzina, l’inflazione, l’aumento dei prezzi per gli articoli di prima necessità… parla anche delle piccole e medie imprese che lottano per sopravvivere e, alla fine, chiede ai partecipanti come si potrà passare l’inverno che, per fortuna, ancora non ha mostrato la sua faccia più feroce.

Il sociologo comincia a parlare della crescente polarizzazione della società, fra quelli che, anche lavorando, non arrivano a fine mese con quello che guadagnano, e quelli che, anche nell’attuale crisi, vedono crescere i loro beni.

La pensionata riceve, al mese, 800 euro e ne spende, solo per l’affitto, 600. Per questo deve cercare dei piccoli lavori per aumentare la somma che ha a disposizione per pagare le bollette e per fare la spesa al supermercato, ma si domanda cosa farà quando la sua salute non le permetterà più di fare la badante di bambini o di pulire case altrui.

La proprietaria del panificio spiega quanto sono aumentati i costi per la materia prima e l’energia e di quanto ha già dovuto aumentare il prezzo del pane, e dice che è quasi sicura che molte piccole attività come la sua dovranno chiudere per sempre, prima che finisca l’inverno 2022/2023.

Adesso parla il politico. Naturalmente parla della guerra in Ucraina come causa principale dei problemi che la politica deve risolvere in questi mesi. Dice che le intenzioni dei politici sono buone, e che ci sono giorni in cui riescono a realizzare delle misure che aiutano la popolazione, ma che ci sono anche giornate in cui non ci riescono. Termina dicendo che i cittadini dovrebbero pensare e vedere dove, in casa, possono risparmiare di più, forse facendo la doccia in un tempo più breve.

La signora che distribuisce cibo ed alimenti ai bisognosi racconta che il numero di persone che si rivolgono ogni giorno alla sua organizzazione è cresciuto nel corso dell’anno del 100% e che fra loro ci sono molti, moltissimi, che non sono gente che dorme per strada, ma gente che lavora e con lo stipendio non può assicurare pranzo e cena per la famiglia.

Di colpo, la discussione diventa caotica, tutti parlano allo stesso tempo, perché il tema è la previsione di quello che potrebbe succedere nel Paese nel 2023. Proteste in strada, una crescente violenza, atti di vandalismo contro istituzioni dello Stato… Il sociologo fa un appello importante: in democrazia ognuno ha il diritto di scendere in strada o in piazza per protestare, ma il pericolo è rappresentato da quelli che approfittano di questo malcontento crescente della popolazione per realizzare i loro progetti: la progressiva distruzione della democrazia.

Alla fine, il politico cerca di tranquillizzare tutti, parlando di una grande nuova misura per combattere la povertà: un reddito di cittadinanza che sarà realtà a partire da gennaio 2023…

Adesso voi, cari lettori, mi direte che ho capito male quelle parole, perché il reddito di cittadinanza non si crea nel 2023, anzi, sparirà per una grande parte di quelli che già lo prendono.

Ho sbagliato? Non ho capito?

No, ho dimenticato di dirvi che questo talk show si svolgeva in Germania. Avete visto che i problemi sono gli stessi dell’Italia, i pericoli per la democrazia sono gli stessi, i politici tedeschi usano le stesse scuse usate dai politici italiani, e l’erba nel giardino del vicino tedesco è tanto appassita come quella nel giardino italiano.☺

 

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