La nuova legislatura regionale parte in salita per il centro sinistra ed in particolare per la Margherita.
Alla prima uscita ufficiale gli eletti della Margherita si sono divisi: due al gruppo misto, uno al gruppo per il quale era stato eletto (Francesco Totaro). La motivazione addotta (azioni propedeutiche per la costituzione del partito democratico) sicuramente sul piano teorico è condivisibile, ma il metodo e la strategia hanno lasciato perplessi tanti iscritti e simpatizzanti.
Non può partire un processo di rivisitazione del sistema partitico dall’alto e con un tentativo di sommatoria di gruppi consiliari. E’ impensabile che poche persone possano decidere, senza alcun confronto, le sorti di tanti. Una mossa sullo scacchiere errata, quasi una karakiri.
In diversi ora contestano il metodo di gestione del partito, ammesso che vi sia stato un metodo di gestione nel passato. Certo è che la sconfitta elettorale ha reso evidente le contraddizioni di un gruppo dirigente che ha solo gestito e mai programmato ed organizzato veramente il partito.
L’operazione del Consiglio regionale è l’ennesima riprova di un metodo vecchio di fare politica. I processi di mutamento, politici e sociali, devono essere condivisi e maturati.
Oggi tanti della margherita e dei DS avvertono la necessità di un nuovo soggetto politico che superi la logica della divisione in tanti gruppi e diventi soprattutto elemento di aggregazione di idee, programmi, scelte. Ma non può essere una scelta di pura opportunità strategica o quasi una imposizione. Questo modo di operare, in verità, fa allontanare dall’impegno politico soprattutto i giovani che vogliono essere coinvolti a pieno titolo per dare la loro disponibilità.
L’immagine data all’opinione pubblica, in questa specifica situazione, sicuramente non è stata positiva. E’ vero che Margherita e DS sono ormai nella stagione congressuale, ma è altresì vero che in questo modo non solo non si costruisce il partito democratico, ma si affievolisce anche il rapporto con gli elettori.
Un evento di così alta portata, la nascita del partito democratico, dovrebbe, a mio modesto parere, vedere impegnati tutti a lavorare su temi e tesi per allagare la base del consenso e della condivisione, favorendo l’adesione al progetto anche di altre forze del centro sinistra e dei tanti movimenti che stanno animando la scena politica.
E’ mai possibile che la dirigenza dei partiti non si chieda come mai tantissime persone aderiscono ad associazioni e movimenti e lavorano alacremente per scopi sociali, politici e culturali, ma poi rifiutano l’impegno in strutture partitiche organizzate? Questa fase di impostazione del nuovo soggetto politico dovrebbe far invertire la rotta e riavvicinare all’attività e all’impegno politico quelli che non hanno condiviso i sistemi dei gruppi di potere.
Chi scrive per lungo periodo non ha partecipato ad alcuna forma di impegno di partito. Ha creduto nel progetto della margherita ed è tornato ad interessarsi di “politica”. Certo è che i metodi e le procedure spengono ogni forma di entusiasmo e fanno sì che siano sempre gli stessi ad interessarsi di politica, facendone una forma di impiego-lavoro e non di impegno per il bene comune.
Il progetto del partito democratico deve coinvolgere le realtà civili e sociali della nostra comunità per far sì che veramente si possa respirare aria nuova in un sistema altamente asfittico.☺
La nuova legislatura regionale parte in salita per il centro sinistra ed in particolare per la Margherita.
Alla prima uscita ufficiale gli eletti della Margherita si sono divisi: due al gruppo misto, uno al gruppo per il quale era stato eletto (Francesco Totaro). La motivazione addotta (azioni propedeutiche per la costituzione del partito democratico) sicuramente sul piano teorico è condivisibile, ma il metodo e la strategia hanno lasciato perplessi tanti iscritti e simpatizzanti.
Non può partire un processo di rivisitazione del sistema partitico dall’alto e con un tentativo di sommatoria di gruppi consiliari. E’ impensabile che poche persone possano decidere, senza alcun confronto, le sorti di tanti. Una mossa sullo scacchiere errata, quasi una karakiri.
In diversi ora contestano il metodo di gestione del partito, ammesso che vi sia stato un metodo di gestione nel passato. Certo è che la sconfitta elettorale ha reso evidente le contraddizioni di un gruppo dirigente che ha solo gestito e mai programmato ed organizzato veramente il partito.
L’operazione del Consiglio regionale è l’ennesima riprova di un metodo vecchio di fare politica. I processi di mutamento, politici e sociali, devono essere condivisi e maturati.
Oggi tanti della margherita e dei DS avvertono la necessità di un nuovo soggetto politico che superi la logica della divisione in tanti gruppi e diventi soprattutto elemento di aggregazione di idee, programmi, scelte. Ma non può essere una scelta di pura opportunità strategica o quasi una imposizione. Questo modo di operare, in verità, fa allontanare dall’impegno politico soprattutto i giovani che vogliono essere coinvolti a pieno titolo per dare la loro disponibilità.
L’immagine data all’opinione pubblica, in questa specifica situazione, sicuramente non è stata positiva. E’ vero che Margherita e DS sono ormai nella stagione congressuale, ma è altresì vero che in questo modo non solo non si costruisce il partito democratico, ma si affievolisce anche il rapporto con gli elettori.
Un evento di così alta portata, la nascita del partito democratico, dovrebbe, a mio modesto parere, vedere impegnati tutti a lavorare su temi e tesi per allagare la base del consenso e della condivisione, favorendo l’adesione al progetto anche di altre forze del centro sinistra e dei tanti movimenti che stanno animando la scena politica.
E’ mai possibile che la dirigenza dei partiti non si chieda come mai tantissime persone aderiscono ad associazioni e movimenti e lavorano alacremente per scopi sociali, politici e culturali, ma poi rifiutano l’impegno in strutture partitiche organizzate? Questa fase di impostazione del nuovo soggetto politico dovrebbe far invertire la rotta e riavvicinare all’attività e all’impegno politico quelli che non hanno condiviso i sistemi dei gruppi di potere.
Chi scrive per lungo periodo non ha partecipato ad alcuna forma di impegno di partito. Ha creduto nel progetto della margherita ed è tornato ad interessarsi di “politica”. Certo è che i metodi e le procedure spengono ogni forma di entusiasmo e fanno sì che siano sempre gli stessi ad interessarsi di politica, facendone una forma di impiego-lavoro e non di impegno per il bene comune.
Il progetto del partito democratico deve coinvolgere le realtà civili e sociali della nostra comunità per far sì che veramente si possa respirare aria nuova in un sistema altamente asfittico.☺
La nuova legislatura regionale parte in salita per il centro sinistra ed in particolare per la Margherita.
Alla prima uscita ufficiale gli eletti della Margherita si sono divisi: due al gruppo misto, uno al gruppo per il quale era stato eletto (Francesco Totaro). La motivazione addotta (azioni propedeutiche per la costituzione del partito democratico) sicuramente sul piano teorico è condivisibile, ma il metodo e la strategia hanno lasciato perplessi tanti iscritti e simpatizzanti.
Non può partire un processo di rivisitazione del sistema partitico dall’alto e con un tentativo di sommatoria di gruppi consiliari. E’ impensabile che poche persone possano decidere, senza alcun confronto, le sorti di tanti. Una mossa sullo scacchiere errata, quasi una karakiri.
In diversi ora contestano il metodo di gestione del partito, ammesso che vi sia stato un metodo di gestione nel passato. Certo è che la sconfitta elettorale ha reso evidente le contraddizioni di un gruppo dirigente che ha solo gestito e mai programmato ed organizzato veramente il partito.
L’operazione del Consiglio regionale è l’ennesima riprova di un metodo vecchio di fare politica. I processi di mutamento, politici e sociali, devono essere condivisi e maturati.
Oggi tanti della margherita e dei DS avvertono la necessità di un nuovo soggetto politico che superi la logica della divisione in tanti gruppi e diventi soprattutto elemento di aggregazione di idee, programmi, scelte. Ma non può essere una scelta di pura opportunità strategica o quasi una imposizione. Questo modo di operare, in verità, fa allontanare dall’impegno politico soprattutto i giovani che vogliono essere coinvolti a pieno titolo per dare la loro disponibilità.
L’immagine data all’opinione pubblica, in questa specifica situazione, sicuramente non è stata positiva. E’ vero che Margherita e DS sono ormai nella stagione congressuale, ma è altresì vero che in questo modo non solo non si costruisce il partito democratico, ma si affievolisce anche il rapporto con gli elettori.
Un evento di così alta portata, la nascita del partito democratico, dovrebbe, a mio modesto parere, vedere impegnati tutti a lavorare su temi e tesi per allagare la base del consenso e della condivisione, favorendo l’adesione al progetto anche di altre forze del centro sinistra e dei tanti movimenti che stanno animando la scena politica.
E’ mai possibile che la dirigenza dei partiti non si chieda come mai tantissime persone aderiscono ad associazioni e movimenti e lavorano alacremente per scopi sociali, politici e culturali, ma poi rifiutano l’impegno in strutture partitiche organizzate? Questa fase di impostazione del nuovo soggetto politico dovrebbe far invertire la rotta e riavvicinare all’attività e all’impegno politico quelli che non hanno condiviso i sistemi dei gruppi di potere.
Chi scrive per lungo periodo non ha partecipato ad alcuna forma di impegno di partito. Ha creduto nel progetto della margherita ed è tornato ad interessarsi di “politica”. Certo è che i metodi e le procedure spengono ogni forma di entusiasmo e fanno sì che siano sempre gli stessi ad interessarsi di politica, facendone una forma di impiego-lavoro e non di impegno per il bene comune.
Il progetto del partito democratico deve coinvolgere le realtà civili e sociali della nostra comunità per far sì che veramente si possa respirare aria nuova in un sistema altamente asfittico.☺
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.