Da Nessuno a Leva. I politici molisani e la moda del “bipartisan”
13 Settembre 2017
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Da Nessuno a Leva. I politici molisani e la moda del “bipartisan”

Spopolamento: ogni anno la regione “perde” 2000 cittadini

La calura estiva, quest’anno estenuante, finalmente si attenua, i “turisti” preparano i bagagli: si torna a casa e forse, per chi è più fortunato, al lavoro. I bellissimi borghi delle terre di Molise si svuotano. Quelli che con ironia indichiamo come “villeggianti” altri non sono che molisani emigrati in cerca di una opportunità. Sbagliammo allora a non offrirgliene una, continuiamo a farlo ora con chi, senza né pane né terra, chiede aiuto. Qualcuno dice che la vitalità di una comunità si misura in base alla qualità dei rumori che produce: quando non si sentono gli schiamazzi dei bambini che giocano, quando i battenti delle scuole non riaprono, quando non si ha più voglia di guardarsi negli occhi, allora capisci che il tempo si sta esaurendo. E, come rispondono i politici quando scoprono che l’estate è finita e che oltre ai “villeggianti” mancano all’appello circa duemila molisani ogni anno? Assolutamente non rispondono. Si renderanno conto del problema quando a “villeggiare” saranno loro, i loro figli.

Cos’hanno in comune i senatori Ruta e Di Giacomo?

Avevamo promesso, nell’ultimo numero della rivista che dopo aver dato una mano al senatore Ruta a spiegare le pregevoli doti di manovratore che lo stesso mette a disposizione del suo e di altri partiti (sono da attribuirsi a lui tutte le sconfitte del centro sinistra compresa la prossima) ci saremmo occupati del suo omologo del centrodestra il quale, fino a pochi mesi fa, ha fatto parte della sua stessa maggioranza di governo. Su circa 10.000 votazioni, i due, per 9.000 volte hanno pigiato lo stesso bottone. Forse perché la pensavano allo stesso modo? Si sono consultati prima e hanno trovato un’intesa? Capirlo non è compito facile; di lui, il senatore di Isernia, si sa poco perché è un tipo riservato, poi, da quando ha scoperto che Berlusconi non è uno stinco di santo, ha rotto i rapporti anche con i vecchi amici e si è fatto ospitare nel gruppo di Angelino. Il passaggio chiesto sulla scialuppa di Alfano sarebbe dovuto servire unicamente ad uscire dal guado, ma votare la fiducia al governo a guida PD, per un ex socialista approdato in Foza Italia, è stata la cosa peggiore che gli potesse accadere.

Oggi il naufrago tenta di fare ritorno a casa, Berlusconi permettendo, sulla scialuppa di Quagliariello, moderato e basta. Il neonato gruppo parlamentare, per augurargli il benvenuto, ha presentato una interrogazione parlamentare, niente di personale, per fare finalmente chiarezza sulla nota vicenda che vede protagonisti il presidente Frattura e la direttrice di Telemolise, ma questa è un’altra storia di cui avremo modo di occuparci, sempre che i giudici siano, una volta tanto, puntuali.

L’enfant prodige del centro sinistra molisano: Danilo Leva

Intanto per non stare con le mani in mano e per portarci avanti col lavoro, vorremmo dedicare le nostre cure all’enfant prodige della politica molisana; non lo abbiamo mai degnato di attenzione e ce ne scusiamo. L’on. Leva cresce all’ombra del più noto Candido Paglione, big di primo piano nonché capogruppo in consiglio regionale dei Democratici di Sinistra. Il giovane Leva, valente dirigente di partito, oltre che promettente avvocato, lavora di giorno per la riconferma del suo maestro e di notte mette insieme un po’ di voti anche per lui. Per farla breve Candido torna a fare il veterinario. E lui? Stiamo parlando delle elezioni regionali del 2006, quelle guidate dall’on. Ruta che nonostante il clima favorevole, il centrosinistra unito e le promesse di Prodi alle Cupolette, rimediò una sonora batosta, la qual cosa avrebbe consigliato a chiunque una silenziosa ritirata, non a lui che invece nell’occasione scopre la giovane promessa della sinistra alto molisana.

Ruta e Leva: uniti (o divisi?) per perdere

I due da subito capiscono che insieme possono fare cose strepitose, le politiche del 2008 saranno l’occasione ghiotta per dimostrarlo. Risultato: Ruta, deputato uscente, torna a fare il professore; Massa, il senatore, frequenta i giardinetti del capoluogo. Non era mai successo che a Roma non andasse neanche un parlamentare di sinistra… strepitoso!!! a Leva, per premiarlo, verranno affidate le sorti del Partito Democratico e successivamente, a Ruta, che aveva solennemente promesso di ritirarsi, quelle di presidente. Tra il 2008 e il 2011 i due decidono, dopo una serata passata a giocare con i soldatini di piombo, di “marciare divisi per colpire uniti”. Nasce così Alternativa@, un movimento altro, non si è mai capito bene a che cosa, ispirato da Ruta, se così si può dire, orientato a sinistra, compito assai arduo, considerato l’ispiratore.

I due si danno da fare insieme, la cosa che li unisce profondamente è la sconfitta, ne prendono di santa ragione in tutto il Molise ma non si scoraggiano, finalmente incontrano uno che ha una faccia pulita, è sempre disponibile al confronto con toni pacati, parla correttamente l’italiano senza tradurlo dal dialetto come capita a loro, ha anche delle competenze, questo addirittura li sorprende, non ci sono abituati, ha una qualità che supera tutte le altre, gioca nell’altra parte del campo: se porta con sé anche un po’ di voti il gioco è fatto. È lui il candidato giusto per vincere le primarie del centrosinistra.

Nel prossimo numero: l’uomo bi-partisan, dalla beatificazione alla scomunica

Il beatificando viene quindi sottoposto ad una scrupolosa indagine, condotta addirittura da alcuni saggi molto ascoltati nelle sagrestie della sinistra, al fine di accertare il tasso di compatibilità tra il suo passato di destra e il suo futuro da progressista. Risultato: il Frattura pensiero è compatibile con la falce ed il martello. Dei sette anni che passeranno, dalla beatificazione alla scomunica, parleremo nel prossimo numero.☺

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