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ode alla presidente (mancata) | La Fonte TV
Giovane, brava, scaltra e snella
il prezzo giusto è la Fanelli.
A chi ammicca, con chi parla e a chi sente
è candidata da pessima gente
Con Pallante amore a prima vista
ma da Di Pietro si mette in pista.
Il Terzo Polo o l’Italia dei Valori
per lei son tutte rose e fiori.
Fini ci crede, i centristi sono pronti
ecco che parte per altri fronti.
Tonino intuisce e non la inserisce
ecco il Fortore che la favorisce.
Tutti per uno, uno per tutti
coi sindaci naviga tra i tumulti.
Veltroni invia un Principe romano
per riverirla col baciamano.
E questi unisce il Gal, i Modem e Bruno
ma gira gira non c’è nessuno.
Si autoconvoca con Astore
il suo vecchio primo amore.
Compagni lottiamo per le primarie
ma capisce che non è aria.
Sfoglia sfoglia la margherita
e prende la bacchetta tra le dita.
Spinta dai comuni per Palazzo Magno
già si prepara al grande bagno.
Ecco improvviso una telefonata
e il lesto Roberto se l’è giuocata.
Mi immolo, mi batto e con voi lotto
e lascia Pallante tutto di botto.
Il cuore mi chiama ed è sempre rosso
ma Leva svelto la butta nel fosso.
La giostra si avvia tra monti e vallate
e lei si prepara alle scalate.
Gongola e strepita sorridente
e già attrezza la sua corrente.
La scuola è buona e di prima mano
di quel mastro Vitagliano.
Sinistra o destra scegli che vuoi
tanto non sono affari suoi.
La politica è un arte, da recitare a soggetto
che serve solo a salir sul tetto.
Il Governatore guarda sornione
e pregusta la vincita da vecchio volpone.
La partita è truccata lo sanno anche i sassi
e Micaela si rompe le ossa.
Paga pedaggio per entrare in pista
ma cova vendetta bRuta e trista.
Con Massimo sagace e perspicace
si avvia una fase di lotta senza pace.
Giovani, giovanotti e signorine
meneranno fendenti con tanto teatrino.
Via i vecchi politicanti che son tutti dei questuanti
è giunta l’ora dei briganti.
Ma in quel di Riccia c’è aria funesta
per l’incredibile batosta.
Sarà astuta, brillante e pure eloquente
ma non ha convinto la sua gente.
Che vuoi che sia, o la tua o la mia
e pure l’astuzia smarrisce la via.
Il Guappo
Giovane, brava, scaltra e snella
il prezzo giusto è la Fanelli.
A chi ammicca, con chi parla e a chi sente
è candidata da pessima gente
Con Pallante amore a prima vista
ma da Di Pietro si mette in pista.
Il Terzo Polo o l’Italia dei Valori
per lei son tutte rose e fiori.
Fini ci crede, i centristi sono pronti
ecco che parte per altri fronti.
Tonino intuisce e non la inserisce
ecco il Fortore che la favorisce.
Tutti per uno, uno per tutti
coi sindaci naviga tra i tumulti.
Veltroni invia un Principe romano
per riverirla col baciamano.
E questi unisce il Gal, i Modem e Bruno
ma gira gira non c’è nessuno.
Si autoconvoca con Astore
il suo vecchio primo amore.
Compagni lottiamo per le primarie
ma capisce che non è aria.
Sfoglia sfoglia la margherita
e prende la bacchetta tra le dita.
Spinta dai comuni per Palazzo Magno
già si prepara al grande bagno.
Ecco improvviso una telefonata
e il lesto Roberto se l’è giuocata.
Mi immolo, mi batto e con voi lotto
e lascia Pallante tutto di botto.
Il cuore mi chiama ed è sempre rosso
ma Leva svelto la butta nel fosso.
La giostra si avvia tra monti e vallate
e lei si prepara alle scalate.
Gongola e strepita sorridente
e già attrezza la sua corrente.
La scuola è buona e di prima mano
di quel mastro Vitagliano.
Sinistra o destra scegli che vuoi
tanto non sono affari suoi.
La politica è un arte, da recitare a soggetto
che serve solo a salir sul tetto.
Il Governatore guarda sornione
e pregusta la vincita da vecchio volpone.
La partita è truccata lo sanno anche i sassi
e Micaela si rompe le ossa.
Paga pedaggio per entrare in pista
ma cova vendetta bRuta e trista.
Con Massimo sagace e perspicace
si avvia una fase di lotta senza pace.
Giovani, giovanotti e signorine
meneranno fendenti con tanto teatrino.
Via i vecchi politicanti che son tutti dei questuanti
è giunta l’ora dei briganti.
Ma in quel di Riccia c’è aria funesta
per l’incredibile batosta.
Sarà astuta, brillante e pure eloquente
ma non ha convinto la sua gente.
Che vuoi che sia, o la tua o la mia
e pure l’astuzia smarrisce la via.
Il Guappo
ode alla presidente (mancata)
Giovane, brava, scaltra e snella
il prezzo giusto è la Fanelli.
A chi ammicca, con chi parla e a chi sente
è candidata da pessima gente
Con Pallante amore a prima vista
ma da Di Pietro si mette in pista.
Il Terzo Polo o l’Italia dei Valori
per lei son tutte rose e fiori.
Fini ci crede, i centristi sono pronti
ecco che parte per altri fronti.
Tonino intuisce e non la inserisce
ecco il Fortore che la favorisce.
Tutti per uno, uno per tutti
coi sindaci naviga tra i tumulti.
Veltroni invia un Principe romano
per riverirla col baciamano.
E questi unisce il Gal, i Modem e Bruno
ma gira gira non c’è nessuno.
Si autoconvoca con Astore
il suo vecchio primo amore.
Compagni lottiamo per le primarie
ma capisce che non è aria.
Sfoglia sfoglia la margherita
e prende la bacchetta tra le dita.
Spinta dai comuni per Palazzo Magno
già si prepara al grande bagno.
Ecco improvviso una telefonata
e il lesto Roberto se l’è giuocata.
Mi immolo, mi batto e con voi lotto
e lascia Pallante tutto di botto.
Il cuore mi chiama ed è sempre rosso
ma Leva svelto la butta nel fosso.
La giostra si avvia tra monti e vallate
e lei si prepara alle scalate.
Gongola e strepita sorridente
e già attrezza la sua corrente.
La scuola è buona e di prima mano
di quel mastro Vitagliano.
Sinistra o destra scegli che vuoi
tanto non sono affari suoi.
La politica è un arte, da recitare a soggetto
che serve solo a salir sul tetto.
Il Governatore guarda sornione
e pregusta la vincita da vecchio volpone.
La partita è truccata lo sanno anche i sassi
e Micaela si rompe le ossa.
Paga pedaggio per entrare in pista
ma cova vendetta bRuta e trista.
Con Massimo sagace e perspicace
si avvia una fase di lotta senza pace.
Giovani, giovanotti e signorine
meneranno fendenti con tanto teatrino.
Via i vecchi politicanti che son tutti dei questuanti
è giunta l’ora dei briganti.
Ma in quel di Riccia c’è aria funesta
per l’incredibile batosta.
Sarà astuta, brillante e pure eloquente
ma non ha convinto la sua gente.
Che vuoi che sia, o la tua o la mia
e pure l’astuzia smarrisce la via.
Il Guappo
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