ode alla presidente (mancata)
30 Maggio 2011
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ode alla presidente (mancata)

 

Giovane, brava, scaltra e snella

il prezzo giusto è la Fanelli.

A chi ammicca, con chi parla e a chi sente

è candidata da pessima gente

Con Pallante amore a prima vista

ma da Di Pietro si mette in pista.

Il Terzo Polo o l’Italia dei Valori

per lei son tutte rose e fiori.

Fini ci crede, i centristi sono pronti

ecco che parte per altri fronti.

Tonino intuisce e non la inserisce

ecco il Fortore che la favorisce.

Tutti per uno, uno per tutti

coi sindaci naviga tra i tumulti.

Veltroni invia un Principe romano

per riverirla col baciamano.

E questi unisce il Gal, i Modem e Bruno

ma gira gira non c’è nessuno.

Si autoconvoca con Astore

il suo vecchio primo amore.

Compagni lottiamo per le primarie

ma capisce che non è aria.

Sfoglia sfoglia la margherita

e prende la bacchetta tra le dita.

Spinta dai comuni per Palazzo Magno

già si prepara al grande bagno.

Ecco improvviso una telefonata

e il lesto Roberto se l’è giuocata.

Mi immolo, mi batto e con voi lotto

e  lascia Pallante tutto di botto.

Il cuore mi chiama ed è sempre rosso

ma Leva svelto la butta nel fosso.

La giostra si avvia tra monti e vallate

e lei si prepara alle scalate.

Gongola e strepita sorridente

e già attrezza la sua corrente.

La scuola è buona e di prima mano

di quel mastro Vitagliano.

Sinistra o destra scegli che vuoi

tanto non sono affari suoi.

La politica è un arte, da recitare a soggetto

che serve solo a salir sul tetto.

Il Governatore guarda sornione

e pregusta la vincita da vecchio volpone.

La partita è truccata lo sanno anche i sassi

e Micaela si rompe le ossa.

Paga pedaggio per entrare in pista

ma cova vendetta  bRuta e trista.

Con Massimo sagace e perspicace

si avvia una fase di lotta senza pace.

Giovani, giovanotti e signorine

meneranno fendenti con tanto teatrino.

Via i vecchi politicanti che son tutti dei questuanti

è giunta l’ora dei briganti.

Ma in quel di Riccia c’è aria funesta

per l’incredibile batosta.

Sarà astuta, brillante e pure eloquente

ma non ha convinto  la sua gente.

Che vuoi che sia, o la tua o la mia

e pure l’astuzia smarrisce la via.

 

Il  Guappo

 

 

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