passione civile
1 Ottobre 2010 Share

passione civile

 

No, non ci riusciranno, anche se professionisti prezzolati ce la stanno mettendo tutta, a convincerci che la politica è sporca, che è meglio non occuparsene, che è tutto un gioco di ricatti e bombe a orologeria pronte a deflagrare non appena si fa un passo falso. Non ci riusciranno quei senatori e deputati che si sono prostituiti e quelli che si venderanno prossimamente al miglior offerente. Non ci riusciranno D’Alema e Veltroni che con una tempistica eccezionale, insieme questa volta, o a turno come nel passato, riescono a rimettere in piedi il Cavaliere ogni qual volta tutto lascia prevedere che sta per essere disarcionato. La nostra è l’unica nazione al mondo dove anziché cadere il governo, cade l’opposizione! Non ci riuscirà neppure il nostrano pluritrombato Roberto Ruta che da una presunta opposizione, per dare una mano al presidente della giunta regionale, oggi in chiara difficoltà all’interno del suo schieramento, si è inventato il contenitore nel quale infilare e affogare qualunque voce potrebbe suonare alternativ@.

Non ci riusciranno, nonostante che “nell’Italia odierna esiste una moltitudine di individui sordi, ciechi e muti che lasciano fare la politica a chi la snatura e la perverte a suo vantaggio” (Roberto Mancini), perché per noi politica è responsabilità, premura non solo per il nostro orticello ma per quest’unica terra che ci è affidata in custodia, è umanizzazione di ognuno, è resistenza, è, in una parola, passione civile.

In una grande piazza c’era un uomo che a voce sostenuta denunciava la malapolitica, il marcio presente nella società e incitava a perseguire il bene comune. Piano piano la piazza si svuotò completamente, ma lui continuava imperterrito a gridare. Un discepolo gli chiese a che pro, se non c’era più nessuno ad ascoltarlo e lui, tutto infuocato, disse che urlava per coprire il fascino suadente del richiamo a una vita spensierata e spassionata. Anche noi vogliamo alzare la voce anzitutto in difesa della Carta Costituzionale nel momento in cui, a causa dell’inerzia della maggioranza dei cittadini, da più parti la si considera superata e quindi non rispondente ai bisogni della nostra società. Abbiamo il fondato timore che sia l’ultimo ostacolo per chi vuole trasformare lo stato in un’azienda e il parlamento in un consiglio d’amministra- zione. Non ci stiamo e perciò ne parleremo a lungo e diffusamente. Resistere è un dovere al quale non abdichiamo per nessun motivo.

Non possiamo tacere di fronte allo strisciante razzismo che sta permeando le coscienze. Ad Adro, il sindaco leghista, dopo aver l’anno scolastico scorso tolto la mensa ai bambini che non potevano pagare, quest’anno ha riempito di simboli del suo partito la scuola, come i cani che segnano il loro territorio con una pisciatina. In Francia, in nome della rivoluzionaria “fraternité”, cacciano i Rom, con la simpatia e l’incoraggiamento del presidente del consiglio italiano. Per fortuna il Parlamento Europeo ha adottato la risoluzione che censura le politiche francesi di espulsione dei Rom, presentata dal centrosinistra, con 337 voti a favore contro 245 e 51 astensioni (questi numeri ci dicono però che c’è poco da stare allegri!). La risoluzione esprime, tra l'altro, "grande preoccupazione per le misure di espulsione prese dalle autorità francesi e di altri paesi nei confronti dei Rom e sollecita tali autorità all'immediata sospensione di tutte le espulsioni". Ma intanto nel parlamento svedese ha fatto ingresso alla grande la destra xenofoba, che potrebbe essere determinante nella formazione del prossimo governo. A Roma il sindaco mette a ferro e fuoco i campi nomadi, mentre in tutta la penisola si fa sempre più rada l’aria dell’accoglienza e della libera circolazione dei cittadini. Per non parlare del ministro dell’interno che ha giustificato la sparatoria ad altezza d’uomo dei libici contro un peschereccio italiano dicendo che credevano che fosse un barcone di immigrati. La crisi economica è diventata guerra tra poveri, anziché portare le persone in difficoltà a coalizzarsi per far fronte comune contro i responsabili di questo affamamento collettivo.

Il fatto che Gesù sia stato convertito alla certezza che “Dio non fa preferenze di persone” da una donna pagana, in territorio straniero, dovrebbe pur dare un imput determinante ai sedicenti cattolici per relativizzare il concetto stesso di frontiere. Come si fa ad appartenere a una parrocchia che in greco significa “dimora provvisoria dell’esiliato, dello straniero” e poi escludere dalla propria terra l’altro-da-sé? Per non entrare in contraddizione o si espelle il razzismo che abita in noi o ci si espelle dalla comunità dei credenti. Al fondo di una cattiva politica non c’è sempre una cattiva teologia?

Se la passione civile, a livello nazionale, ha fatto raccogliere un milione e quattrocentomila firme per far indire un referendum perché l’acqua resti pubblica, se la passione civile ha fatto scendere in strada migliaia di persone, nel Molise, per difendere un ospedale, significa che è necessario uscire dall’isolamento della vita privata, che è necessario associarsi, che è necessario farsi carico dei problemi degli altri, a prescindere dal tornaconto. Una goccia da sola rischia di prosciugarsi al sole, ma se entra in contatto con altre può diventare una fonte che disseta. Noi ci crediamo e ci proviamo.☺

 

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