Poesie da spiaggia
15 Luglio 2022
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Poesie da spiaggia

“Poesie da spiaggia” può sembrare un’etichetta dispregiativa, che riduca gli eventuali testi di cui si parla a cose di scarsa importanza, adatte al disimpegnato relax sotto l’ombrellone. Ed è invece proprio nella direzione opposta che si sono mossi i due curatori dell’antologia poetica che è stata provocatoriamente intitolata proprio Poesie da spiaggia (Milano, Crocetti, 2022). Si tratta di una ‘strana coppia’, costituita da due nomi di sicuro prestigio, anche se in settori molto differenti. Il primo è Nicola Crocetti, uno degli editori che in Italia ha maggiormente contribuito alla diffusione di una cultura poetica (specie con la rivista “Poesia” da lui fondata nel gennaio 1988). Il secondo è il cantautore Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. E il libro nasce proprio da una sua idea, perché, progettando una lunga tournée sulle spiagge d’Italia – il Jova Beach Party 2, 2022 -, ha ritenuto importante che in occasione dei concerti il pubblico potesse affiancare a quella della sua musica la voce dei grandi scrittori che si sono espressi in versi sulle pagine di un libro. Jovanotti, fin da quando, bambino, scoprì il Cantico delle creature di S. Francesco, nutre infatti una particolare passione per la poesia e ne ha maturata negli anni una conoscenza non comune.

Poeti da godersi sulla spiaggia, dunque, in un momento di colta distensione, prima o dopo un concerto di Jovanotti: l’operazione ha destato scalpore, e qualche severo custode della sacralità delle Muse ha storto il naso e mostrato di non gradire questa singolare combinazione di letteratura, musica e vacanze. Che ha però tutta la dirompente freschezza di quelle idee brillanti che, sulle ali della libertà, intendono fare giustizia dei luoghi comuni: la poesia, quando è vera e toccante, non è un complicato enigma per pochi sapienti, ma può raggiungere con immediatezza chiunque, ovunque egli sia – fosse anche su una sdraio. Nella prefazione, Jovanotti chiede a Crocetti: “Perché hai accettato di fare un libro con un ‘tipo da spiaggia’ come me?”. E l’editore risponde: “Perché tu hai tutto quello che serve per ‘convincere’, per diffondere e far amare la poesia: la conosci bene, la leggi da tanti anni, hai entusiasmo, passione, simpatia. C’è bisogno di altro?”.

Gli autori chiamati in causa spaziano dalle antiche voci di Saffo ed Esiodo a tutte le letterature moderne, dagli Stati Uniti alla Cina, dall’Argentina all’Inghilterra, da Israele alla Russia. Una particolare attenzione è riservata ai poeti italiani di oggi e, in omaggio alle origini e all’intensa attività di traduttore di Nicola Crocetti, a quelli neogreci. Il libro si apre con la celebre poesia Itaca di Costantino Kavafis, emblema di ogni viaggio, anche mentale, e in tono col motivo del mare (particolarmente frequentato dall’antologia). “E se la trovi povera, Itaca non ti ha illuso./ Sei diventato così esperto e saggio,/ e avrai capito che vuol dire Itaca”. Un incipit che sembra intenzionale stilizzazione in versi delle dichiarazioni con cui Jovanotti chiude la prefazione: “I libri sono innamoramenti, non consiglierei a nessuno di chi innamorarsi, però consiglio di innamorarsi, perché è bellissimo, dolorosissimo a volte, faticoso, meraviglioso come sono i grandi libri. Ognuno ha i suoi ‘testi sacri’, la letteratura è una religione aperta, per fortuna: si entra e si esce quando si vuole. Io consiglio di entrare da tutte le porte e di lasciarle sempre aperte per poter uscire se si vuole”. Perché no, anche in uno stabilimento.☺

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