presidio ad altilia
26 Ottobre 2010 Share

presidio ad altilia

 

La Legge Regionale n. 15 del 21 maggio 2008, disciplinante le fonti rinnovabili, prevedeva all’art. 3, comma 2 l’installazione di impianti eolici fino ad un numero massimo di 545 pali. Tale legge è stata abrogata dalla successiva Legge Regionale n. 22 del 07 agosto 2009 che ha eliminato il suddetto limite e con la successiva approvazione delle Linee Guida Regionali con Delibera di Giunta Regionale n. 1074 del 23 novembre 2009, in Molise si sta consumando uno scempio ambientale e culturale.

Al fine di contrastare lo scempio che si sta perpetrando, il 29 settembre 2010 è iniziato un presidio permanente, presso Porta Tammaro all’ingresso dell’area archeologica di Saepinum-Altilia, da parte di Associazioni e Comitati contro l’eolico selvaggio a salvaguardia del territorio molisano. Sono 82 le Associazioni che si sono mobilitate e sono associazioni che comprendono diversi settori: culturali, ambientali, agricoli, sindacali, della caccia, sociali, comitati e così via, che hanno deciso di mettere in piedi questo presidio a difesa di un luogo emblematico, dove è presente l’antica città romana di Saepinum-Altilia risalente al I° secolo A.C. situata nella stupenda Valle del Tammaro.

La storia millenaria di Roma si è mirabilmente conservata in un sito archeologico che è oggetto di visita da parte di studiosi ed esperti provenienti da tutto il mondo; infatti è possibile trovare strutture architettoniche intatte di un antico Municipio Romano con le porte d’ingresso, il Foro, le colonne e l’abitato. È un patrimonio culturale prezioso che appartiene alla memoria storica, non solo di Roma ma anche delle popolazioni dell’Antico Sannio che merita di essere salvaguardato e valorizzato.

Tale luogo non può essere assolutamente devastato dall’installazioni di 16 torri eoliche, alte 120 metri, alte più della Cupola di San Pietro, che muterebbero irrimediabilmente i tratti identitari ed ambientali della Valle del Tammaro e di Altilia, stravolgendo, in questo modo, la storia millenaria, la memoria di un popolo ed un bene culturale che costituisce un patrimonio dell’umanità.

È la prima volta che si registra nel nostro territorio una così ampia ed appassionata mobilitazione, in quanto si vuole evitare una vera e propria devastazione ambientale e culturale del nostro Molise; in una Regione che misura 4.438 chilometri quadrati sono state presentate domande per l’installazione di circa 5.000 torri eoliche. L’aspetto più grave ed inquietante è che non vengono risparmiate le aree archeologiche più belle come, appunto, Saepinum-Altilia, il Teatro Sannitico di Pietrabbondante, i tratturi che sono patrimonio dell’umanità ed altre aree di rilievo come Santa Maria della Strada di Matrice, Santa Maria di Monteverde di Vinchiaturo ecc. Bisogna sottolineare, tra l’altro, che nel nostro territorio il 72% di energia prodotta proviene da fonte eolica, e precisamente dalle 420 torri eoliche già in funzione, mentre il 110% di produzione di energia, proviene dalle fonti rinnovabili, vale a dire dall’eolico, dall’idroelettrico e dal termoelettrico. Da ciò si può facilmente intuire che la nostra regione produce un fabbisogno energetico quattro volte superiore al proprio fabbisogno.

Lo scopo della mobilitazione è quello di indurre la Regione Molise ad aprire un confronto istituzionale di modifica alla Legge Regionale n. 22 del 2009 e soprattutto di emanare un atto di recepimento delle Linee Guida Nazionali sulle Fonti Rinnovabili che sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 219 del 18 settembre 2010, in quanto è necessario che esista una regolamentazione sull’installazione delle torri eoliche.

Un altro aspetto che merita di essere evidenziato è quello relativo all’enorme business che ruota intorno agli affaristi del vento. Infatti si è calcolato che su 4.000 torri, il giro d’affari sarebbe pari a quasi 4 miliardi di euro l’anno, di cui solo 30 milioni resterebbero in Molise tra ristori ambientali ai comuni ed affitti ai proprietari dei terreni. Quindi un grande affare in una piccola terra che risulta essere appetibile per la criminalità organizzata in quanto è a scarsa reattività sociale, i controlli sono carenti ed è possibile reinvestire soldi di dubbia provenienza.

Nell’ultimo periodo, nel nostro territorio, si sono intensificati gli episodi legati alla criminalità, come ad esempio il caso di un piccolo imprenditore edile di Cercemaggiore, che solo per aver portato un camion di sabbia in direzione Benevento, è stato preso a fucilate; a Guardiaregia lo scorso 7 agosto sono stati bruciati due automezzi di un’azienda che trasporta torri eoliche; nelle zone di confine con la Campania si sono registrati diversi furti ad opera di bande specializzate che si sono introdotte, durante la notte, nelle abitazioni private portando via denaro, cellulari, automobili ecc.; camion di provenienza ignota, sprovvisti del Bollo Prefettizio, che autorizza i Comuni a scaricare i rifiuti nella discarica, che non si sa bene cosa portano nelle nostre discariche. A tal proposito, la Rete delle 82 Associazioni e Comitati contro l’eolico selvaggio ha promosso, dal 29 settembre fino ad oggi, diverse iniziative, eventi, dibattiti ed incontri pubblici allo scopo di sensibilizzare tutti i cittadini sui problemi che si nascondono dietro gli affaristi del vento.

Per difendere la nostra Regione è fondamentale unire le forze tra i cittadini, le associazioni, la Magistratura e le Forze dell’Ordine al fine di portare avanti una battaglia identitaria, culturale, ambientale, storica, paesaggistica in difesa delle nostre tradizioni e della nostra memoria riuscendo in tal modo a valorizzare il Molise.

La Rete delle 82 Associazioni e Comitati contro l’eolico selvaggio 

 

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