produrre cultura
31 Dicembre 2010 Share

produrre cultura

 

Fine anno, tempo di bilanci. Inizio anno nuovo, tempo di rilanci. Permetteteci il gioco di parole, e andando avanti capirete il perché.

Si è conclusa con un'esibizione musicale di due band, (Il Rumore del Fiore di Carta + Postit) tra le più interessanti del panorama nazionale (orgogliosamente molisani però) la stagione teatrale 2010-2011 del Libero Opificio del Teatro Occidentale, meglio conosciuto come Loto, con sede a Ferrazzano. Il cartellone ideato ed organizzato da Stefano Sabelli ha visto nomi di livello calcarne il grazioso palcoscenico: da Elio Germano a Licia Maglietta, da Lucrezia Lante Della Rovere a Claudio Santamaria, concludendo con Maddalena Crippa, il pubblico ha potuto godere di una programmazione sicuramente di qualità, che ha soprattutto testimoniato come anche nel Molise, e soprattutto nei piccoli borghi talvolta ingiustamente dimenticati, è possibile produrre cultura, tappando la bocca a chi nelle stanche passeggiate per il corso se ne esce con la solita frase “ma a Campobasso non c'è niente, ma nel Molise non si può fare niente”.

Non solo teatro comunque, nel senso stretto del termine. A vivacizzare la cornice del Loto hanno provveduto esibizioni musicali volte a valorizzare artisti locali, sia emergenti che già affermati. Il gruppo Ecletnica Pagus, guidato dal polistrumentista Piero Ricci, ha riscosso numerose ovazioni dai presenti, proponendo il consueto repertorio strumentale dedicato totalmente al Molise, alle sue montagne, e alle storie e tradizioni che la terra tramanda. L'incastro armonico di zampogna, organetto, oboe, clarinetto, arpa e percussioni riesce a parlare al cuore ed all'orecchio dell'ascoltatore in modo assolutamente unico, creando atmosfere struggenti che rapiscono chi ascolta trasportandolo in una dimensione “altra”. Da segnalare inoltre l'esibizione del gruppo L'Arcano Patavino, un progetto coraggioso che mira a fondere elementi caratteristici della musica popolare con l'elettronica, generando tappeti sonori fuori dai consueti tracciati imposti dal mainstream, e che deve il suo nome alle colonne portanti ovvero Donato Arcano (voce e chitarra elettrica) e Matteo Patavino (dedito ai sintetizzatori) senza dimenticare gli altri componenti del gruppo Graziano Garbone alla batteria ed il bassista Pasquale Macolino.

Il Teatro del Loto ha in questo ed in altri modi inteso rilanciarsi agli occhi della platea campobassana fungendo da punto di raccolta, da fucina di idee, aprendo i propri battenti tutti i giorni ai ragazzi ed agli affamati di cultura. Punto wireless per chi vuole navigare in internet in santa pace e gratuitamente, centro operativo della SPAS (Scuola Propedeutica d’Arte Scenica)  che come recita il sito “nasce nel 2007 ed è volta a formare giovani attori che vivano il palcoscenico con passione e dedizione”. Non si tratta di una semplice scuola di recitazione, ma di una vera e propria scommessa d’integrazione umana, sociale e artistica per il futuro stesso del Molise, una scommessa basata sulla cultura del bello e sulla libertà creativa, finalizzata a costituire un DNA etico, estetico e progettuale per favorire la crescita di un Teatro d’Arte anche in Molise.

Il futuro, purtroppo, è l'unico ingombrante punto interrogativo in mezzo a tanti felici esclamativi: essendo considerato in maniera del tutto insufficiente dalle istituzioni locali, e non potendo fare in eterno affidamento sull'autofinanziamento e sui soli introiti derivanti dagli incassi (per quanto lusinghieri viste le numerose presenze), il Loto per sopravvivere ha bisogno di nuova linfa economica, per evitare di cadere nel dimenticatoio, e per poter continuare a dare speranza, godimento e soddisfazione a chi si fa “portatore” di sana cultura, come recitava lo slogan della campagna abbonamenti. La sfida, ed il rilancio citato all'inizio di questo articolo, sta proprio nel riuscire a reperire quelle risorse necessarie per andare avanti, e continuare a stupire. Con buona pace di chi afferma che con la cultura non si mangia, al Teatro del Loto l'indigestione è di gran lunga preferibile al digiuno.☺

fradelis@gmail.com

 

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