regalie da matrimonio
2 Febbraio 2011
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regalie da matrimonio

 

Ci risiamo. Berlusconi per ricompensare Iorio ,che con i sui parlamentari ha sostenuto il Governo in una fase di grande difficoltà, gli concede ancora un anno di proroga dello stato di criticità. Una trovata non contemplata dalla legge sulla protezione civile, creata appositamente per consentire al Molise il rientro nell’ordinario. In sostanza Silvio ha detto a Michele: “visto che a novembre “ci” hai le elezioni regionali, ti consento di esercitare i poteri commissariali ordinari,  non derogatori, anche quest’ anno”, che tradotto per i non addetti ai lavori significa: in questi dieci mesi di campagna elettorale puoi promettere mari e monti ai tuoi elettori, ma a scanso di equivoci  non ti do il becco di un quattrino, tanto, come io ti ho più volte fatto presente, le elezioni si vincono con le chiacchiere e non coi fatti. Sì, perché anche quest’anno, come nel 2009 e nel 2010, la  legge finanziaria dello Stato, non prevede stanziamenti a favore dei terremotati molisani. Espressioni di giubilo si sono levate dallo stato maggiore del Commissariato per “l’utile” provvedimento di proroga ottenuto dal Governo nazionale ma nulla si è detto sul come e su quali fondi si potrà contare per proseguire nella ricostruzione che è appena giunta al 13% dell’intera stima dei danni.

Viene da chiedersi: ma a chi sarà utile questo provvedimento? La risposta viene spontanea. La proroga dello stato di criticità sarà utile a quelle commissioni che in otto anni non sono ancora riuscite ad esaminare i progetti esecutivi per la ricostruzione delle abitazioni danneggiate dal sisma ed ora, per via delle nuove disposizioni legislative, si trovano a ripartire dal via, come al gioco dell’oca; la proroga  sarà ancora  utile a tutti quei tecnici e consulenti che sono costati trenta milioni di euro in otto anni ed hanno esaminato meno del 20% dei progetti; la proroga sarà utile al Commissario e al suo sub, non solo per ragioni economiche proprie ma anche, e soprattutto, per ragioni elettorali.

Quelli che del provvedimento non ne sentivano il bisogno sono tutti gli altri, molisani e non, compresi i terremotati, anche perché le attività svolte dagli uffici del commissariato possono essere tranquillamente prese in carico dalla protezione civile regionale. Così la pensava anche il Governatore Iorio che, sfiduciato dalla indifferenza del Premier nei suoi confronti, alcuni mesi fa, quando il capo era ancora autosufficiente in Parlamento, con una delibera di giunta, si è premurato di trasferire l’intera partita della ricostruzione alla protezione civile regionale, alla quale ha affidato anche la rendicontazione delle spese sostenute in questi otto anni. Lo stesso, evidentemente, si era convinto che, come lo stato di emergenza non può durare in eterno, così pure lo stato di criticità sarebbe terminato alla fine dell’anno. Invece, in questi mesi di grande confusione all’interno del centrodestra, Iorio percepisce che l’interesse del governo a non tirare fuori un centesimo per i terremotati si lega perfettamente al suo interesse a proseguire, almeno fino a novembre, con le funzioni di Commissario.

Si è in questo modo instaurato un meccanismo perverso per cui l’obiettivo del Governatore non è più quello di riportare i terremotati nelle loro case ma di tenerli lì dove sono, a dimostrazione del fatto che nessuna criticità è stata rimossa, appunto per continuare ad esercitare i poteri commissariali. In più, la proroga dello stato di criticità garantisce la permanenza in servizio ad una legione di tecnici, sia quelli che operano in Regione che quelli che stanno nei Comuni, assunti a tempo determinato e per chiamata diretta, per continuare un lavoro che ormai dura da otto anni e che fino ad oggi ha prodotto solo pochi risultati. Il numero elevato di progetti che non ancora completano l’iter amministrativo ne è il segno tangibile. A tutto ciò va aggiunto che nella protezione civile di Guido Bertolaso, alla fine della storia, i legionari assunti con contratto temporaneo per chiamata diretta, quasi sempre amici e parenti, sono stati stabilizzati con un concorso pubblico riservato solo a loro e anche questo non è poco. Purtroppo con questi meccanismi lo Stato continuerà a spendere milioni di euro con la certezza che alla fine del prossimo anno non sarà rimossa una sola criticità e tutto questo senza che né la magistratura contabile né quella penale trovino il tempo per intervenire.

Intanto anche quest’anno, come negli anni precedenti i terremotati continueranno a vivere nei villaggi provvisori che dal giorno del terremoto è l’unica cosa definitiva che è stata loro concessa. ☺

domenicodadamo@alice.it

 

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