Ritornare in molise
4 Giugno 2026
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Ritornare in molise

Incontro Pierpaolo Mammarella, giovane imprenditore che nel 2021 è rientrato in Molise, per la precisione a Larino, dopo aver vissuto tra Roma e Nord Italia dove ha lavorato per una nota multinazionale di brokeraggio.
Mi incuriosisce sapere quando e come sia scattato il desiderio di ritornare. La risposta è semplice nella sua profondità, completamente fuori dagli schemi dominanti: “Volevo valorizzare le competenze di mio padre, titolare di un’azienda agricola e ricercatore CNR”. Pierpaolo però è andato oltre: ha deciso di focalizzare il lavoro non sull’agricoltura in sé, ma sulla trasformazione del prodotto. L’inizio non è stato facile, puntualizza, il periodo di transizione è durato più di un anno. Grazie, però, al background culturale, che comprende una laurea in Legge, un MBA presso CUOA Business School, e grazie al forte legame professionale e umano con la famiglia di origine, la sua scelta coraggiosa è stata premiata. Oggi la soddisfazione di Pierpaolo è palpabile. Illustrando le attività dell’azienda, fa un’affermazione di cui, forse per la giovane età e per l’ entusiasmo che lo caratterizza, non coglie l’enorme portata: mi dice che le dipendenti sono tutte donne, per lo più con figli, per questo cerca di lasciare loro la scelta e l’organizzazione dei turni. I turni, mi spiega, sono organizzati sulla base degli impegni delle persone che lavorano in azienda, tutte di sua fiducia. La serenità dei dipendenti, aggiunge con sorprendente saggezza, è importante. In un’epoca di iper-liberismo come la nostra, il volto umano di questa azienda mi riempie di speranza. I prodotti Mammarella si distinguono a livello non solo nazionale: i sottoli hanno vinto premi all’estero, per esempio uno al Bellavita Varsavia 2025; l’olio ha vinto più di una volta la “Goccia D’oro” all’AIPO Argento Verona e nel 2025 al Bellavita di Londra.
 La linea di prodotti include miele, passate di pomodoro anche per intolleranze alimentari, sughi pronti, anche per vegani.
Anno dopo anno, mi racconta con orgoglio, l’azienda si è dotata di macchinari per la lavorazione artigianale 4.0, tutti autofinanziati, con l’obiettivo di do- tarsi di   macchinari “intelligenti” che possano sia migliorare il prodotto finito che rispettare l’ambiente. Una bella sfida, rifletto mentre ascolto.
Gli chiedo quali siano i pro e i contro del rientro in Molise. I “pro” sono quelli che abbiamo sperimentato tutti noi che siamo rientrati: “Zero stress” è la sua risposta netta. Considera l’espressione “migliore qualità della vita” inflazionata, ma veritiera, dice convinto. Di nuovo un’affermazione oserei dire “impopolare”: uno dei vantaggi è la vicinanza alla famiglia.
Mammarella junior si rivela ancora una volta come un giovane dalle radici salde che utilizza con intelligenza per far crescere e fiorire la propria vita e quella dell’azienda. I “contro” risiedono nel ritratto che mi fornisce di Termoli, suo punto di riferimento per il tempo libero: città che investe molto in turismo, ma poco e male sul piano culturale, mi dice con una punta di amarezza.  Lamenta, inoltre, che in Molise ci siano pochi investimenti pubblici sul territorio. 
Il sogno di Pierpaolo? “Creare posti di lavoro permanenti”, risponde, attualmente l’attività è stagionale e riguarda una decina di dipendenti.
L’altro sogno è quello di mettere compiutamente a frutto la formazione acquisita in modo che si rifletta sull’azienda.
Alcuni giovani stanno rientrando in Molise, ma troppi stanno andando via.
Non so se la tendenza negativa si fermerà, ma l’incontro con Pierpaolo Mammarella mi sembra di buon auspicio.☺

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