San Giuliano di Puglia: dannato denaro
2 Marzo 2011 Share

San Giuliano di Puglia: dannato denaro

 

             La ricostruzione materiale è a buon punto, anche se in parte ha stravolto l’identità del paese. Un’accozzaglia di stili e di colori che probabilmente farà sentire spaesati gli stessi abitanti che stanno tornando nei luoghi d’infanzia ma non nelle abitazioni di un tempo. Forestieri in casa propria!

             Se i tecnici hanno provveduto, spesso a dir poco in modo fantasioso, a ripristinare l’abitabilità del paese, ci sarà chi potrà contribuire a ricomporre le relazioni tra nuclei familiari, da sempre faticose, ma in seguito al sisma in molti casi drammaticamente lacerate?

Ora c’è l’assalto alla diligenza. Il dott. Magrone, quello a cui è stata conferita la controversa cittadinanza onoraria, con la sentenza del 28 gennaio 2010, ha ottenuto ciò che voleva: la condanna del comune di San Giuliano come responsabile civile. Una parte del comitato vittime, che si è costituita parte civile, ha ora chiesto al comune di far fronte al risarcimento, da qui una delle spaccature all’interno dello stesso comitato. L’allora sindaco dott. Borrelli, dipinto come il mostro responsabile del crollo della scuola, non è anche lui parte lesa avendo perso una figlia in quel tragico evento? E i genitori dei bambini sopravvissuti non sono anche loro parte in causa? Ma se vengono bloccati i fondi del comune, essendo moroso, non subiscono ripercussioni negative tutti i cittadini?

Si voleva solo giustizia, ma è arrivato denaro che anziché placare gli animi finirà per esacerbarli mettendo tutti contro tutti. Intravediamo un’unica soluzione praticabile, tutt’altro che facile, ma osiamo proporla. In onore dei 27 angeli, resi tali da una scuola che non ha retto, si sono costruite tante opere morte, dalle fontanelle davanti alla scuola al monumento dove sorgeva l’edificio, ma perché non usare il denaro risarcitorio per mettere su una fondazione, intitolata alle vittime di San Giuliano, per promuovere delle attività che producano lavoro e speranza di vita per quelli che hanno deciso di rimanere in paese? Sarebbe un gesto significativo e un segnale forte per quanti sono corsi in vario modo in soccorso e un atto di vera pacificazione fra tutte le famiglie che non avrebbero più nulla da invidiarsi o da recriminarsi.

I bambini non sarebbero morti invano e dal loro sangue finalmente sprizzerebbe vita, destinata a durare.

Caterpillar

 

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