Sanità e liti
5 Maggio 2015
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Sanità e liti

Le recenti baruffe politiche sulla sanità molisana rischiano di contribuire a confondere ruoli e responsabilità rispetto alla situazione attuale e ad allontanare le soluzioni da adottare per il futuro. Per questo è necessario richiamare alcuni fatti alla memoria collettiva e indicare un percorso utile per superare la tragica situazione attuale. Vale, quindi, la pena di ricordare che un decennio di governo Iorio ha massacrato il sistema organizzativo e finanziario della sanità molisana. Tanto per dirla con le parole di una persona seria, Noam Chomsky: “Questa è la strategia standard per privatizzare: togli i fondi, ti assicuri che le cose non funzionino, la gente si arrabbia e tu consegni al capitale privato”. Ovviamente è un principio che non vale solo per la Sanità, lo si può estendere alla scuola, ai trasporti, alle telecomunicazioni. Chissà se arriveremo a privatizzare anche la Giustizia, la difesa e la polizia.

Roberto Ruta e Danilo Leva, rispettivamente presidente e segretario del PD, che avevano la responsabilità di individuare una nuova leadership e un’alternativa programmatica all’esperienza Iorio, hanno individuato in Paolo Frattura il nuovo presidente della Regione e nell’alleanza con Patriciello l’asse portante della strategia politica per l’attuale legislatura. Questa scelta in particolare aveva fin dall’origine tutti i segni della svolta verso la privatizzazione della sanità.

L’assalto che Ruta e Leva hanno sferrato, di recente, contro Frattura e contro la sua vicinanza alla Neuromed di Patriciello avrebbe dovuto accompagnarsi, per essere credibile, ad una massiccia dose di autocritica. Per di più la proposta che Ruta, Leva e Venittelli hanno avanzato ipotizzando un fantasioso e irrealistico ruolo salvifico dell’Università del Molise nella riorganizzazione della sanità molisana, è semplicemente irricevibile. Una elementare dose di realismo e di cultura istituzionale impone, al contrario, di prendere atto tanto del ritardo del governo Frattura nella definizione di un piano di risanamento finalizzato ad un miglioramento qualitativo dell’offerta sanitaria e ad una sua sostenibilità finanziaria, quanto della permanenza di un regime commissariale che non sarà superato a breve, ma che non può ignorare l’esistenza di un Consiglio regionale al quale tocca cimentarsi nel difficile compito di programmare il futuro di molti settori cruciali per la qualità della vita dei cittadini molisani, a partire dalla sanità.

Vista la tragica situazione in cui verte la sanità regionale e le ricadute delle scelte fatte e le non scelte altrettanto scellerate, per rispetto dei cittadini si dovrebbero innanzitutto interrompere le baruffe in corso per ragionare in maniera sensata. Occuparsi dei cittadini e non delle beghe personali e di partito. Per evitare inutili, anzi dannose liti sarebbe opportuno riconoscere ad ognuno il suo ruolo e la sua parte di responsabilità nelle scelte. Pertanto, dopo aver individuato un percorso condiviso in Consiglio Regionale, sulla base di una proposta del presidente Frattura aperta al contributo di tutti i gruppi politici, si potrebbe offrire al commissario un indirizzo e un sostegno da far valere anche nel confronto con il governo nazionale.

In un simile contesto non deve mancare un ruolo importante per l’intera delegazione parlamentare molisana che, al contrario, può dimostrare di avere un peso nelle scelte politiche nazionali quando si tratta di difendere interessi legittimi e condivisi indicati dalle istituzioni rappresentative della nostra regione. Continuare a litigare persino sul nome del commissario portando all’attenzione del governo nazionale tutta la frattura della politica molisana non serve proprio a niente e a nessuno. Continuare a beccarsi a colpi di comunicati stampa non dà visibilità a nessuno dei contendenti, anzi contribuisce a determinare un’ulteriore perdita di credibilità.☺

 

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