Ora che tutto è compiuto e il popolo del centrosinistra ha scelto il suo leader, Frattura and company si preparano ad affrontare le secondarie con l’armata Brancaleone al gran completo; sono riusciti a mettere insieme sette liste, purtroppo incomplete. Insieme al candidato di Forza Italia ci sono persino i comunisti che di voti non ne hanno, ma di “coerenza” quella sì. I furbastri della falce e mirtilli hanno da prima abbandonato il tavolo delle primarie, perché contaminate da candidati destrorsi a rischio successo, poi, quando il rischio è diventato certezza, sono corsi alla corte del Principe, il quale li ha convinti che solo con Frattura non avrebbero vinto e così ci ha messo pure Campopiano.
Anche questa volta la zuppa è stata cucinata a Roma e consumata nelle osterie molisane. I cuochi qualche giorno fa hanno presentato il nuovo piatto (ulivo 2) in quel di Vasto, tra un antipasto di trota alla bossi e un brodetto di carpa alla di pietro. L’esperimen to molisano con Ciristiano Di Pietro e senza Casini, diventerà la piattaforma per perdere anche le prossime elezioni politiche, sempre che si trovi un candidato di destra, meglio se imprenditore rosso Ferrari, disposto ad inumare la salma.
Il mondo è cambiato radicalmente e la sinistra non trova altro da fare che dissolversi: ve lo immaginate un posto dove non esiste più la sinistra? Arriva un signore che chiede dov’è il Bar dello Sport e qualcuno gli risponde: “in fondo alla strada, prima a destra e poi… non saprei, era proprio lì”. Ma riuscite a pensarlo un mondo fatto di destra, con un sotto, un sopra, senza sinistra? Ruta, campione di vuoto assoluto, ci riesce, anzi gli viene naturale. Per lui e per il suo cameriere esiste la politica senza partiti e senza schieramenti, siamo tutti amici, la destra, la sinistra, sono sovrastrutture inutili, ingombranti; lui non è contro il centrodestra e neanche contro Iorio; ambisce ad esserne l’erede e per questo mette in campo persone che la pensano come lui e che non hanno né sopra né sotto, né destra né sinistra. I Molisani che non la pensano come loro lo hanno capito e lo hanno mandato a casa, così come si guarderanno bene dal sostenere un candidato che è solo una copia sbiadita del Governatore uscente.
Ma ve lo immaginate l’On. Ruta che svolta continuamente a destra per rincorrere il Presidente Iorio, senza avere la possibilità di una sterzatina dall’altra parte, neanche per ritrovare i vecchi amici? E il popolo delle libertà che deve accontentarsi di una sola opzione, la destra? Sarà complicato costruirlo il mondo, tutto a destra, con l’idea di ritrovare il Bar dello Sport dove qualcuno aspetta di costruirne uno tutto di sinistra. Dovranno farsene una ragione i politicanti del pensiero unico e i ciarlatani della modernità, perché se è vero che a sinistra sono a corto di idee, non bisogna dimenticare che ad illuminare la destra ci sono Bossi e Berlusconi. Il primo, acciaccato e decadente, gioca con la badante, il secondo, a detta sua, se ne fa otto in una sola serata, non di manovre economiche, ma di puttane. Senza andare troppo lontano, basta osservare la nostra Regione per rendersi conto che le pratiche democristiane della concorrenza sono sempre le stesse di una volta, altro che paese liberale. In questi dieci anni di cura “liberista”, Iorio ha speso miliardi di euro, eppure questa terra non è cresciuta né in termini di ricchezza né in termine di occupazione. Le aziende dei tre nuclei industriali sono in profonda crisi, l’agricoltura boccheggia, il terziario annaspa, sulle zone colpite dal terremoto è meglio stendere un velo e vedo che l’assessore Vitagliano, quello che ha più idee di tutti, specie in materia di finanza pubblica, è contento dei risultati raggiunti non si sa bene da chi. A noi che abbiamo poche idee e tutte confuse viene da chiedere: chi se li è pappati i soldi del POR, dell’art. 15 e quelli del terremoto? E gli 800 milioni di euro, quelli che mancano nel bilancio della sanità e per i quali dobbiamo pagare l’addizio- nale regionale più alta d’Italia, in quali tasche sono finiti? Chi dovrà pagare per i debiti fatti da Iorio e compagni? I cittadini, che di quei soldi non hanno sentito neanche l’odore, i disoccupati, i precari, gli anziani, i lavoratori che fanno fatica ad arrivare a fine mese con quello che portano a casa? Saranno questi i temi della campagna elettorale o si continuerà a parlare del miliardo di euro della delibera CIPE e del paese dei balocchi?
Il Governatore da circa tre anni non firma un solo decreto di finanziamento per la ricostruzione in fascia A. Oggi, per una pura coincidenza, in occasione delle elezioni regionali, ha deciso di spendere 100 milioni di euro, soldi che per la verità non ha, per la messa in sicurezza delle scuole e per il terremoto. Visto che questi soldi non li aveva neanche prima, quando Berlusconi gli ha comunicato, de visu, a San Giuliano di Puglia che non gli avrebbe dato più un euro per il sisma, perché non ha evitato, con tre anni di anticipo, sofferenze agli anziani che vivono ancora dentro le baracche di legno e rischi ai ragazzi che vanno nelle scuole insicure? Naturalmente a queste domande non risponderanno; ci diranno invece che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e ora bisogna pagare il conto, questo ci diranno i sapientoni della destra. E allora se nel nostro paese il 50% della ricchezza è posseduto dal 10% della popolazione questo vuol dire che per accumulare quelle ricchezze il 10% dei ricchi ha prodotto il 50% debito. Forse dovremmo partire da questi dati per stabilire chi ha avuto di più e paga sempre di meno. ☺
domenicodadamo@alice.it
Ora che tutto è compiuto e il popolo del centrosinistra ha scelto il suo leader, Frattura and company si preparano ad affrontare le secondarie con l’armata Brancaleone al gran completo; sono riusciti a mettere insieme sette liste, purtroppo incomplete. Insieme al candidato di Forza Italia ci sono persino i comunisti che di voti non ne hanno, ma di “coerenza” quella sì. I furbastri della falce e mirtilli hanno da prima abbandonato il tavolo delle primarie, perché contaminate da candidati destrorsi a rischio successo, poi, quando il rischio è diventato certezza, sono corsi alla corte del Principe, il quale li ha convinti che solo con Frattura non avrebbero vinto e così ci ha messo pure Campopiano.
Anche questa volta la zuppa è stata cucinata a Roma e consumata nelle osterie molisane. I cuochi qualche giorno fa hanno presentato il nuovo piatto (ulivo 2) in quel di Vasto, tra un antipasto di trota alla bossi e un brodetto di carpa alla di pietro. L’esperimen to molisano con Ciristiano Di Pietro e senza Casini, diventerà la piattaforma per perdere anche le prossime elezioni politiche, sempre che si trovi un candidato di destra, meglio se imprenditore rosso Ferrari, disposto ad inumare la salma.
Il mondo è cambiato radicalmente e la sinistra non trova altro da fare che dissolversi: ve lo immaginate un posto dove non esiste più la sinistra? Arriva un signore che chiede dov’è il Bar dello Sport e qualcuno gli risponde: “in fondo alla strada, prima a destra e poi… non saprei, era proprio lì”. Ma riuscite a pensarlo un mondo fatto di destra, con un sotto, un sopra, senza sinistra? Ruta, campione di vuoto assoluto, ci riesce, anzi gli viene naturale. Per lui e per il suo cameriere esiste la politica senza partiti e senza schieramenti, siamo tutti amici, la destra, la sinistra, sono sovrastrutture inutili, ingombranti; lui non è contro il centrodestra e neanche contro Iorio; ambisce ad esserne l’erede e per questo mette in campo persone che la pensano come lui e che non hanno né sopra né sotto, né destra né sinistra. I Molisani che non la pensano come loro lo hanno capito e lo hanno mandato a casa, così come si guarderanno bene dal sostenere un candidato che è solo una copia sbiadita del Governatore uscente.
Ma ve lo immaginate l’On. Ruta che svolta continuamente a destra per rincorrere il Presidente Iorio, senza avere la possibilità di una sterzatina dall’altra parte, neanche per ritrovare i vecchi amici? E il popolo delle libertà che deve accontentarsi di una sola opzione, la destra? Sarà complicato costruirlo il mondo, tutto a destra, con l’idea di ritrovare il Bar dello Sport dove qualcuno aspetta di costruirne uno tutto di sinistra. Dovranno farsene una ragione i politicanti del pensiero unico e i ciarlatani della modernità, perché se è vero che a sinistra sono a corto di idee, non bisogna dimenticare che ad illuminare la destra ci sono Bossi e Berlusconi. Il primo, acciaccato e decadente, gioca con la badante, il secondo, a detta sua, se ne fa otto in una sola serata, non di manovre economiche, ma di puttane. Senza andare troppo lontano, basta osservare la nostra Regione per rendersi conto che le pratiche democristiane della concorrenza sono sempre le stesse di una volta, altro che paese liberale. In questi dieci anni di cura “liberista”, Iorio ha speso miliardi di euro, eppure questa terra non è cresciuta né in termini di ricchezza né in termine di occupazione. Le aziende dei tre nuclei industriali sono in profonda crisi, l’agricoltura boccheggia, il terziario annaspa, sulle zone colpite dal terremoto è meglio stendere un velo e vedo che l’assessore Vitagliano, quello che ha più idee di tutti, specie in materia di finanza pubblica, è contento dei risultati raggiunti non si sa bene da chi. A noi che abbiamo poche idee e tutte confuse viene da chiedere: chi se li è pappati i soldi del POR, dell’art. 15 e quelli del terremoto? E gli 800 milioni di euro, quelli che mancano nel bilancio della sanità e per i quali dobbiamo pagare l’addizio- nale regionale più alta d’Italia, in quali tasche sono finiti? Chi dovrà pagare per i debiti fatti da Iorio e compagni? I cittadini, che di quei soldi non hanno sentito neanche l’odore, i disoccupati, i precari, gli anziani, i lavoratori che fanno fatica ad arrivare a fine mese con quello che portano a casa? Saranno questi i temi della campagna elettorale o si continuerà a parlare del miliardo di euro della delibera CIPE e del paese dei balocchi?
Il Governatore da circa tre anni non firma un solo decreto di finanziamento per la ricostruzione in fascia A. Oggi, per una pura coincidenza, in occasione delle elezioni regionali, ha deciso di spendere 100 milioni di euro, soldi che per la verità non ha, per la messa in sicurezza delle scuole e per il terremoto. Visto che questi soldi non li aveva neanche prima, quando Berlusconi gli ha comunicato, de visu, a San Giuliano di Puglia che non gli avrebbe dato più un euro per il sisma, perché non ha evitato, con tre anni di anticipo, sofferenze agli anziani che vivono ancora dentro le baracche di legno e rischi ai ragazzi che vanno nelle scuole insicure? Naturalmente a queste domande non risponderanno; ci diranno invece che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e ora bisogna pagare il conto, questo ci diranno i sapientoni della destra. E allora se nel nostro paese il 50% della ricchezza è posseduto dal 10% della popolazione questo vuol dire che per accumulare quelle ricchezze il 10% dei ricchi ha prodotto il 50% debito. Forse dovremmo partire da questi dati per stabilire chi ha avuto di più e paga sempre di meno. ☺
Ora che tutto è compiuto e il popolo del centrosinistra ha scelto il suo leader, Frattura and company si preparano ad affrontare le secondarie con l’armata Brancaleone al gran completo; sono riusciti a mettere insieme sette liste, purtroppo incomplete. Insieme al candidato di Forza Italia ci sono persino i comunisti che di voti non ne hanno, ma di “coerenza” quella sì. I furbastri della falce e mirtilli hanno da prima abbandonato il tavolo delle primarie, perché contaminate da candidati destrorsi a rischio successo, poi, quando il rischio è diventato certezza, sono corsi alla corte del Principe, il quale li ha convinti che solo con Frattura non avrebbero vinto e così ci ha messo pure Campopiano.
Anche questa volta la zuppa è stata cucinata a Roma e consumata nelle osterie molisane. I cuochi qualche giorno fa hanno presentato il nuovo piatto (ulivo 2) in quel di Vasto, tra un antipasto di trota alla bossi e un brodetto di carpa alla di pietro. L’esperimen to molisano con Ciristiano Di Pietro e senza Casini, diventerà la piattaforma per perdere anche le prossime elezioni politiche, sempre che si trovi un candidato di destra, meglio se imprenditore rosso Ferrari, disposto ad inumare la salma.
Il mondo è cambiato radicalmente e la sinistra non trova altro da fare che dissolversi: ve lo immaginate un posto dove non esiste più la sinistra? Arriva un signore che chiede dov’è il Bar dello Sport e qualcuno gli risponde: “in fondo alla strada, prima a destra e poi… non saprei, era proprio lì”. Ma riuscite a pensarlo un mondo fatto di destra, con un sotto, un sopra, senza sinistra? Ruta, campione di vuoto assoluto, ci riesce, anzi gli viene naturale. Per lui e per il suo cameriere esiste la politica senza partiti e senza schieramenti, siamo tutti amici, la destra, la sinistra, sono sovrastrutture inutili, ingombranti; lui non è contro il centrodestra e neanche contro Iorio; ambisce ad esserne l’erede e per questo mette in campo persone che la pensano come lui e che non hanno né sopra né sotto, né destra né sinistra. I Molisani che non la pensano come loro lo hanno capito e lo hanno mandato a casa, così come si guarderanno bene dal sostenere un candidato che è solo una copia sbiadita del Governatore uscente.
Ma ve lo immaginate l’On. Ruta che svolta continuamente a destra per rincorrere il Presidente Iorio, senza avere la possibilità di una sterzatina dall’altra parte, neanche per ritrovare i vecchi amici? E il popolo delle libertà che deve accontentarsi di una sola opzione, la destra? Sarà complicato costruirlo il mondo, tutto a destra, con l’idea di ritrovare il Bar dello Sport dove qualcuno aspetta di costruirne uno tutto di sinistra. Dovranno farsene una ragione i politicanti del pensiero unico e i ciarlatani della modernità, perché se è vero che a sinistra sono a corto di idee, non bisogna dimenticare che ad illuminare la destra ci sono Bossi e Berlusconi. Il primo, acciaccato e decadente, gioca con la badante, il secondo, a detta sua, se ne fa otto in una sola serata, non di manovre economiche, ma di puttane. Senza andare troppo lontano, basta osservare la nostra Regione per rendersi conto che le pratiche democristiane della concorrenza sono sempre le stesse di una volta, altro che paese liberale. In questi dieci anni di cura “liberista”, Iorio ha speso miliardi di euro, eppure questa terra non è cresciuta né in termini di ricchezza né in termine di occupazione. Le aziende dei tre nuclei industriali sono in profonda crisi, l’agricoltura boccheggia, il terziario annaspa, sulle zone colpite dal terremoto è meglio stendere un velo e vedo che l’assessore Vitagliano, quello che ha più idee di tutti, specie in materia di finanza pubblica, è contento dei risultati raggiunti non si sa bene da chi. A noi che abbiamo poche idee e tutte confuse viene da chiedere: chi se li è pappati i soldi del POR, dell’art. 15 e quelli del terremoto? E gli 800 milioni di euro, quelli che mancano nel bilancio della sanità e per i quali dobbiamo pagare l’addizio- nale regionale più alta d’Italia, in quali tasche sono finiti? Chi dovrà pagare per i debiti fatti da Iorio e compagni? I cittadini, che di quei soldi non hanno sentito neanche l’odore, i disoccupati, i precari, gli anziani, i lavoratori che fanno fatica ad arrivare a fine mese con quello che portano a casa? Saranno questi i temi della campagna elettorale o si continuerà a parlare del miliardo di euro della delibera CIPE e del paese dei balocchi?
Il Governatore da circa tre anni non firma un solo decreto di finanziamento per la ricostruzione in fascia A. Oggi, per una pura coincidenza, in occasione delle elezioni regionali, ha deciso di spendere 100 milioni di euro, soldi che per la verità non ha, per la messa in sicurezza delle scuole e per il terremoto. Visto che questi soldi non li aveva neanche prima, quando Berlusconi gli ha comunicato, de visu, a San Giuliano di Puglia che non gli avrebbe dato più un euro per il sisma, perché non ha evitato, con tre anni di anticipo, sofferenze agli anziani che vivono ancora dentro le baracche di legno e rischi ai ragazzi che vanno nelle scuole insicure? Naturalmente a queste domande non risponderanno; ci diranno invece che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e ora bisogna pagare il conto, questo ci diranno i sapientoni della destra. E allora se nel nostro paese il 50% della ricchezza è posseduto dal 10% della popolazione questo vuol dire che per accumulare quelle ricchezze il 10% dei ricchi ha prodotto il 50% debito. Forse dovremmo partire da questi dati per stabilire chi ha avuto di più e paga sempre di meno. ☺
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