Si salvi chi può
19 Ottobre 2020
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Si salvi chi può

L’estate è finita e si porta con sé quella spensieratezza che ci consegna ad un autunno di lacrime e sangue. Era ampiamente prevedibile e previsto, ma nessuno sembrava curarsene, eppure il nemico invisibile è ancora tra noi e ci sta lentamente presentando il conto dell’imprudente ritorno alla “normalità”. Ma niente paura: i nostri governanti ci hanno rassicurato sul fatto che, mentre tutti eravamo intenti a cercare un posto al sole, loro erano lì a lavorare. Peccato che il Covid non creda alle favole. Il bilancio dei contagi sale, così come il numero dei morti ma, dopo mesi di inerzia, il Molise non ha ancora una rete ospedaliera pronta a fronteggiare la pandemia. Bastano pochi interventi mirati al Cardarelli, ci diceva con toni apparentemente sereni il nostro presidente. Ma l’unico vero ospedale della regione, il cosiddetto hub, oggi rischia addirittura la paralisi del fondamentale reparto di chirurgia. Dei lavori per l’ala dedicata al Covid neanche l’ombra, ma al danno si aggiunge la beffa. Mentre andiamo in stampa, la chirurgia di Campobasso potrebbe già essere in tilt, riuscendo a garantire le sole urgenze col personale ridotto all’osso. Eppure, nel piano dei fabbisogni del 2019 era già scritto, nero su bianco, che avremmo avuto bisogno di almeno sei anestesisti per scongiurare la paralisi della sanità regionale. Grazie allo sblocco del turnover, era finalmente possibile bandire nuovi concorsi per l’assunzione di personale medico e, almeno sulla carta, è stato fatto. A maggio dell’anno scorso sono stati messi a bando i sei posti vacanti e, stranamente, aveva partecipato un numero sufficiente di specializzati e specializzandi, tale da tamponare l’emorragia creata in anni di blocco delle assunzioni. Purtroppo, però, il presidente Toma era troppo impegnato con i problemi interni alla maggioranza ed ha impiegato ben sette mesi per la sola nomina di un membro della commissione valutatrice, quello di competenza regionale. Il concorso è terminato solo a marzo di quest’anno e, nel frattempo, i medici che avevano partecipato erano già stati assunti altrove.

Lo stesso copione potrebbe ripetersi per il concorso fotocopia, bandito ad aprile, per il solito motivo: l’inerzia della Regione. Eppure, nonostante ci sia stata un’impennata della domanda di medici per fronteggiare l’epidemia, c’è ancora chi scommette sul nostro martoriato Molise. A loro dovremmo dire grazie e tenerceli stretti, ma così non è. I precari della sanità, oltre 100 tra infermieri e oss ingaggiati a partita iva in pieno lockdown, erano stati scaricati dai vertici regionali, che non avevano mosso un dito per la loro auspicabile stabilizzazione. È stata, ancora una volta, l’opposizione 5stelle in consiglio regionale a chiedere un punteggio di merito per gli “angeli” precari della sanità nel prossimo bando pubblico. Nessun altro ci aveva pensato, lo stesso Toma ha votato contro la proposta, salvo poi essere bocciato dai suoi.

Ma l’ indifferenza di questa giunta regionale rispetto al diritto alla salute dei cittadini è sempre più evidente e trova riscontro in diversi casi. Penso alle persone non autosufficienti, a chi ha subìto un trapianto, a chi combatte contro malattie rare. Anche per loro, nessuna pietà. L’assise regionale ha approvato, in più occasioni, un aumento dei fondi per i più indifesi, ma in Regione si erano “dimenticati” di appostare anche le risorse, insufficienti, che ogni anno destinano a queste categorie. Nel mentre, dal governo Conte venivano aumentati i contributi statali alla non autosufficienza. E, con la battaglia sulla ‘surroga’ – che aumentava di fatto il numero dei consiglieri regionali e i costi delle poltrone – sempre dall’opposizione si era ottenuto un risparmio di spesa di 1,5 milioni di euro e l’impegno a destinarli a chi, troppo spesso, non ha voce. Potremmo continuare ancora a lungo nell’elenco delle aberrazioni di una politica sempre pronta a trovare i soldi per i propri appetiti, ma sempre più insensibile ai temi dell’uguaglianza sociale, dei diritti, del lavoro, della salute, degli “ultimi”. Il grado di civiltà di un popolo si vede da come si preoccupa di chi non può provvedere a se stesso. Se tanto mi dà tanto, il livello in Molise è vergognosamente basso. Non me ne vogliano il presidente e il resto del centrodestra molisano, ma poco m’importa dell’ennesimo litigio consumatosi a Bojano, delle continue minacce di Iorio e compagni di banco, che minacciano di staccare la spina a questa indegna maggioranza, ma poi tornano a sedere sui propri scranni. Ciò che importa, o almeno dovrebbe, è fare il possibile per salvare vite. In questa fase storica, così drammatica, dovremmo fare quadrato e lavorare senza sosta per il bene comune. Quando l’ego dei politici molisani capirà questa lezione sarà, probabilmente, troppo tardi.☺

 

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