Il monito del Papa per una nuova generazione di laici capaci di rinnovare il mondo della politica, dell’economia e del lavoro, che “necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di creare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile” ha scosso gli ambienti politici.
Quelli che ritenevano di poter rappresentare il modo cattolico, per il solo fatto di dichiararlo o di appartenere a determinati partiti, sono stati palesemente smentiti. Ma sono stati messi in difficoltà anche i movimenti e le associazioni vicini alla Chiesa i quali non hanno compreso l’im- portanza dell’impegno civile. Alcuni politici provenienti dai movimenti di area cattolica (Tonini ex Fuci, Rosy Bindi ex Azione cattolica) hanno sottolineato l’importanza e la priorità per i movimenti ed associazioni cattoliche di raccogliere l’invito del Papa ed aprire una stagione di rinnovamento nelle Parrocchie e nelle Associazioni, per poter formare la nuova generazione di laici impegnati auspicata dal Sommo Pontefice.
Il richiamo al rigore morale e alla competenza è altro elemento di disagio per la politica.
Sembra quasi che il Sommo Pontefice avesse davanti agli occhi l’ordinanza della sezione regionale della Corte dei Conti, emessa in merito alle consulenze ed incarichi conferiti a persone esterne alla Pubblica Amministrazione. I nostri amministratori dovrebbero avere sempre presente il richiamo del Papa, considerato che hanno la mano facile nella spesa e scarsa attenzione nel rispetto delle norme amministrative.
La Corte dei Conti regionale ha stigmatizzato il modo di procedere nel conferimento degli incarichi e delle consulenze, che assorbono una rilevante fetta del bilancio regionale. Nel numero precedente è stata ampiamente analizzata la questione Sanità; il problema degli incarichi retribuiti non è da meno: tante risorse potrebbero essere risparmiate e reinvestite in altri settori, in particolare in quello sociale che ha tante necessità ancora non soddisfatte.
Nonostante la Regione Molise abbia il maggior rapporto tra dirigenti e dipendenti rispetto alle altre regioni, ricorre frequentemente ad incarichi esterni, il che determina un grave passivo.
Il Decreto Legge 112/2008 fa divieto assoluto di conferire incarichi per lo svolgimento di funzioni ordinarie. Tutti gli incarichi di consulenza ed incarichi esterni contrari alla legge devono essere revocati.
Tanti giovani, illusi di volta in volta dalla politica, dopo essere stati sfruttati sul piano del lavoro e mal pagati, firmeranno forme di collaborazioni anomale, ormai a numeri da capogiro.
Per rendere giustizia ai cittadini la Corte dei Conti dovrebbe essere consequenziale: far pagare a chi indebitamente ha fatto spendere soldi allo Stato e alla Regione, distogliendoli da investimenti e altri finanziamenti utili alla comunità .
Altra perla della politica regionale è quella dei gruppi consiliari.
Oggi non si sa più a quali partiti fanno riferimento molti consiglieri regionali i quali, pur di non perdere i contributi che vengono versati per la gestione dei gruppi, restano aggrappati al simbolo sotto il quale sono stati eletti, ma materialmente appartengono ad altri schieramenti politici.
Una nuova generazione di laici impegnati è auspicata da tanti, solo così l’ambiente politico può tornare ad essere luogo per lo sviluppo del bene comune.
Non possiamo più affidare il nostro futuro ad una classe politica che sul piano programmatico e organizzativo ha fallito ed ha portato questa regione sull’orlo del baratro.
Oggi dobbiamo sperare che vengano ancora una volta disattese le norme di legge così, come dice la Corte dei Conti, si arriverà ad un commissariamento dell’Ente con palese fallimento politico e non giuridico della Regione. ☺
mario@ialenti.it
Il monito del Papa per una nuova generazione di laici capaci di rinnovare il mondo della politica, dell’economia e del lavoro, che “necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di creare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile” ha scosso gli ambienti politici.
Quelli che ritenevano di poter rappresentare il modo cattolico, per il solo fatto di dichiararlo o di appartenere a determinati partiti, sono stati palesemente smentiti. Ma sono stati messi in difficoltà anche i movimenti e le associazioni vicini alla Chiesa i quali non hanno compreso l’im- portanza dell’impegno civile. Alcuni politici provenienti dai movimenti di area cattolica (Tonini ex Fuci, Rosy Bindi ex Azione cattolica) hanno sottolineato l’importanza e la priorità per i movimenti ed associazioni cattoliche di raccogliere l’invito del Papa ed aprire una stagione di rinnovamento nelle Parrocchie e nelle Associazioni, per poter formare la nuova generazione di laici impegnati auspicata dal Sommo Pontefice.
Il richiamo al rigore morale e alla competenza è altro elemento di disagio per la politica.
Sembra quasi che il Sommo Pontefice avesse davanti agli occhi l’ordinanza della sezione regionale della Corte dei Conti, emessa in merito alle consulenze ed incarichi conferiti a persone esterne alla Pubblica Amministrazione. I nostri amministratori dovrebbero avere sempre presente il richiamo del Papa, considerato che hanno la mano facile nella spesa e scarsa attenzione nel rispetto delle norme amministrative.
La Corte dei Conti regionale ha stigmatizzato il modo di procedere nel conferimento degli incarichi e delle consulenze, che assorbono una rilevante fetta del bilancio regionale. Nel numero precedente è stata ampiamente analizzata la questione Sanità; il problema degli incarichi retribuiti non è da meno: tante risorse potrebbero essere risparmiate e reinvestite in altri settori, in particolare in quello sociale che ha tante necessità ancora non soddisfatte.
Nonostante la Regione Molise abbia il maggior rapporto tra dirigenti e dipendenti rispetto alle altre regioni, ricorre frequentemente ad incarichi esterni, il che determina un grave passivo.
Il Decreto Legge 112/2008 fa divieto assoluto di conferire incarichi per lo svolgimento di funzioni ordinarie. Tutti gli incarichi di consulenza ed incarichi esterni contrari alla legge devono essere revocati.
Tanti giovani, illusi di volta in volta dalla politica, dopo essere stati sfruttati sul piano del lavoro e mal pagati, firmeranno forme di collaborazioni anomale, ormai a numeri da capogiro.
Per rendere giustizia ai cittadini la Corte dei Conti dovrebbe essere consequenziale: far pagare a chi indebitamente ha fatto spendere soldi allo Stato e alla Regione, distogliendoli da investimenti e altri finanziamenti utili alla comunità .
Altra perla della politica regionale è quella dei gruppi consiliari.
Oggi non si sa più a quali partiti fanno riferimento molti consiglieri regionali i quali, pur di non perdere i contributi che vengono versati per la gestione dei gruppi, restano aggrappati al simbolo sotto il quale sono stati eletti, ma materialmente appartengono ad altri schieramenti politici.
Una nuova generazione di laici impegnati è auspicata da tanti, solo così l’ambiente politico può tornare ad essere luogo per lo sviluppo del bene comune.
Non possiamo più affidare il nostro futuro ad una classe politica che sul piano programmatico e organizzativo ha fallito ed ha portato questa regione sull’orlo del baratro.
Oggi dobbiamo sperare che vengano ancora una volta disattese le norme di legge così, come dice la Corte dei Conti, si arriverà ad un commissariamento dell’Ente con palese fallimento politico e non giuridico della Regione. ☺
Il monito del Papa per una nuova generazione di laici capaci di rinnovare il mondo della politica, dell’economia e del lavoro, che “necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di creare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile” ha scosso gli ambienti politici.
Quelli che ritenevano di poter rappresentare il modo cattolico, per il solo fatto di dichiararlo o di appartenere a determinati partiti, sono stati palesemente smentiti. Ma sono stati messi in difficoltà anche i movimenti e le associazioni vicini alla Chiesa i quali non hanno compreso l’im- portanza dell’impegno civile. Alcuni politici provenienti dai movimenti di area cattolica (Tonini ex Fuci, Rosy Bindi ex Azione cattolica) hanno sottolineato l’importanza e la priorità per i movimenti ed associazioni cattoliche di raccogliere l’invito del Papa ed aprire una stagione di rinnovamento nelle Parrocchie e nelle Associazioni, per poter formare la nuova generazione di laici impegnati auspicata dal Sommo Pontefice.
Il richiamo al rigore morale e alla competenza è altro elemento di disagio per la politica.
Sembra quasi che il Sommo Pontefice avesse davanti agli occhi l’ordinanza della sezione regionale della Corte dei Conti, emessa in merito alle consulenze ed incarichi conferiti a persone esterne alla Pubblica Amministrazione. I nostri amministratori dovrebbero avere sempre presente il richiamo del Papa, considerato che hanno la mano facile nella spesa e scarsa attenzione nel rispetto delle norme amministrative.
La Corte dei Conti regionale ha stigmatizzato il modo di procedere nel conferimento degli incarichi e delle consulenze, che assorbono una rilevante fetta del bilancio regionale. Nel numero precedente è stata ampiamente analizzata la questione Sanità; il problema degli incarichi retribuiti non è da meno: tante risorse potrebbero essere risparmiate e reinvestite in altri settori, in particolare in quello sociale che ha tante necessità ancora non soddisfatte.
Nonostante la Regione Molise abbia il maggior rapporto tra dirigenti e dipendenti rispetto alle altre regioni, ricorre frequentemente ad incarichi esterni, il che determina un grave passivo.
Il Decreto Legge 112/2008 fa divieto assoluto di conferire incarichi per lo svolgimento di funzioni ordinarie. Tutti gli incarichi di consulenza ed incarichi esterni contrari alla legge devono essere revocati.
Tanti giovani, illusi di volta in volta dalla politica, dopo essere stati sfruttati sul piano del lavoro e mal pagati, firmeranno forme di collaborazioni anomale, ormai a numeri da capogiro.
Per rendere giustizia ai cittadini la Corte dei Conti dovrebbe essere consequenziale: far pagare a chi indebitamente ha fatto spendere soldi allo Stato e alla Regione, distogliendoli da investimenti e altri finanziamenti utili alla comunità .
Altra perla della politica regionale è quella dei gruppi consiliari.
Oggi non si sa più a quali partiti fanno riferimento molti consiglieri regionali i quali, pur di non perdere i contributi che vengono versati per la gestione dei gruppi, restano aggrappati al simbolo sotto il quale sono stati eletti, ma materialmente appartengono ad altri schieramenti politici.
Una nuova generazione di laici impegnati è auspicata da tanti, solo così l’ambiente politico può tornare ad essere luogo per lo sviluppo del bene comune.
Non possiamo più affidare il nostro futuro ad una classe politica che sul piano programmatico e organizzativo ha fallito ed ha portato questa regione sull’orlo del baratro.
Oggi dobbiamo sperare che vengano ancora una volta disattese le norme di legge così, come dice la Corte dei Conti, si arriverà ad un commissariamento dell’Ente con palese fallimento politico e non giuridico della Regione. ☺
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