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“Sono un economista, mi ispiro alle teorie di Keynes, voglio salvare il Molise dall’invasione dei Barbari” (Donato Toma). Ma cosa farà per i terremotati e contro lo spopolamento?

La partita non è definitivamente compromessa e in Italia esisterebbero ancora le condizioni per una rinascita di una coalizione democratica e di sinistra, ma sarebbe necessario ben altro di ciò che oggi passa il convento dei partiti grandi e piccoli che vengono dalla tradizione della sinistra italiana. Il problema dei problemi dei nostri giorni? Il futuro della democrazia e della sinistra nell’epoca della globalizzazione

La narrazione dominante della competitività, dell’efficientismo e della colpa del debito sono il risultato della costituzionalizzazione delle politiche neoliberali. Quando il Fiscal Compact entrerà nel trattato europeo (a fine anno) il quadro sarà completato. Solo per 12 anni (1980 – 1992) ci sono state spese in eccesso. Nel 92 siamo entrati in austerità. A fronte di un risparmio di 750 miliardi ne abbiamo pagati 2200 di interessi, 1500 a debito

Mentre i cittadini europei individuano quello della migrazione come problema cardine dell’Ue e la ‘ndragheta trova il modo di lucrarci, è arrivato il momento di affrontare la “guerra tra poveri”: “Oggi l’umanità è in profonda crisi e può uscirne soltanto con il dialogo e la solidarietà tra gli uomini che soffrono o la mancanza del lavoro o la perdita della democrazia e dell’indipendenza nazionale dinanzi allo strapotere delle banche e della finanza”

La JP Morgan, la Trilaterale, le lobbies.. o l’Europa? Chi vuole davvero questa Revisione Costituzionale? Se è vero che la finanza gradirebbe governi più longevi e minori diritti democratici, la politica dovrebbe garantire quei diritti al popolo sovrano, invece di mettersi sull’attenti davanti alle richieste dei lobbisti. I diritti vanno però conquistati. E’ ora che li difendiamo con le unghie e con i denti: il 4 dicembre quel popolo sovrano si alzi in piedi a fare muro in difesa della nostra Carta: la più bella del mondo. Vi spieghiamo perché

C’è un filo conduttore tra la crisi economica, l’ondata migratoria e la crescita delle destre xenofobe in Europa e in America. Ed è la più complessa crisi di credibilità della politica. La stessa classe dirigente che non ha saputo trovare le giuste soluzioni a questi problemi è ancora lì, incollata ai posti di comando, e rischia di continuare ad alimentare un malcontento che spesso sfocia nell’odio e nei sogni autoritari. Come uscirne?

La casa sta bruciando

Mentre Cina ed altri Paesi ex emergenti hanno imparato a sfruttare a proprio vantaggio la globalizzazione, l’Europa risponde con accordi bilaterali e scarsa, nulla, strategia d’insieme. “Ero in Cina, mentre la Merkel era in visita ufficiale: di affari per le aziende tedesche si è parlato e molto, di Europa nulla”, ci rivela con rammarico il nostro autore..

Ostpolitik 2.0

Gli attriti tra Unione Europea e Russia raccontati attraverso un aneddoto sconosciuto ai più. Il nostro autore, allora a capo del Consiglio D’Europa, aveva proposto di intensificare il dialogo con i sovietici creando un Centro Europeo per la Cooperazione transfrontaliera a San Pietroburgo, ma qualcuno si mise di traverso..

Il brivido austriaco

A margine della cerimonia che mi vide destinatario del “Premio Imperatore Maximilian 2009” a Innsbruck, l’Ambasciatore italiano pro-tempore, venuto per l’evento da Vienna,  raccontò un episodio che mi è tornato alla mente in occasione delle recenti elezioni presidenziali austriache. L’Ambasciatore