Fra i tanti anniversari che quest’anno si possono ricordare, vorrei presentarvi l’anniversario dei 150 anni della Chiesa evangelica metodista di Verbania-Intra, in Piemonte, sul Lago Maggiore. Con questo intento presento innanzi tutto il quadro sommario della storia italiana nella metà dell’800.
In quegli anni l’Italia sarà segnata da un evento significativo: inizia il Risorgimento. Il congresso di Vienna aveva dato all’Italia una nuova sistemazione politica: la penisola venne divisa in dieci stati e l’Austria venne a rappresentare il garante della Restaurazione. Il frazionamento del paese e l’egemonia austriaca fecero emergere il problema dell’indipendenza nazionale. Pochi di numero e strettamente sorvegliati, i patrioti liberali italiani si organizzarono in società segrete.
Negli anni quaranta si affermò l’idea di una trasformazione graduale condotta dagli stessi sovrani. I moderati, in gran parte piemontesi, rivolsero le loro aspettative a Carlo Alberto. Ma l’evento decisivo verso l’unità fu la spedizione dei Mille, al comando di Garibaldi e la liberazione degli stati meridionali. Il 18 febbraio 1861 si riunì a Torino il nuovo parlamento che votò la proclamazione del Regno d’Italia.
Questi eventi ebbero un’eco sia negli Stati Uniti d’America sia in Gran Bretagna e in particolare negli ambienti evangelici. Ben presto le diverse società missionarie inviarono dei pastori per dare un contributo di impegno agli ideali del Risorgimento. A loro si unirono i valdesi. Questi dopo il 17 febbraio 1848, con il riconoscimento di alcuni diritti civili, si spinsero fuori dalle loro valli per portare il messaggio evangelico in particolare a Palermo e a Napoli.
Possiamo dire che dal 1861 iniziò il vero movimento evangelico in Italia con questo particolare obiettivo: il risorgimento del Paese sarebbe stato possibile se accanto ci fosse stato l’annuncio dell’Evangelo quale libertà dalla ignoranza e dalla superstizione. All’interno di questo movimento si colloca l’azione del pastore metodista inglese Henry James Piggott il quale nel 1863 opera nella zona del Lago Maggiore.
Però la dura reazione del cattolicesimo del tempo fermò il movimento evangelico. Gli evangelici osteggiati dovettero modificare il loro progetto. Così a cavallo del XX sec. iniziano a diffondersi nel Paese diverse iniziative a carattere sociale. Ed ecco l’apertura della scuola a Intra (1864) per oltre 80 bambini e poi l’opera di predicazione che tocca le sponde del Lago creando sale di culto.
Nel 1882 a Villadossola viene aperto un asilo chiamato “ricovero per bambini poveri”; quest’ opera nasce perché vi erano dei bambini rimasti orfani e nel 1885 si decide di trasferire questo istituto assistenziale proprio a Intra. Nasce così un istituto intitolato all’educatore svizzero Giovanni Pestalozzi con sezione maschile e femminile.
Il giorno 8 settembre 1893 viene inaugurato il nuovo complesso comprendente la Chiesa, due edifici (uno per l’ala femminile e l’altro per l’ala maschile), i locali della scuola e ampi laboratori al piano terreno per l’apprendimento dei mestieri (soprattutto falegnameria e calzaturificio), un grande giardino interno.
Perché questi ricordi? Certamente sono eventi che fanno parte della storia del nostro Paese e del Risorgimento in particolare, ma quale il motivo di celebrare un anniversario dopo 150 anni? Una ragione riguarda la caratteristica delle comunità protestanti italiane: la perseveranza nella predicazione dell’Evangelo! Una predicazione che non è rinchiusa nel discorso religioso, ma raggiunge la vita e la storia delle tante persone.
I predicatori dell’800 non si preoccuparono dei riti e delle liturgie, ma si preoccuparono delle persone e del loro futuro. Due parole furono a guida di quella predicazione: giustizia e libertà.
Innanzi tutto giustizia per un tempo di pace durante gli anni del conflitto e della emarginazione. Poi un impegno per la libertà dalla ignoranza, ed ecco le scuole per vincere l’analfabetismo; libertà dalla superstizione, ed ecco lo studio della Bibbia; libertà dalla povertà, ed ecco le opere per i più emarginati.
Ed oggi? Innanzi tutto si è ben consapevoli di non vivere più nel tempo del conflitto. Il tempo della pace è giunto. Vi è il tempo del confronto, ma con una caratteristica particolare: occorre riaprire il dialogo soprattutto interreligioso per una predicazione evangelica rinnovata.
Così nel ricordare l’anniversario dell’inizio dell’opera delle chiese metodiste del Lago Maggiore ci si è chiesti quale ruolo svolgere nel XXI sec. e si è cercato di trovare questa risposta: non preoccuparsi di salvaguardare una pietà religiosa personale, ma continuare ad operare nella società perché la giustizia possa produrre la pace e la libertà possa produrre la speranza nel futuro.
Negli ultimi anni, oltre al dialogo ecumenico e interreligioso con i musulmani, è stato possibile iniziare un nuovo lavoro sociale nel fabbricato che anticamente ospitava i bambini poveri della zona: l’Istituto evangelico come casa di seconda accoglienza per famiglie immigrate. ☺
Fra i tanti anniversari che quest’anno si possono ricordare, vorrei presentarvi l’anniversario dei 150 anni della Chiesa evangelica metodista di Verbania-Intra, in Piemonte, sul Lago Maggiore. Con questo intento presento innanzi tutto il quadro sommario della storia italiana nella metà dell’800.
In quegli anni l’Italia sarà segnata da un evento significativo: inizia il Risorgimento. Il congresso di Vienna aveva dato all’Italia una nuova sistemazione politica: la penisola venne divisa in dieci stati e l’Austria venne a rappresentare il garante della Restaurazione. Il frazionamento del paese e l’egemonia austriaca fecero emergere il problema dell’indipendenza nazionale. Pochi di numero e strettamente sorvegliati, i patrioti liberali italiani si organizzarono in società segrete.
Negli anni quaranta si affermò l’idea di una trasformazione graduale condotta dagli stessi sovrani. I moderati, in gran parte piemontesi, rivolsero le loro aspettative a Carlo Alberto. Ma l’evento decisivo verso l’unità fu la spedizione dei Mille, al comando di Garibaldi e la liberazione degli stati meridionali. Il 18 febbraio 1861 si riunì a Torino il nuovo parlamento che votò la proclamazione del Regno d’Italia.
Questi eventi ebbero un’eco sia negli Stati Uniti d’America sia in Gran Bretagna e in particolare negli ambienti evangelici. Ben presto le diverse società missionarie inviarono dei pastori per dare un contributo di impegno agli ideali del Risorgimento. A loro si unirono i valdesi. Questi dopo il 17 febbraio 1848, con il riconoscimento di alcuni diritti civili, si spinsero fuori dalle loro valli per portare il messaggio evangelico in particolare a Palermo e a Napoli.
Possiamo dire che dal 1861 iniziò il vero movimento evangelico in Italia con questo particolare obiettivo: il risorgimento del Paese sarebbe stato possibile se accanto ci fosse stato l’annuncio dell’Evangelo quale libertà dalla ignoranza e dalla superstizione. All’interno di questo movimento si colloca l’azione del pastore metodista inglese Henry James Piggott il quale nel 1863 opera nella zona del Lago Maggiore.
Però la dura reazione del cattolicesimo del tempo fermò il movimento evangelico. Gli evangelici osteggiati dovettero modificare il loro progetto. Così a cavallo del XX sec. iniziano a diffondersi nel Paese diverse iniziative a carattere sociale. Ed ecco l’apertura della scuola a Intra (1864) per oltre 80 bambini e poi l’opera di predicazione che tocca le sponde del Lago creando sale di culto.
Nel 1882 a Villadossola viene aperto un asilo chiamato “ricovero per bambini poveri”; quest’ opera nasce perché vi erano dei bambini rimasti orfani e nel 1885 si decide di trasferire questo istituto assistenziale proprio a Intra. Nasce così un istituto intitolato all’educatore svizzero Giovanni Pestalozzi con sezione maschile e femminile.
Il giorno 8 settembre 1893 viene inaugurato il nuovo complesso comprendente la Chiesa, due edifici (uno per l’ala femminile e l’altro per l’ala maschile), i locali della scuola e ampi laboratori al piano terreno per l’apprendimento dei mestieri (soprattutto falegnameria e calzaturificio), un grande giardino interno.
Perché questi ricordi? Certamente sono eventi che fanno parte della storia del nostro Paese e del Risorgimento in particolare, ma quale il motivo di celebrare un anniversario dopo 150 anni? Una ragione riguarda la caratteristica delle comunità protestanti italiane: la perseveranza nella predicazione dell’Evangelo! Una predicazione che non è rinchiusa nel discorso religioso, ma raggiunge la vita e la storia delle tante persone.
I predicatori dell’800 non si preoccuparono dei riti e delle liturgie, ma si preoccuparono delle persone e del loro futuro. Due parole furono a guida di quella predicazione: giustizia e libertà.
Innanzi tutto giustizia per un tempo di pace durante gli anni del conflitto e della emarginazione. Poi un impegno per la libertà dalla ignoranza, ed ecco le scuole per vincere l’analfabetismo; libertà dalla superstizione, ed ecco lo studio della Bibbia; libertà dalla povertà, ed ecco le opere per i più emarginati.
Ed oggi? Innanzi tutto si è ben consapevoli di non vivere più nel tempo del conflitto. Il tempo della pace è giunto. Vi è il tempo del confronto, ma con una caratteristica particolare: occorre riaprire il dialogo soprattutto interreligioso per una predicazione evangelica rinnovata.
Così nel ricordare l’anniversario dell’inizio dell’opera delle chiese metodiste del Lago Maggiore ci si è chiesti quale ruolo svolgere nel XXI sec. e si è cercato di trovare questa risposta: non preoccuparsi di salvaguardare una pietà religiosa personale, ma continuare ad operare nella società perché la giustizia possa produrre la pace e la libertà possa produrre la speranza nel futuro.
Negli ultimi anni, oltre al dialogo ecumenico e interreligioso con i musulmani, è stato possibile iniziare un nuovo lavoro sociale nel fabbricato che anticamente ospitava i bambini poveri della zona: l’Istituto evangelico come casa di seconda accoglienza per famiglie immigrate. ☺
Fra i tanti anniversari che quest’anno si possono ricordare, vorrei presentarvi l’anniversario dei 150 anni della Chiesa evangelica metodista di Verbania-Intra, in Piemonte, sul Lago Maggiore. Con questo intento presento innanzi tutto il quadro sommario della storia italiana nella metà dell’800.
In quegli anni l’Italia sarà segnata da un evento significativo: inizia il Risorgimento. Il congresso di Vienna aveva dato all’Italia una nuova sistemazione politica: la penisola venne divisa in dieci stati e l’Austria venne a rappresentare il garante della Restaurazione. Il frazionamento del paese e l’egemonia austriaca fecero emergere il problema dell’indipendenza nazionale. Pochi di numero e strettamente sorvegliati, i patrioti liberali italiani si organizzarono in società segrete.
Negli anni quaranta si affermò l’idea di una trasformazione graduale condotta dagli stessi sovrani. I moderati, in gran parte piemontesi, rivolsero le loro aspettative a Carlo Alberto. Ma l’evento decisivo verso l’unità fu la spedizione dei Mille, al comando di Garibaldi e la liberazione degli stati meridionali. Il 18 febbraio 1861 si riunì a Torino il nuovo parlamento che votò la proclamazione del Regno d’Italia.
Questi eventi ebbero un’eco sia negli Stati Uniti d’America sia in Gran Bretagna e in particolare negli ambienti evangelici. Ben presto le diverse società missionarie inviarono dei pastori per dare un contributo di impegno agli ideali del Risorgimento. A loro si unirono i valdesi. Questi dopo il 17 febbraio 1848, con il riconoscimento di alcuni diritti civili, si spinsero fuori dalle loro valli per portare il messaggio evangelico in particolare a Palermo e a Napoli.
Possiamo dire che dal 1861 iniziò il vero movimento evangelico in Italia con questo particolare obiettivo: il risorgimento del Paese sarebbe stato possibile se accanto ci fosse stato l’annuncio dell’Evangelo quale libertà dalla ignoranza e dalla superstizione. All’interno di questo movimento si colloca l’azione del pastore metodista inglese Henry James Piggott il quale nel 1863 opera nella zona del Lago Maggiore.
Però la dura reazione del cattolicesimo del tempo fermò il movimento evangelico. Gli evangelici osteggiati dovettero modificare il loro progetto. Così a cavallo del XX sec. iniziano a diffondersi nel Paese diverse iniziative a carattere sociale. Ed ecco l’apertura della scuola a Intra (1864) per oltre 80 bambini e poi l’opera di predicazione che tocca le sponde del Lago creando sale di culto.
Nel 1882 a Villadossola viene aperto un asilo chiamato “ricovero per bambini poveri”; quest’ opera nasce perché vi erano dei bambini rimasti orfani e nel 1885 si decide di trasferire questo istituto assistenziale proprio a Intra. Nasce così un istituto intitolato all’educatore svizzero Giovanni Pestalozzi con sezione maschile e femminile.
Il giorno 8 settembre 1893 viene inaugurato il nuovo complesso comprendente la Chiesa, due edifici (uno per l’ala femminile e l’altro per l’ala maschile), i locali della scuola e ampi laboratori al piano terreno per l’apprendimento dei mestieri (soprattutto falegnameria e calzaturificio), un grande giardino interno.
Perché questi ricordi? Certamente sono eventi che fanno parte della storia del nostro Paese e del Risorgimento in particolare, ma quale il motivo di celebrare un anniversario dopo 150 anni? Una ragione riguarda la caratteristica delle comunità protestanti italiane: la perseveranza nella predicazione dell’Evangelo! Una predicazione che non è rinchiusa nel discorso religioso, ma raggiunge la vita e la storia delle tante persone.
I predicatori dell’800 non si preoccuparono dei riti e delle liturgie, ma si preoccuparono delle persone e del loro futuro. Due parole furono a guida di quella predicazione: giustizia e libertà.
Innanzi tutto giustizia per un tempo di pace durante gli anni del conflitto e della emarginazione. Poi un impegno per la libertà dalla ignoranza, ed ecco le scuole per vincere l’analfabetismo; libertà dalla superstizione, ed ecco lo studio della Bibbia; libertà dalla povertà, ed ecco le opere per i più emarginati.
Ed oggi? Innanzi tutto si è ben consapevoli di non vivere più nel tempo del conflitto. Il tempo della pace è giunto. Vi è il tempo del confronto, ma con una caratteristica particolare: occorre riaprire il dialogo soprattutto interreligioso per una predicazione evangelica rinnovata.
Così nel ricordare l’anniversario dell’inizio dell’opera delle chiese metodiste del Lago Maggiore ci si è chiesti quale ruolo svolgere nel XXI sec. e si è cercato di trovare questa risposta: non preoccuparsi di salvaguardare una pietà religiosa personale, ma continuare ad operare nella società perché la giustizia possa produrre la pace e la libertà possa produrre la speranza nel futuro.
Negli ultimi anni, oltre al dialogo ecumenico e interreligioso con i musulmani, è stato possibile iniziare un nuovo lavoro sociale nel fabbricato che anticamente ospitava i bambini poveri della zona: l’Istituto evangelico come casa di seconda accoglienza per famiglie immigrate. ☺
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