Indice del numero 146 – Gennaio 2018
30 dicembre 2017
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Indice del numero 146 – Gennaio 2018

In questo numero:

– una vita che abbaglia

di Rosalba Manes

– innamorati del molise(Lettera aperta a quanti fanno dell’amore una passione vitale)

di Antonio Di Lalla

– la nonviolenza cristiana

di Michele Tartaglia

– sconfiggere l’immobilismo

di Dario Carlone

-Fotografia: “Face to Face”

di Greta Polimene

– troppe parole vuote

di Marcella Stumpo

– la senatrice mistificatrice

di Famiano Crucianelli

– l’alba albanese

di Giulia Di Paola

– la regione dove si cammina

di Rossano Pazzagli

– mario travaglini

di Maurizio Corbo

– olio: concorso o strategia ?

di Maurizio Corbo

– il nuovo governo regionale

di Tina De Michele

– le ragioni di una negazione

di Alessandro Prezioso

– rompere il silenzio

di Filomena Giannotti

– vorrei che fossi tu, mahatma

di Enzo Bacca

– altre somiglianze

di Christiane Barckhausen-Canale

– tela:new mind

di www.su-mi.org

– vaneggiamenti ?

di Luciana Zingaro

– Viaggio nella sanità pubblica che funziona: l’hospice di larino

di Davide Vitiello

– il razzismo diffuso

di Gabriella de Lisio

– audit sul debito

di Antonio De Lellis

– il neocapitalismo

di Franco Novelli

– trump l’incendiario

di Marco Branca

– le api, il miele

di WWF OA MOLISE

– dalla parte dei poveri

di Luciana Castellina

– amianto, risorsa e danno

di Angelo Sanzò

– la primavera negli occhi (poesia per un adolescente)

di Francesca Lodge

– c’erano una volta i paesi

di Remo Stefanelli

– al nuovo anno

di Lina D’Incecco

– presagio

di Augusto Salvatore Altavilla

– il re dei balconi

di Gildo Giannotti

– le cose da difendere

di Carolina Mastrangelo

– il libro e lo specchio

di Lene Antenone detto Scartaccia

– l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

di Silvio Malic

– ci riprovano

di Domenico D’Adamo

innamorati del molise(Lettera aperta a quanti fanno dell’amore una passione vitale)

di Antonio Di Lalla          a pag. 3

Spesso è una sfida al di sopra delle nostre forze, perché la regione non ha una forte identità né una storia unitaria. I meno giovani la ricordano, magari con nostalgia, quando era ancora un’appendice dell’Abruzzo.

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