al prefetto di campobasso  di Araceli Sanchez (ass. 1mo marzo)
2 Febbraio 2013
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al prefetto di campobasso di Araceli Sanchez (ass. 1mo marzo)

 

Il Governo dei tecnici, dopo mesi di silenzio ha tamponato l’emergenza Nord Africa stanziando scarse risorse fino alla fine di febbraio e affidando alle Prefetture il compito di gestire la transizione.

Chiediamo al Governo un provvedimento chiaro che preveda una soluzione concreta e efficace per l’inclusione sociale dei profughi coinvolti nei progetti di accoglienza, con la predisposizione di risorse adeguate, che consenta di realizzare il processo di integrazione di queste persone con precisi percorsi di uscita dai centri emergenziali con una chiara previsione di misure di sostegno. Chiediamo anche un coinvolgimento reale delle organizzazioni di tutela e dei territori coinvolti nell’accoglienza per la definizione di soluzioni concrete e una verifica puntuale della qualità dei servizi erogati  sul territorio nell’ambito dei progetti di accoglienza.

Se si procedesse alla chiusura dell’accoglienza, senza una uscita dignitosa dei migranti dall’emergenza, gli scenari possibili sarebbero tutti estremamente negativi.

Dopo il 28 febbraio si tratta di capire che fine faranno le persone ospitate nei centri aperti a seguito dell’emergenza Nord Africa. Sappiamo che c’è una forte preoccupazione anche da parte dei Comuni che ospitano persone. Nessuno sembra sapere cosa fare e c’è il rischio che si creino tensioni sociali.

Ciò che avremmo voluto (e i soldi non mancavano) accanto all’ospitalità, era una possibilità di formazione professionale, degli stages anche gratuiti nelle aziende, i comuni o le associazioni ospitanti che magari li avessero utilizzati in lavori utili per la comunità, inserimenti lavorativi, possibilità di guardare avanti. Sono rimasti in stand-by per un anno e mezzo, a logorarsi di noia, nostalgia e rabbia. Fa impazzire però sapere quanti soldi sono stati spesi per arrivare a questo epilogo di totale fallimento.

Un anno e mezzo di abbandono fuori da ogni cornice di accoglienza come previsto dalle direttive europee è certamente una grave violazione subita da queste persone.

Chiediamo al nuovo Governo che possa stanziare risorse certe e che queste risorse vengano investite in progetti veri, in grado di offrire loro una opportunità.

Certo, perché ciò che è mancato finora è stata l’opportunità di poterci provare, ingabbiati dalla mancanza di un permesso di soggiorno, abbandonati nell’inadeguatezza dei progetti messi in campo, silenziati dalla retorica dell’accoglienza che li vorrebbe grati per un pasto ed un letto dopo che per oltre un anno e mezzo, proprio per loro, i Comuni o gli enti gestori hanno ricevuto 46 Euro al giorno per ogni persona ospitata (solo in Molise sono stati spesi oltre 3 milioni di Euro).

Anche in Molise, nei giorni scorsi, sono state portate in piazza la rabbia e la richiesta di giustizia e dignità dei profughi che non capiscono quali siano oggi le ragioni per le quali il governo dei tecnici ha saputo dare solo risposte attendiste e a rimandare una decisione che prima o poi dovrà arrivare, determinando una condizione di precarietà e incertezza indegna di un paese civile.

Ai sindaci del Molise, pur nelle difficoltà finanziarie attuali, chiediamo di essere lungimiranti, di considerare gli immigrati una risorsa e non un problema, una opportunità per ridare un futuro alle nostre comunità  che nel volgere di qualche anno, a causa del calo demografico e dell’ abbandono, rischiano la desertificazione.

Ci sono già esperienze molto positive (Badolato, Riace) dove l’accoglienza di comunità di migranti ha permesso a quei Comuni, anche attraverso l’attivazione di finanziamenti Europei, di recuperare il loro futuro con la riapertura delle scuole, delle botteghe, con la ripresa dell’agricoltura e con il recupero di gran parte del patrimonio  edilizio.

Un’altra strada da seguire è quella di favorire la nascita di nuove attività (agricoltura, commercio, artigianato) anche attraverso la creazione di piccole cooperative.

Una esperienza molto positiva, in tal senso, la sta portando avanti, senza utilizzo di risorse pubbliche, l’ Associazione Primo Marzo Molise, attraverso la creazione di un Cooperativa agricola della quale fanno parte ragazzi immigrati e giovani disoccupati molisani (a nostro avviso una risposta concreta al bisogno di lavoro ed un vero esempio di inclusione ed integrazione).

L’Associazione Primo Marzo Molise, fa appello al Prefetto, affinché si faccia promotore di un tavolo che vada al di là dell’emergenza, coinvolgendo la Regione, la Provincia, i Comuni e tutte le associazioni che sul nostro territorio operano in favore delle comunità di migranti, per la elaborazione di un progetto complessivo che affronti le problematiche aperte e che possa, con il contributo di tutti, trasformare lo status dei ragazzi da profughi a cittadini attivi.

Il Presidente

Araceli Sanchez

Associazione Primo Marzo Molise

Vico Carnaio, 15 – 86100 CAMPOBASSO

primomarzo2010campobasso@gmail.com

 

 

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