Ci mancherà
29 Aprile 2017
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Ci mancherà

Se ne è andato il 9 gennaio scorso Zygmunt Bauman, uno dei pensatori al mondo più conosciuti e influenti. Ci mancherà il suo volto sereno e indagatore, avvolto, il più delle volte, nel fumo della pipa; ci mancheranno la chiarezza, la profondità e insieme la semplicità del suo pensiero.
Questa superpotenza intellettuale ha conosciuto e vissuto le grandi tragedie del Novecento: nazismo, Shoah, Hiroshima, comunismo, ma non ha perso l’ottimismo verso il genere umano; ha osservato la società contemporanea denunciandone derive e storture, ha dedicato sino a pochi mesi fa cento giorni all’anno a conferenze, mobilitando migliaia di persone, sia fisicamente che in rete, e affrontando tutti i temi più urgenti che animano il nostro tempo, non ultimo l’equilibrio difficile che oggi attraversa le nostre vite, in bilico tra mondo online e offline. Della rivoluzione digitale ha evidenziato le implicazioni più critiche: “superficializzazione” delle informazioni e della comunicazione e “fragilizzazione” dei rapporti umani.
A lui dobbiamo non solo l’illuminante definizione di “modernità liquida”, ma riflessioni lucidissime sulla vita, sulla morte, sulle generazioni future, sui valori “di lungo termine” che rischiano di abbandonare l’uomo.
A proposito della morte ha di recente affermato: “È proprio la caratteristica non negoziabile della brevità del tempo a nostra disposizione, della probabilità di lasciare progetti incompiuti e cose ancora da fare, che spinge gli umani all’azione e fa volare l’immaginazione. La cultura, che ci fornisce infiniti spunti per pensare ad altro, è il tentativo di gettare un ponte tra le due sponde, vita mortale e immortalità, e ci spinge a lasciare una traccia della nostra seppure breve visita”. Un monito a riempire le nostre vite di significati, a reinventarci di continuo, perché oggi, a differenza di qualche decennio fa, la ricerca di identità è un processo senza fine.
Agnostico convinto, Bauman non ha rinunciato al dialogo con uomini di fede, convinto che “il mondo complesso in cui viviamo ci chiede di stabilire teste di ponte tra le varietà dei punti di vista”. Era solito ripetere che “la verità abita negli incontri umani”.
Gli insegnamenti che ci lascia sono infiniti. A noi suggere tra i suoi scritti per rendere migliori noi stessi e chiunque incontreremo sul nostro cammino, ed anche convenire con lui: “Ogni evento, tranne la morte, ha una promessa scritta in inchiostro indelebile, che per quanto stampata piccola assicura: la storia continua”.

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