diritto al futuro
20 Febbraio 2010
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diritto al futuro

Il 30 dicembre ad Avezzano vi sarà il consueto appuntamento annuale con il convegno di Pax Christi Italia sul tema “giustizia e custodia del creato: la pace con-viene”. È la traduzione cristiana del grande tema: crisi economica, crisi ecologica inscindibilmente legate. Tratteremo il tema partendo dalle economie della catastrofe che lucrano sui disastri ambientali prima e dopo, così come avvenuto a L’Aquila e Messina, solo per citare le più recenti sciagure. Parleremo delle risorse come l’acqua, l’aria e di come occorre conoscere l’ambiente per vivere in armonia con esso. Tutto ciò consentirebbe economie per il creato ed economie per tutti. Pensate, ad esempio, quanta incidenza potrebbe avere la messa in sicurezza delle costruzioni dell’Appennino, rifare le reti idriche, coltivare la terra nel rispetto della persona, rendere fruibile l’ambiente attraverso un turismo dell’incontro. Tutto questo significa che l’accoglienza dell’umanità e del creato portano non solo diritti, ma anche vita ed economia per tutti. Si affronterà anche il tema della privatizzazione del territorio e del rispetto delle regole e del costo delle regole. Si parlerà anche del tema energetico e di nucleare proprio per mettere in evidenza l’assurdità di proporre ancora oggi, dinanzi all’evidente rischio di compromettere l’equilibrio del pianeta Terra e la vita umana, soluzioni ad alto impatto ambientale anziché quelle disponibili e rinnovabili.

I cambiamenti climatici, i dissesti idrogeologici, l’inquinamento, l’emergenza rifiuti, l’acqua privatizzata, il nucleare, sono tutte problematiche che discendono da un’unica visione del creato: quella che fa prevalere la Terra come “risorsa” rispetto a quella che guarda alla terra come “casa comune”. I limiti dello sviluppo, propri di una filosofia neoliberista, rendono evidenti le follie che ci vengono propinate come soluzioni. Se, ad esempio, per produrre, a partire dal 2020, il 5% dell’energia elettrica (a tanto potrebbero arrivare le produzioni con centrali nucleari) si devono spendere dai 25 ai 30 miliardi di euro, mi chiedo come mai non si tiene conto di una recente valutazione dell’Enea che evidenzia come le uniche opzioni tecniche possibili con benefici sociali netti o costi minimi sono quelle riconducibili al miglioramento dell’efficienza energetica nell’industria, nel terziario, nel trasporto, nell’edilizia residenziale e nella produzione e trasmissione di elettricità. Secondo quanto affermato in questo studio, nel solo settore dell’elettricità, si potrebbe risparmiare al 2020 una quantità che corrisponde alla produzione elettrica di circa 8 grandi centrali nucleari. Queste misure di efficienza energetica sono immediatamente praticabili, consentono di guadagnare tempo laddove le innovazioni non sono ancora maturate in termini di prestazioni e di costi, e permettono di operare scelte strategiche in modo più consapevole e calibrato alle vere esigenze del nostro paese.

Propongo anche una importante sintesi, anche per la riflessione del convegno del 30 dicembre, del messaggio del Papa per la giornata della pace 2010. “Come rimanere indifferenti di fronte alle problematiche che derivano da fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole, l’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità, l’aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali? Come trascurare il crescente fenomeno dei cosiddetti «profu- ghi ambientali»: persone che, a causa del degrado dell’ambiente in cui vivono, lo devono lasciare – spesso insieme ai loro beni – per affrontare i pericoli e le incognite di uno spostamento forzato? Come non reagire di fronte ai conflitti già in atto e a quelli potenziali legati all’accesso alle risorse naturali? Sono tutte questioni che hanno un profondo impatto sull’esercizio dei diritti umani, come ad esempio il diritto alla vita, all’alimentazio- ne, alla salute, allo sviluppo”.

“Saggio è, pertanto, operare una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, nonché riflettere sul senso dell’economia e dei suoi fini, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni. Non è difficile allora costatare che il degrado ambientale è spesso il risultato della mancanza di progetti politici lungimiranti o del perseguimento di miopi interessi economici, che si trasformano, purtroppo, in una seria minaccia per il creato. È indubbio che uno dei principali nodi da affrontare, da parte della comunità internazionale, è quello delle risorse energetiche, individuando strategie condivise e sostenibili per soddisfare i bisogni di energia della presente generazione e di quelle future. A tale scopo, è necessario che le società tecnologicamente avanzate siano disposte a favorire comportamenti improntati alla sobrietà, diminuendo il proprio fabbisogno di energia e migliorando le condizioni del suo utilizzo. Al tempo stesso, occorre promuovere la ricerca e l’applicazione di energie di minore impatto ambientale e la «ridistribuzione planetaria delle risorse energetiche, in modo che anche i Paesi che ne sono privi possano accedervi»”. Occorre, quindi,  incoraggiare le ricerche volte ad individuare le modalità più efficaci per sfruttare la grande potenzialità dell’energia solare. Proteggere l’ambiente naturale per costruire un mondo di pace è, pertanto, dovere di ogni persona. Ecco una sfida urgente da affrontare con rinnovato e corale impegno; ecco una provvidenziale opportunità per consegnare alle nuove generazioni il diritto al futuro.  ☺

adelellis@virgilio.it

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