extracomunitario
1 Ottobre 2010
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extracomunitario

 

Questo cielo non è il mio cielo.

Questa terra non è del mio villaggio.

I volti della gente di vari colori.

Ho trasmigrato in questo paese

da una terra cruda e inerte

per trovare cibo e fortuna.

Ma anche qui è una vera foresta.

Il lavoro infimo, malpagato.

La libertà condizionata

da leggi, decreti, burocrazia.

Sì, qui la vita non è facile.

Tutto pianificato, ma complesso.

M’aggiro come un’ombra.

C’è chi mi dà una mano:

la Caritas, il volontariato.

Ma anche questa gente

ha problemi.

Non ha sorriso. È stressata.

La sera nel mio giaciglio

rivedo la mia gente, la famiglia,

sento i canti, il rullo di tamburi.

Poi la mattina

quando guardo il cielo

e vedo il sole brillare per tutti,

con l’agilità di una gazzella

riprendo il mio fagotto

e via in cammino.

                                 Lina D’Incecco

 

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