Il fiore dell’eleganza
28 Aprile 2017
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Il fiore dell’eleganza

L’orchidea, un fiore dal fascino particolare e dalla bellezza unica, ha per secoli simboleggiato raffinatezza ed eleganza. Molti, pensando alle orchidee, sono convinti che si tratti di una pianta meravigliosa, tipica delle regioni tropicali. In realtà essa si è adattata ai più vari ambienti e vive bene anche nella nostra penisola. Grande è l’emozione che si prova al primo incontro in natura con un’orchidea spontanea, proprio perché non si è portati a pensare che possa esistere a due passi da casa nostra. Diversi sono i tipi di habitat preferiti: dalle vallate montane ai boschi, dai prati ai bordi delle strade. Questo fiore è anche un segnalatore di benessere ambientale, dato che la sua presenza si rileva in zone ancora incontaminate.
L’orchidea appartiene alla famiglia delle Orchidacee e le specie presenti in Italia, con fiori del diametro di pochi centimetri, raggiungono altezze comprese tra i 15 e i 60 cm. È una pianta perenne, dotata di due organi radicali tuberosi: in uno, che va ingrossandosi nel corso della bella stagione, vengono accumulate sostanze di riserva necessarie allo sviluppo dell’intera pianta, mentre l’altro, quello dell’anno precedente, va via via diminuendo nelle dimensioni. Nella nostra penisola è possibile trovare più di trenta generi di orchidee spontanee, e altre 180 tra specie e sottospecie. La classificazione delle orchidacee è però spesso resa difficile dalle ibridazioni che avvengono tra specie e specie. Il genere numericamente più importante è senza dubbio Orchis, cui appartiene la specie purpurea, molto vistosa per i fiori dotati di labello maculato, che può raggiungere gli 80 cm di altezza e fiorisce da aprile a giugno.
Le orchidee spontanee presentano infatti una lunga fioritura, che può durare anche un mese, e questo le rende particolarmente gradite, al pari dei fiori recisi. Il loro ciclo vitale è molto complesso e utilizza spesso stratagemmi davvero ingegnosi per attirare gli insetti impollinatori. Curioso è l’esempio della Vesparia (Ophrys apifera), che nella forma e nelle dimensioni dei fiori assomiglia alle femmine degli stessi insetti impollinatori, facendo così balenare il miraggio di una sorta di conquista amorosa.
La fama delle orchidee cominciò a diffondersi fra gli Europei quando gli esploratori ne portarono alcuni esemplari dalle zone calde americane, asiatiche ed africane. Le piantine, provenienti da questi lontani Paesi, erano commercializzate da persone facoltose che arrivavano a pagare cifre astronomiche. Fu così che le orchidee divennero un simbolo di ricchezza e di distinzione, e soltanto agli inizi del secolo scorso fu possibile iniziarne la coltivazione con le specie di più facile adattamento.
Nelle credenze cristiane, le macchie presenti sui fiori di orchidea rappresentano il sangue di Cristo. Pertanto, in occasione delle festività pasquali, spesso gli altari delle chiese sono ornati con questi fiori, in modo particolare le varietà bianche con striature rosse, proprio a ricordo della Passione di Cristo. Ma i fiori dell’orchidea sono utilizzati anche per i matrimoni e, più in generale, per eventi importanti, perché rappresentano un segno di buon augurio, oltre che di saluto e di congratulazioni. Per la prossima festa della mamma si può regalare ad esempio un mazzo di profumatissime orchidee della varietà Cattleya, considerate affini al fascino che subentra con l’avanzare dell’età.
Per la sua eleganza, l’orchidea rimane in ogni caso il fiore per eccellenza da regalare alla donna, quella che per noi è la più affascinante, per manifestarle la nostra ammirazione: chi dona un’orchidea a una donna le offre tutta la propria dedizione e per questo noi dedichiamo un’orchidea virtuale a tutte le appassionate lettrici de la fonte.

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