il registro dei tumori   Sabrina Del Pozzo
4 Giugno 2013
0 comments
Share

il registro dei tumori Sabrina Del Pozzo

 

La mia esperienza con l’ Associazione A.g.b.e – Genitori Bambini Emopatici – nata nell’anno 2000 da un gruppo di genitori che si sono conosciuti nel reparto di Ematologia dell’Ospedale Santo Spirito di Pescara e che hanno ritenuto utile costituirsi in Associazione al fine di seguire da vicino e condividere il dramma della malattia dei propri figli, ha avuto inizio nell’anno 2008 ed ero del tutto ignara di quanto mi avrebbe cambiata una simile avventura ma soprattutto turbata. Cari miei concittadini molisani volete sapere perché turbata? In tre anni circa ho avuto modo di accogliere molteplici casi di leucemia infantile, a ciò aggiungete che la maggior parte di essi provenivano dalla nostra cara isola di Pasqua, dalla bella Molisandia: da Termoli a Campomarino, Guglionesi, e poi ancora Termoli, Petacciato, di nuovo Campomarino, Isernia e paesini limitrofi.

La domanda che quotidianamente i miei colleghi mi ponevano era sempre la stessa: ma la tua regione è così piccola ma così tanto ‘avvelenata’? Io stessa stupita non trovavo una risposta, ed ancora oggi non saprei cosa pensare non avendo mai studiato approfonditamente la questione, ero consapevole di un aumento negli anni di leucemie, linfomi e tumori in Italia ed oltre, ma stupidamente tutto ciò non attirava la mia attenzione. Sono stata a stretto contatto con padri e madri che quotidianamente hanno combattuto con e per i propri figli contro una malattia che gioca a privarti di una vita umana, di un’integrità psichica, fisica, di un’integrità e serenità familiare con conseguenze devastanti, una malattia lunga, dolorosa, estrema. Ci sono mille altre patologie sconvolgenti alla stesso modo ma vedere e sentire le sofferenze di bambini colpisce particolarmente. Ho conosciuto persone che mi hanno fatto sentire fiera di provenire dal loro stesso luogo, ci si riusciva a comprendere e farsi forza con un solo sguardo. Uomini e donne con un coraggio dalla natura incomprensibile. Bambini con corpi minuti e dallo sguardo maturo, adulto, pronti ad accogliere senza un che minimo di capriccio una mascherina sui loro volti, consapevoli del bisogno di indossarla al fine di ridurre sempre più il rischio.

Io ho mollato lasciando il posto, molti di loro invece no. Sono usciti con le loro gambe, felici ed orgogliosi di aver sconfitto il male. Tra questi, insieme a molti altri, (penso ad esempio alla Fondazione Lorenzo Milani onlus) ormai da anni sentono e chiedono di istituire un Registro dei Tumori. È vero che è una richiesta che parte da molto lontano, che  non deve mai sembrare inutile ripercorrere, come invece mi è capitato di leggere. È il termine ‘inutile’ che non andrebbe assolutamente utilizzato, è un termine che non mi è mai andato giù. Se avessi le competenze e le conoscenze idonee avrei riscritto tutto ciò che è stato fatto, detto, chiesto, urlato negli anni senza mai sentirmi stanca. Se non si riesce ad essere ascoltati allora bisognerebbe sempre continuare a parlare, a raccontare, a ripercorrere fino allo sfinimento le nostre richieste, così quanto meno non rischiamo di essere dimenticati. E su questo sorrido e mi dispero, quanti danni abbiamo avuto e possiamo continuare a collezionare a causa di precoci rimozioni (Silvio Berlusconi potrebbe essere un esempio su tutti: un secolo ai comandi, con una folla a Brescia che ancora oggi lo sostiene). Da ciò che sento e leggo mi auguro che la battaglia abbia un esito positivo. Con estrema umiltà affermo di conoscere mio malgrado poco la questione ma ci tenevo ugualmente ad aggiungere la mia voce a quella di molte altre persone che ho avuto la fortuna di conoscere e vivere.

Mi concedo un pensiero al parroco Maurizio Patriciello e alla sua comunità, Caivano in provincia di Napoli. Non ascoltati hanno istituito un Registro dei Tumori da sé tramite social network. Con la parola e l’azione continuano ad esserci . ☺

 sabrinadp@hotmail.it

 

eoc

eoc