Il vescovo e le vacche
31 Gennaio 2014
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Il vescovo e le vacche

Nessuno di noi giocherebbe a carte con chi confonde l’asso con le figure, mentre tutti noi ci lasciamo amministrare da chi non distingue tra una bufala e 12 mila manze! Per i nostri politicanti, da furbetti di quartiere, se ci sono meriti da attribuirsi sono sempre i loro, invece colpe ed errori sono puntualmente degli altri. E così per mesi il valvassore in caduta libera, senatore Ruta, si è vantato di portare manze nel suo feudo, l’assessore Facciolla, quello che ha il portaborse che non lo sa, organizzava pullman per andare ad annusare in anteprima in Spagna gli effluvi sprigionati da un concentrato di piscia e letame, pronto a lanciare sul mercato il nuovo profumo “eau de Bacche”, la sedicente sinistra sponsorizzava tutta l’operazione perché ha il marchio coop e, come si sa, la coop sei tu!

Una folata di vento e l’aria è cambiata, ma ha dirottato la puzza non gli stronzi. Si scopre di colpo che nessuno le aveva mai volute né sponsorizzate ma, a loro insaputa aveva fatto tutto il vescovo di Termoli che da pastore improvvido aveva rimpiazzato le pecore con le vacche! Che gli amministratori lo dicano è normale, vista la loro incapacità di assunzione di responsabilità, che la stampa addomesticata lo ripeta è altrettanto normale, dato che “tengono famiglia”, ma che la gente non è così gonza da prenderli sul serio è semplicemente normale.

Checché ne pensino e dicano persone piene di livore, zombi redivivi, pennivendoli e quanti sogliono in ogni caso galleggiare, i fatti (che per i politicanti sono sempre insignificanti) stanno così. La Granarolo chiede al vescovo la disponibilità dei terreni del seminario in agro di Larino. Il vescovo dà la disponibilità perché il progetto prenda corpo e si sviluppi il dibattito politico (in caso contrario sarebbe stato colpevole per il mancato sviluppo del Molise!). La politica non media con la Granarolo un progetto compatibile con l’ambiente, anzi si avventura in un pasticcio da realizzare nel territorio di San Martino in Pensilis, mentre i terreni del vescovo sono esclusi in ogni caso in quanto non sono adatti. Tutte le persone con un minimo di coscienza, naturalmente, bocciano questa bomba ecologica, come documentato più volte su questa rivista. E allora, come diceva il sommo poeta, “lascia pur grattar dov’è la rogna”.

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