La discarica di montagano
4 Marzo 2015
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La discarica di montagano

Le discariche, come i fiori, sono cosa delicata e come tale devono essere trattate. L’accostamento è volutamente ardito e volutamente provocatorio.

Nel 2011, l’ARPA Molise rileva, presso la discarica di Colle Santo Ianni nel comune di Montagano, quanto segue “… il confronto dei valori sui campioni di acque superficiali … evidenziano una variazione sostanziale della facies chimica, chimico-fisica e microbiologica in quanto le concentrazioni dei diversi parametri risultano essere diffusamente aumentate nell’acqua a valle della discarica rispetto a quelle poste a monte della stessa”. Cause di questa trasformazione negativa delle acque del torrente delle Piane sono la mancata copertura definitiva di un bacino di smaltimento esaurito ed un inadeguato sistema di convogliamento delle acque piovane. In sostanza, la pioggia, anziché essere opportunamente incanalata e quindi allontanata dal sito in questione, permea la massa di rifiuti del bacino non isolato a norma e trasporta a valle sostanze dannose per le acque del torrente. Così risponde la comunità montana “Molise Centrale”, proprietaria della discarica:

1) Le cause della “episodica” anomalia rilevata dall’ARPA Molise sono da accertare in quanto nel punto in cui è stato fatto il prelievo confluisce l’acqua piovana proveniente dalla strada che collega il comune di Montagano alla Fondovalle Biferno, da quella di accesso alla stessa discarica e dai terreni agricoli circostanti. Ciò che nei periodi di  secca si sedimenta sul fondo del torrente viene invece portato a galla dalle piogge abbondanti. Come dire che gli elementi inquinanti provenienti da questi tre siti sono notevolmente maggiori di quelli di tonnellate di rifiuti, o che la strada di collegamento con la fondovalle sia la  Salerno-Reggio Calabria.

2) I lavori di copertura finale del bacino esauritosi nel 2008 furono sospesi “a causa di alcuni cedimenti dell’argine di valle della discarica,… si evidenziava lo stato di necessità ed urgenza per lavori di messa in sicurezza dell’impianto in trattazione”. Quindi con copertura provvisoria costituita da un metro circa di argilla, il bacino vede l’inizio dei lavori di messa in sicurezza nel settembre del 2008. I lavori sono ultimati a dicembre 2010; il dato si commenta da sé. Ma l’avventuroso cammino del sito non si conclude qui poiché solo a gennaio 2011 la comunità montana (ed evidentemente la gestione della discarica) si rende conto che la copertura definitiva del bacino, così come prevista dal progetto originale, è troppo pesante. Reiterati solleciti di approvazione di un nuovo e più leggero pacchetto di copertura portano finalmente ad un incontro tra l’assessorato all’Ambiente della regione Molise e la comunità montana a giugno del 2011.

Le discariche, come i fiori, sono cosa delicata.

A gennaio l’amministrazione comunale di Montagano ha incontrato la cittadinanza, comitati, associazioni (non solo del territorio strettamente comunale) sul tema specifico della discarica di Colle Santo Ianni. In quella sede è stata lamentata da tutti la precaria struttura del sito interessato da una frana, è stato ribadito il concetto di determinazione temporale di una discarica che necessariamente deve avere un limite. Sono stati riconfermati i giudizi negativi sul progetto di ampliamento dell’impianto di compostaggio dell’organico proveniente da una agognata raccolta differenziata di una intera regione; perché spendere milioni di euro per un mega impianto in una discarica che deve chiudere, quando sono già operanti altri due siti? E qualora non fossero sufficienti perché non utilizzare tutto quel denaro per individuarne e progettarne un terzo in un luogo più idoneo? A cosa e a chi serve un sovradimensionamento così spropositato del tonnellaggio da compostare? E perché non richiedere una Valutazione di Impatto Ambientale, se non lo si fa per questo genere di opere, quando farla? La discarica è maleodorante, i miasmi raggiungono non solo Montagano ma anche Petrella, ci sono i gabbiani anche se non c’è il mare, cambiamenti così rilevanti danno molto da pensare. Per tutti i presenti il sito è da chiudere. Poi è arrivata la chicca, la ciliegina finale: secondo i risultati di analisi fatte da privati presso un laboratorio accreditato, nel torrente delle Piane, a valle della discarica, si è riscontrata una rilevante presenza di metalli pesanti. La costernazione e lo stupore del sindaco e degli assessori era evidente e la risposta è stata immediata “Dai dati ARPA trasmessi a questo comune non è emersa alcuna anomalia, tutti valori nella norma”. Nessun accenno ai rilievi fatti dall’ARPA nel 2011.

Come nessun accenno è stato fatto di ciò? Con nota del 28 novembre 2014 e successiva integrazione del 16 dicembre 2014, l’ARPA trasmetteva  al comune di Montagano i risultati “delle attività di monitoraggio delle acque sotterranee effettuate in data 01.07.14 e in data 16.09.14” dai quali si evince il superamento dei valori fissati per i solfati e per il manganese. La prima nota ARPA si conclude così “…tenuto conto che ad oggi non è stata ancora attivata la procedura di cui all’art. 242 del D.Lgs  152/06 … si invita codesto comune ad attuare gli adempimenti di competenza….” ovvero l’avvio della procedura per la bonifica di siti contaminati. Ultima annotazione, ad ottobre 2014 anche la provincia di Campobasso, richiamandosi allo stesso D.Lgs, conclude le sue precisazioni al Comune così “…il Comune di Montagano risulta titolare dell’intero procedimento”. Ma tutto ciò che è stato taciuto è sicuramente una dimenticanza. Per nostra fortuna il Consiglio di Stato ha accolto la sospensiva del megaimpianto di compostaggio proposta nel ricorso Codacons.

Le discariche, come i fiori, sono cosa delicata.☺

 

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