le politiche sociali  di Riformista85
1 Dicembre 2012
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le politiche sociali di Riformista85

 

Chiudiamo un anno difficilissimo sul piano economico e sociale che ci farà vivere un Natale con molta più parsimonia del passato ed un occhio alla borsa quotidiana. Le politiche liberiste dei governi Berlusconi, cui si richiamano anche le logiche di alcuni Paesi europei, hanno inaridito le radici sociali e solidaristiche che, per un lungo periodo, hanno consentito al nostro Paese di superare situazioni difficili e disgreganti. È mancato e manca il collante per andare oltre la crisi che non si supera solo guardando i numeri, ma ponendo i numeri al servizio dei cittadini.

La rete di solidarietà, ancorata alle strutture di volontariato cattolico, affonda le radici nel tempo ed ha evitato all’Italia di avere le piazze invase da accattoni. Il mondo del volontariato ha svolto e sta svolgendo un’opera di sostituzione e supplenza che lo Stato finge di non vedere, riducendo finanziamenti e agevolazioni. Continua a scaricare sulle famiglie il costo del risanamento dei conti pubblici. Siamo, come  molti oramai ripetono costantemente, alla “macelleria sociale”. E in questo clima certo non viene voglia di festeggiare o spendere risorse per beni non di prima necessità.

Il forum delle associazioni di famiglie ha presentato una dettagliata indagine sulle politiche familiari. Nelle elezioni regionali del 2010 a molti candidati era stato fatto firmare il manifesto per promuovere concrete politiche familiari. Abbiamo preso in considerazione, chiaramente, la nostra regione. La Regione Molise è una delle sette regioni in cui non sono state raccolte sottoscrizioni al Manifesto del Forum, ne consegue che la ricerca si è limitata ai provvedimenti di maggior rilievo nel periodo considerato. Abbiamo esaminato 14 atti, di cui 3 leggi e 11 delibere di Giunta. Prevalente l’attenzione agli ambiti della politica sociale e dell’educazione/formazione. Dai dati emerge che la Regione non ha una legge regionale sulla famiglia, né esiste un progetto di legge in tal senso. È evidente che gli interventi attuati sono specifici e scollegati da una strategia a medio/lungo termine e rischiano di essere un ulteriore dispendio di energie senza alcun risultato.

In materia di politiche sociali sono stati realizzati interventi con particolare riguardo alla situazione dei minori e dei non autosufficienti, la cui efficacia non è valutabile in concreto poiché mancano indicatori sui finanziamenti stanziati e non sono specificate le modalità di raccordo tra interventi pubblici e partecipazione del privato sociale, che pure è tenuto in considerazione in alcuni interventi. Discreta invece l’attenzione al diritto allo studio, oggetto di alcune delibere della Giunta che tuttavia sono connotate dalla concessione di contributi ma non inserite in un progetto organico di sviluppo del sistema educativo regionale.

Positiva la valutazione della legge regionale concernente gli Interventi regionali per la vita indipendente. La legge, in osservanza del principio di sussidiarietà, stabilisce che i soggetti interessati partecipino non solo all’elaborazione del progetto, ma anche all’equipe multidisciplinare di valutazione, sebbene sia insufficiente il coinvolgimento delle famiglie. Totalmente negativa quella sulla legge concernente l’Istituzione della casa del parto. Il bisogno cui si intende rispondere col provvedimento in oggetto è confuso in quanto sarebbe sufficiente che i reparti ospedalieri di maternità funzionassero bene. Inoltre il riferimento al contesto familiare allargato è molto debole.

Manca un piano complessivo a favore delle politiche familiari che poteva essere un volano di crescita e di sviluppo nell’ambito della programmazione pluriennale europea, dove, invece, sono state dilapidate ingenti somme per interventi utili solo all’ormai innominabile assessore regionale alla Programmazione Vitagliano, unico vero responsabile della gravissima situazione alla Solagrital e allo zuccherificio. Non so e non sappiamo con quale faccia riesca ancora ad andare in giro per il Molise e a rappresentarlo ai tavoli nazionali e internazionali. Siamo sconcertati e sgomenti dalla reticenza di Iorio a farlo fuori per rendere il Molise meno inquinato.

Oggi per pensare di uscire dal tunnel della crisi è necessario sviluppare politiche a medio e lungo termine che diano ascolto alle famiglie e all’associazionismo familiare. Se qualcuno pensa di poter programmare lo sviluppo e la crescita del futuro senza una forte politica familiare è totalmente in errore.

Noi sappiamo e perciò speriamo sempre che dopo la Nascita del Bambinello e la Passione ci sarà la Resurrezione, che auspichiamo anche per e alla nostra Regione.

Buon Natale a tutti.☺

riformista85@libero.it

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