Libri: “Passiamo all’altra riva” di Benito Giorgetta
“Mai si deve ridurre l’altro al suo errore. Errare è un episodio, un segmento della propria vita, non la condizione unica e definitiva. Occorre invece aiutare ogni persona, con amore, ad andare oltre il proprio errore” (Papa Francesco). E di errori infatti tratta Passiamo all’altra riva di don Benito Giorgetta, di cui Papa Francesco firma la prefazione, un coinvolgente ed interessante viaggio che descrive un percorso di vita particolare.
L’autore intervista un collaboratore di giustizia, Luigi Bonaventura, un tempo affiliato alla ‘ndrangheta calabrese, da decenni ormai inserito in un programma di protezione. Le risposte di Luigi hanno il pregio di spiegare accuratamente non soltanto gli eventi che lo hanno visto protagonista ma anche il nuovo percorso esistenziale che lui, insieme alla moglie e ai due figli, ha intrapreso e sta sperimentando. Un uomo che aveva scelto una strada sbagliata riprende il suo cammino riscoprendo la sua fede religiosa, anche grazie all’affetto familiare; egli è non solo collaboratore per la causa della giustizia, per sventare i delitti mafiosi, ma anche persona sensibile ai problemi della vita, sia per le giovani generazioni, sia per quanti sono nella sua stessa condizione. Luigi Bonaventura ha infatti fondato, insieme alla moglie, l’associazione “Sostenitori dei Collaboratori e Testimoni di Giustizia” che vuole valorizzare gli strumenti di lotta alla criminalità e soprattutto sostenere i familiari dei collaboratori. Questi ultimi e i testimoni di giustizia, preziosissimi per lo svolgimento delle indagini sulla criminalità organizzata, necessitano però di maggiori tutele: don Benito affronta il tema in maniera chiara e dettagliata, inserendolo nell’ambito più vasto della detenzione e della “cura” di quanti affrontano questa esperienza. Parte delle sue riflessioni sono state pubblicate anche sulla nostra rivista.
Con uno stile impetuoso, che fa trasparire una sincera partecipazione umana, oltre che spirituale, l’autore infatti espone le problematiche legate alla vita dietro le sbarre, alla riabilitazione, alla protezione di coloro che decidono di abbandonare il mondo della criminalità. L’intervista a Luigi Bonaventura consente di comprendere come una persona possa essere condizionata dall’ambiente malavitoso in cui cresce, quanto sia difficile abbandonare una forma di educazione mafiosa, i motivi per cui decida di uscire dal circolo delittuoso, quali sono e saranno i suoi nuovi obiettivi.
Don Luigi Ciotti, presidente di Libera contro le mafie, che firma la postfazione al volume, riconosce quanto sia importante rescindere i lacci funesti che tengono agganciati “all’ambiente criminale, per aprirsi a relazioni più autentiche”.
