Sto traducendo un libro, dall’italiano al tedesco. Il libro si intitola Il comunismo, spiegato ai bambini capitalisti e l’autore è uno svizzero di nome Gérard Thomas. Il suo linguaggio è chiaro, diretto e tradurlo è un lavoro piuttosto facile. Per le prime 170 pagine mi è bastato un mese di lavoro, ma adesso, quasi alla fine, in una giornata riesco a tradurre poche pagine alla volta.
Il penultimo capitolo parla del periodo dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla fine del Millenovecento. Praticamente la maggior parte della mia vita. Mai, come adesso, mi sono accorta di quanto bene mi ha trattato il destino, facendomi nascere e vivere in questa parte del mondo. In quel periodo ci sono state tante guerre, e ce ne sono ancora in corso, ma sempre lontano da casa mia. In quel periodo, nel mondo, sono morti milioni di uomini, donne e bambini. Nella Guerra di Corea tre milioni, in quella del Vietnam un milione e mezzo di vietnamiti e 60 mila americani, in Cambogia, sotto il regime dei Khmer rossi, 6 milioni. Poi c’è stata la guerra nella ex – Yugoslavia, la guerra in Iraq, guerre in parecchi paesi africani. E ci sono stati i colpi di stato in Brasile, Cile, Uruguay ed Argentina. E c’è la fame che in tutti questi anni ha ammazzato forse più persone di quelle morte in guerra. E ci sono le catastrofi naturali, e le malattie che fanno migliaia di morti in una settimana. E ci sono i milioni di persone che a causa della guerra o della fame sono costretti a lasciare la loro casa, il loro paese, per cercare un angolo del mondo dove vivere e far crescere i loro bambini… Tutti questi pensieri mi impediscono di lavorare ed anche di dormire. Mi chiedo quale sarà il futuro dei miei nipoti, o dei bambini che giocano nel cortile di casa mia. Penso ai dinosauri, che milioni di anni fa, improvvisamente, sono spariti dalla terra, e ancora non si conosce esattamente il motivo della loro estinzione. Sarà che erano diventati troppo invadenti, troppo pericolosi per la natura? La loro sparizione sarà stata una vendetta della natura? E la natura, un giorno, non farà sparire anche noi, esseri umani? I motivi non mancano…
Questi sono i pensieri che mi perseguitano in questi giorni. Il cielo sopra Berlino è grigio, costantemente, e mi invade la nostalgia di Bonefro. Internet mi permette di vedere la TV italiana, ma questo non migliora il mio stato d’animo. Recessione, stagnazione, licenziamenti, delocalizzazione delle fabbriche, attacchi contro i sindacati che sono chiamati “conservatori”. Sì, forse lo sono, ma io non lo vedo come una cosa negativa. Vogliono conservare i diritti dei lavoratori. Il primo sindacato, nel mondo, nacque in Inghilterra nel 1868. Il sindacalismo si è diffuso in tutto il mondo, e furono molti gli operai che hanno lottato (e in qualche parte del mondo lottano ancora) per avere un’organizzazione che difende i loro diritti. E adesso, a causa del fatto che il capitalismo ha inventato il lavoro precario, dobbiamo seppellire i sindacati?
Ma più che questa discussione sui sindacati mi colpisce una frase che ho sentito in questi giorni in tutti i talk-show italiani: C’è sempre un o una partecipante che dice, con la faccia di uno che ha mangiato qualcosa indigeribile: “Ma smettiamola con le ideologie!”
Smettiamola con le ideologie? Ideologia vuole dire: parlare, discutere delle idee. Ma come, questi partecipanti ai talk show non sono esseri umani? E l’essere umano non si distingue dagli animali per il fatto di avere delle idee? Giuste o sbagliate che siano, ma sono idee, e se vogliamo fare avanzare la società, ne dobbiamo parlare, discutere. O sarà il nostro futuro un mondo senza confronto tra le idee, senza discussione? Vivremo tutti soltanto twittando qualsiasi cosa che ci passa per la testa? Va bene, twittando posso evitare la discussione, perché nessuno è obbligato a rispondermi, e cosi posso twittare e pensare che ho ragione e nessuno mi contraddice. Molto comodo…
Non credo che quello sarà un mondo migliore. Milioni di persone rinchiuse nelle loro case, che comunicano via facebook o con un twit, forse non sono esposte alle malattie contagiose, ma saranno sempre meno umani. ☺
Sto traducendo un libro, dall’italiano al tedesco. Il libro si intitola Il comunismo, spiegato ai bambini capitalisti e l’autore è uno svizzero di nome Gérard Thomas. Il suo linguaggio è chiaro, diretto e tradurlo è un lavoro piuttosto facile. Per le prime 170 pagine mi è bastato un mese di lavoro, ma adesso, quasi alla fine, in una giornata riesco a tradurre poche pagine alla volta.
Il penultimo capitolo parla del periodo dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla fine del Millenovecento. Praticamente la maggior parte della mia vita. Mai, come adesso, mi sono accorta di quanto bene mi ha trattato il destino, facendomi nascere e vivere in questa parte del mondo. In quel periodo ci sono state tante guerre, e ce ne sono ancora in corso, ma sempre lontano da casa mia. In quel periodo, nel mondo, sono morti milioni di uomini, donne e bambini. Nella Guerra di Corea tre milioni, in quella del Vietnam un milione e mezzo di vietnamiti e 60 mila americani, in Cambogia, sotto il regime dei Khmer rossi, 6 milioni. Poi c’è stata la guerra nella ex – Yugoslavia, la guerra in Iraq, guerre in parecchi paesi africani. E ci sono stati i colpi di stato in Brasile, Cile, Uruguay ed Argentina. E c’è la fame che in tutti questi anni ha ammazzato forse più persone di quelle morte in guerra. E ci sono le catastrofi naturali, e le malattie che fanno migliaia di morti in una settimana. E ci sono i milioni di persone che a causa della guerra o della fame sono costretti a lasciare la loro casa, il loro paese, per cercare un angolo del mondo dove vivere e far crescere i loro bambini… Tutti questi pensieri mi impediscono di lavorare ed anche di dormire. Mi chiedo quale sarà il futuro dei miei nipoti, o dei bambini che giocano nel cortile di casa mia. Penso ai dinosauri, che milioni di anni fa, improvvisamente, sono spariti dalla terra, e ancora non si conosce esattamente il motivo della loro estinzione. Sarà che erano diventati troppo invadenti, troppo pericolosi per la natura? La loro sparizione sarà stata una vendetta della natura? E la natura, un giorno, non farà sparire anche noi, esseri umani? I motivi non mancano…
Questi sono i pensieri che mi perseguitano in questi giorni. Il cielo sopra Berlino è grigio, costantemente, e mi invade la nostalgia di Bonefro. Internet mi permette di vedere la TV italiana, ma questo non migliora il mio stato d’animo. Recessione, stagnazione, licenziamenti, delocalizzazione delle fabbriche, attacchi contro i sindacati che sono chiamati “conservatori”. Sì, forse lo sono, ma io non lo vedo come una cosa negativa. Vogliono conservare i diritti dei lavoratori. Il primo sindacato, nel mondo, nacque in Inghilterra nel 1868. Il sindacalismo si è diffuso in tutto il mondo, e furono molti gli operai che hanno lottato (e in qualche parte del mondo lottano ancora) per avere un’organizzazione che difende i loro diritti. E adesso, a causa del fatto che il capitalismo ha inventato il lavoro precario, dobbiamo seppellire i sindacati?
Ma più che questa discussione sui sindacati mi colpisce una frase che ho sentito in questi giorni in tutti i talk-show italiani: C’è sempre un o una partecipante che dice, con la faccia di uno che ha mangiato qualcosa indigeribile: “Ma smettiamola con le ideologie!”
Smettiamola con le ideologie? Ideologia vuole dire: parlare, discutere delle idee. Ma come, questi partecipanti ai talk show non sono esseri umani? E l’essere umano non si distingue dagli animali per il fatto di avere delle idee? Giuste o sbagliate che siano, ma sono idee, e se vogliamo fare avanzare la società, ne dobbiamo parlare, discutere. O sarà il nostro futuro un mondo senza confronto tra le idee, senza discussione? Vivremo tutti soltanto twittando qualsiasi cosa che ci passa per la testa? Va bene, twittando posso evitare la discussione, perché nessuno è obbligato a rispondermi, e cosi posso twittare e pensare che ho ragione e nessuno mi contraddice. Molto comodo…
Non credo che quello sarà un mondo migliore. Milioni di persone rinchiuse nelle loro case, che comunicano via facebook o con un twit, forse non sono esposte alle malattie contagiose, ma saranno sempre meno umani. ☺
Sto traducendo un libro, dall’italiano al tedesco. Il libro si intitola Il comunismo, spiegato ai bambini capitalisti e l’autore è uno svizzero di nome Gérard Thomas.
Sto traducendo un libro, dall’italiano al tedesco. Il libro si intitola Il comunismo, spiegato ai bambini capitalisti e l’autore è uno svizzero di nome Gérard Thomas. Il suo linguaggio è chiaro, diretto e tradurlo è un lavoro piuttosto facile. Per le prime 170 pagine mi è bastato un mese di lavoro, ma adesso, quasi alla fine, in una giornata riesco a tradurre poche pagine alla volta.
Il penultimo capitolo parla del periodo dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla fine del Millenovecento. Praticamente la maggior parte della mia vita. Mai, come adesso, mi sono accorta di quanto bene mi ha trattato il destino, facendomi nascere e vivere in questa parte del mondo. In quel periodo ci sono state tante guerre, e ce ne sono ancora in corso, ma sempre lontano da casa mia. In quel periodo, nel mondo, sono morti milioni di uomini, donne e bambini. Nella Guerra di Corea tre milioni, in quella del Vietnam un milione e mezzo di vietnamiti e 60 mila americani, in Cambogia, sotto il regime dei Khmer rossi, 6 milioni. Poi c’è stata la guerra nella ex – Yugoslavia, la guerra in Iraq, guerre in parecchi paesi africani. E ci sono stati i colpi di stato in Brasile, Cile, Uruguay ed Argentina. E c’è la fame che in tutti questi anni ha ammazzato forse più persone di quelle morte in guerra. E ci sono le catastrofi naturali, e le malattie che fanno migliaia di morti in una settimana. E ci sono i milioni di persone che a causa della guerra o della fame sono costretti a lasciare la loro casa, il loro paese, per cercare un angolo del mondo dove vivere e far crescere i loro bambini… Tutti questi pensieri mi impediscono di lavorare ed anche di dormire. Mi chiedo quale sarà il futuro dei miei nipoti, o dei bambini che giocano nel cortile di casa mia. Penso ai dinosauri, che milioni di anni fa, improvvisamente, sono spariti dalla terra, e ancora non si conosce esattamente il motivo della loro estinzione. Sarà che erano diventati troppo invadenti, troppo pericolosi per la natura? La loro sparizione sarà stata una vendetta della natura? E la natura, un giorno, non farà sparire anche noi, esseri umani? I motivi non mancano…
Questi sono i pensieri che mi perseguitano in questi giorni. Il cielo sopra Berlino è grigio, costantemente, e mi invade la nostalgia di Bonefro. Internet mi permette di vedere la TV italiana, ma questo non migliora il mio stato d’animo. Recessione, stagnazione, licenziamenti, delocalizzazione delle fabbriche, attacchi contro i sindacati che sono chiamati “conservatori”. Sì, forse lo sono, ma io non lo vedo come una cosa negativa. Vogliono conservare i diritti dei lavoratori. Il primo sindacato, nel mondo, nacque in Inghilterra nel 1868. Il sindacalismo si è diffuso in tutto il mondo, e furono molti gli operai che hanno lottato (e in qualche parte del mondo lottano ancora) per avere un’organizzazione che difende i loro diritti. E adesso, a causa del fatto che il capitalismo ha inventato il lavoro precario, dobbiamo seppellire i sindacati?
Ma più che questa discussione sui sindacati mi colpisce una frase che ho sentito in questi giorni in tutti i talk-show italiani: C’è sempre un o una partecipante che dice, con la faccia di uno che ha mangiato qualcosa indigeribile: “Ma smettiamola con le ideologie!”
Smettiamola con le ideologie? Ideologia vuole dire: parlare, discutere delle idee. Ma come, questi partecipanti ai talk show non sono esseri umani? E l’essere umano non si distingue dagli animali per il fatto di avere delle idee? Giuste o sbagliate che siano, ma sono idee, e se vogliamo fare avanzare la società, ne dobbiamo parlare, discutere. O sarà il nostro futuro un mondo senza confronto tra le idee, senza discussione? Vivremo tutti soltanto twittando qualsiasi cosa che ci passa per la testa? Va bene, twittando posso evitare la discussione, perché nessuno è obbligato a rispondermi, e cosi posso twittare e pensare che ho ragione e nessuno mi contraddice. Molto comodo…
Non credo che quello sarà un mondo migliore. Milioni di persone rinchiuse nelle loro case, che comunicano via facebook o con un twit, forse non sono esposte alle malattie contagiose, ma saranno sempre meno umani. ☺
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