Pluriclassi?
2 Ottobre 2014
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Pluriclassi?

Anche quest’anno la solita triste e sconcertante  storia che vede in molte scuole molisane il proliferare delle famigerate pluriclassi. Una prassi di ripiego, emergenziale che non ha nessun fondamento pedagogico e che spesso, è usata in modo inopportuno, per risparmiare risorse e favorire le richieste di amministratori ipocriti, sempre a caccia di facili consensi elettorali, sulla pelle di centinaia di studenti. Ci sembra opportuno  evidenziare che il modello pedagogico delle pluriclassi è ancora sperimentale e viene adottato in vaste realtà montane e in piccole isole, spesso nella scuola primaria, per oggettive avverse condizioni ambientali e infrastrutturali, che rendono pericolosi gli spostamenti dei piccoli studenti. Tale consuetudine mal si adatta alla realtà orografica molisana, in cui i centri urbani sono molto vicini tra loro e consentono agli alunni che frequentano le scuole secondarie brevi spostamenti per raggiungere le scuole che meglio rispondono ai criteri di modernità e sicurezza e alle esigenze didattiche, necessarie per un’efficace formazione pedagogico-formativa. Spesso tenere aperte le numerose irrealtà scolastiche provoca solo alti costi di gestione e nessun vantaggio in termini di maturazione, socializzazione, apprendimento per gli alunni. Le pluriclassi provocano, inoltre, preoccupanti fenomeni discriminatori poiché privano gli studenti, per gli alti costi, di adeguati spazi educativi, come palestre, mediateche, laboratori, ausili e sussidi didattici, che una piccola realtà scolastica non potrà mai avere. A tutto questo, bisogna aggiungere e non sottovalutare l’assenza di una specifica formazione degli insegnanti, del tutto impreparati ad affrontare le complesse dinamiche educativo-didattiche che si sviluppano in una pluriclasse. Ci auguriamo che agli studenti molisani venga tutelato il diritto allo studio, attraverso la  realizzazione di nuovi e funzionali “poli scolastici” rispondenti ai criteri normativi sulla sicurezza che possano offrire delle classi “normali” e l’opportunità di poter studiare con le migliori metodologie didattiche  possibili, che rispettino la diversità di ognuno. ☺

Elvio Petrecca

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