Residenze per la salute mentale
30 Ottobre 2014
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Residenze per la salute mentale

Il tema che abbiamo deciso di trattare in questo spazio ci riguarda da vicino, ma affonda le radici lontano, nel tempo e nello spazio; la comunità terapeutica per pazienti psichiatrici na- sce in Inghilterra durante gli anni ’50, in aperta rottura rispetto al modello manicomiale di gestione dei pazienti. In particolare, furono la contestazione del modello verticistico di gestione del potere, la critica delle condizioni disumane in cui i pazienti versavano e la constatazione della scarsa valenza terapeutica del modello classico a muovere i pionieri della Comunità terapeutica verso la formulazione di una alternativa concreta. Come afferma Hinshelwood, gli obiettivi e gli strumenti utilizzati per l’attuazione dell’alternativa furono diversi, ed inizialmente ancora legati al modello dell’ospedale psichiatrico stesso: la riduzione quantitativa degli spazi di vita, con un passaggio dalle enormi strutture ospedaliere psichiatriche a comunità a misura d’uomo, nel rispetto delle esigenze esistenziali dei pazienti; avvicinamento degli ospedali alle località di appartenenza dei pazienti, al fine di favorire un loro reintegro nel tessuto sociale di appartenenza, scoraggiando la separazione e la conseguente nascita di pregiudizi causati dalla scarsa conoscenza della malattia mentale; soprattutto, diffusione della responsabilità nei processi di decisione e autodeterminazione dei pazienti, altrimenti legati ad una logica – quella dell’ospedale psichiatrico classico – verticistica e non democratica.

L’insieme di questi elementi può essere considerato come l’immediata serie di precedenti che ha dato vita al movimento delle Comunità Terapeutiche; gran parte di queste oggi condividono gli assunti fondamentali descritti in precedenza, pur nelle differenze ideali e materiali che il contesto storico e geografico determinano. Non ci è concesso dettagliare la storia – vasta ed interessante – della Comunità Terapeutica nel secondo dopoguerra; rinviamo alla ampia letteratura che tratta l’argomento secondo punti di vista terapeutico-clinici, politici, ideologici, economici e culturali.

Di seguito presentiamo una breve descrizione della quotidianità secondo un ospite della Comunità ed il disegno del mese di Sergio Petrillo, con il quale l’autore intende evidenziare il processo di miglioramento della qualità della vita durante la permanenza presso la Residenza a media intensità di Casacalenda.☺

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