Sulle spalle dei giganti
2 Aprile 2016
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Sulle spalle dei giganti

Amare la terra, la propria terra; battersi in difesa dell’ambiente perché non sia stravolto, saccheggiato, preda di affaristi senza scrupoli; non demonizzare la politica, indispensabile per vivere, ma spronare, contestare, essere alternativi, e dunque, quando occorre, anche rovesciare la classe dirigente, troppo spesso al di sotto di ogni attesa; accogliere l’altro, ogni altro, soprattutto se in stato di bisogno, senza guardare la provenienza o il colore della pelle; affiancarsi e supportare chiunque lotta per rivendicare diritti inalienabili; essere sempre e comunque artigiani di pace, denunciando la deriva militarista e guerrafondaia dei governi interessati alla produzione e commercio di armi, perché solo una umanità solidale può avere un futuro; vivere la fede come lievito e non valore aggiunto. Sono queste le maggiori passioni condivise che ci hanno fatto rafforzare legami e simpatia all’indomani del terremoto del 31 ottobre 2002 quando la speranza indignata cominciò a impastare il faticoso e interminabile cammino di ricostruzione, impedendo alla rassegnazione di averla vinta. È l’eredità che ci lasci negli oltre cento articoli che hai scritto per questa rivista, parte di te. Con nuova lena proseguiamo e ci tuffiamo nella storia perché la barbarie non abbia il sopravvento, con la certezza di saperti ancora con noi, anche se non più tra noi, dato che ora già abiti il nostro futuro.

La tua voce risuona insieme con la nostra ora che gridiamo con forza il Sì al referendum abrogativo del 17 aprile, perché non si rinnovino le concessioni per trivellare intorno alle nostre coste, un urlo che sturi le orecchie di governanti che sperano nel non raggiungimento del quorum e perciò hanno voluto separarlo dalla consultazione elettorale delle prossime amministrative. Voteremo Sì: “per difendere le coste italiane dalle devastazioni, dal degrado e dai pericoli provocati dalle trivellazioni; per difendere dall’inquinamento l’ambiente marino e tutte le sue forme di vita; per difendere il diritto di tutte le persone alla salute e a un ambiente salubre; per difendere il diritto delle generazioni future a un mondo vivibile; per difendere la bellezza della natura, un bene comune prezioso e insostituibile; per far prevalere la ragione, la responsabilità, il diritto, la solidarietà” (Peppe Sini). Un Sì appassionato e gioioso perché terra e mare tornino a danzare in un abbraccio fecondo di vita, senza più nessun timore. Un Sì che suoni come un inno al futuro.

Difendere l’ambiente dovrebbe essere una necessità primaria degli amministratori che sgovernano la nostra regione sulla scia di predecessori che, detto per inciso, non rimpiangiamo assolutamente. Da anni con la Lorenzo Milani in tanti chiediamo il registro dei tumori per mappare il territorio, ma al danno si unisce la beffa di promesse rimandate sine die e così ti sei aggiunto agli altri due nostri cari collaboratori, Piergiorgio Acquistapace e Giulia D’Ambrosio, falciati dallo stesso male. Storie diverse come diversi erano gli ambienti e le provenienze, eppure accomunati dalla stessa sorte in una regione che non esiste ma che, anziché essere isola felice, annienta vite splendide nella noncuranza di chi dovrebbe contribuire a tutelare la salute. Arriverà il giorno in cui sarà chiesto il conto a queste persone senza futuro?

Con noi hai alzato la voce in favore della ricostruzione, dandoci appoggio incondizionato. Alcuni dicono di essere stanchi di sentir parlare ancora di terremotati, vorrebbero che ci occupassimo di altro. Noi diciamo che i terremotati sono molto più stanchi di essere terremotati! Perciò continuiamo a denunciare gli ingiustificabili ritardi nei pagamenti dei lavori già effettuati, la lentezza nel portare avanti le opere a cui sono costretti gli imprenditori che ancora non falliscono, la farraginosa macchina di controllo, per giunta smantellata, senza aver trovato in anticipo una soluzione valida perché non resti tutto inceppato. L’apparato di tecnici, controllori, imprenditori, amministratori sarebbe dovuto essere funzionale al rientro a casa dei terremotati, visto che Iorio ha dilapidato il denaro che doveva servire alla ripresa produttiva dei paesi colpiti dal sisma. Se questo non accade non può essere colpa del destino! Se non si ha fretta di comporre una giunta per amministrare la regione, facendosi trascinare in irresponsabili giochi di veti e pretese da politicanti senza arte né parte, come si può comprendere la necessità di chi, catapultato fuori casa, cerca semplicemente un tetto stabile per affrontare un meno incerto futuro?

La tua e la nostra indignazione continua ad essere incontenibile di fronte all’indifferenza, spesso addirittura ostilità che serpeggia, neppure più velatamente, nei confronti di richiedenti asilo, profughi, immigrati, clandestini. Tanti nomi per non parlare di persone costrette ad abbandonare la propria terra in cerca semplicemente di una misera speranza di vita. Mentre la politica discute e si accapiglia, le persone muoiono sotto i nostri occhi tra una pubblicità di pannolini e una di creme di bellezza. Le destre, sempre più xenofobe e razziste, fanno leva sulla pancia degli elettori che, per paura e falso bisogno di sicurezza, tappano le orecchie, per non ascoltare le grida disperate, e gli occhi, per non vedere le tragedie a cui condanniamo milioni di persone che hanno la sola colpa di voler sognare un futuro.

Grazie per quello che sei stato e continui ad essere per tutti noi che abbiamo avuto la ventura di percorrere un tratto di strada insieme. Noi, nani sulle spalle di giganti come te, continuiamo la lotta perché a nessuno venga rubato il futuro.

Un abbraccio.☺

 

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