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Non è scorretto sottolineare quanto l’impreparazione, lo spontaneismo, l’ improvvisazione che caratterizzano una parte del lavoro di accoglienza e cura non sia un caso, una svista, un errore del sistema, quanto piuttosto la necessaria falla nel cuore del sistema stesso, che ne permette la duplicazione e la continuità

Cos’è l’ambiente? Come scrive E. Minkowski “l’ambiente è qualcosa di completamente diverso dal mondo esterno, dagli oggetti solidi e immutabili che fanno da supporto a questo mondo, dagli stimoli e dalle percezioni del mondo esterno al quale a torto si attribuisce spesso in esclusiva la qualifica di reale.

Chi vorrebbe una prevedibilità assoluta dei risultati riabilitativi a partire da dati e teorie certe, spinge perché si definisca oggettivo l’intero percorso di cura, il quale sarebbe caratterizzato da una teleologia chiara: da uno stato patologico si passa ad uno di relativo benessere, purché si rispettino le premesse che le tecniche di riabilitazione-cura suggeriscono.

Le nuove sfide

A più di trent’anni dalla svolta epocale che ha segnato il passaggio dall’ospedale psichiatrico alla miriade di offerte alternative, (credo sia più opportuno parlare ancora oggi e per molte realtà di case famiglia) permane nella comunità terapeutica il fulcro di un nuovo corso.

L’etica psicoanalitica (di una certa psicoanalisi) muove da presupposti diversi: vive nell’impossibilità di un intervento diretto su quel Reale neurologico, e deve per necessità e per scelta credere ed agire dentro una dimensione Simbolica che possa entrare in tensione con il soggetto nella sua complessità

Porte aperte

Crediamo che partendo da quella apertura e dalla necessità dell’ accoglienza in quanto valore centrale per chi opera nel campo sociale si possano e si debbano costruire percorsi di inclusione rispettosa dell’Altro, che è e resta soggetto portatore di valori non totalmente assimilabili.

La Verità, che è quella cosa che non si può dire direttamente, ma solo costeggiare (come direbbe Lacan, altro maestro attento a non cadere nelle trappole della retorica). Le marginalità sono potenziali momenti di critica dell’esistente, e i dispositivi sociali operano direttamente (e talvolta con le migliori intenzioni: si sa di cosa è lastricata la strada per l’inferno!)

Spesso parliamo di etica psicoanalitica, ma altrettanto frequentemente dimentichiamo di chiarirne i termini, scadendo nella retorica della lotta di civiltà: altro non è, questa etica, che un modo di prendere posizione, non già la somma degli interventi di natura psicoanalitica. La Comunità terapeutica è il luogo delle scelte

Affiancare, dunque, non come tentativo di correggere, ma come chi affronta un pezzo di strada insieme, con la speranza di creare un nuovo modo di guardare alla vita che possa rompere la ripetizione infernale e l’esclusione.