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natale 2012 di Lina D’Incecco
Giunge il Natale quest’anno nell’inverno di molti cuori intristiti dalla crisi. Spuntano gli spot della Festa. Allietano i Presepi, gli addobbi. La Parola rinfranca lo spirito con l’annunzio d’amore e di pace. Pace che non c’è in tanti paesi.
acciaierie dell’ilva di Lina D’Incecco
In quella bolgia di fuoco, di fumo e veleni, in quel magma incandescente c’è la matrice del mondo tecnologico segno del Progresso ma anche della Babele. Il gran colosso agonizza sulla costa di Taranto: esile il respiro delle ciminiere,
mareggiata di Lina D’Incecco
La mareggiata del giorno cavalca senza tregua la notte e rumoreggia nella stanza. S’ode da dietro la collina come di torrente in piena. Controcanto il ticchettio di un orologio a corda. Nel dormiveglia pare ascoltare un armeggiar lontano, un
olimpiadi di Lina D’Incecco
Ogni quattro anni il gran raduno dei campioni dello sport: le Olimpiadi! Quest’anno nel cuore dell’estate sciami di atleti di ogni paese sono approdati una sera a Londra nello stadio sfavillante di luci, un gioiello incastonato di perle, un
ascoltando gershwin di Lina D’Incecco
(Rapsodia in blu) Ascoltando Gershwin una mattina ti ritrovi, per un gioco della fantasia, nel cielo blu della sua rapsodia. Risalendo la scala della sua tastiera, dai toni saltellanti e vivi, incontri un’umanità leggera, quella di New York
romero di Lina D’Incecco
Minuscolo, incastonato nell’Istmo un paese ricco di umanità, di colore El Salvador sconvolto da guerriglia. La terra ne era la causa: meticci contro latifondisti. Semi di giustizia germogliati nei cuori incolti dei campesinos che chiedevano diritti. Atroce la repressione.
ricordi di Lina D’Incecco
Una cartolina di Pasqua! Un ramo di mandorlo in fiore. Gli anni di ripresa,di speranze. Oggi gli auguri volano sui telefonini, su Internet. Allora il mondo era il quartiere. Per la festa vestiti riciclati. Ora perlopiù griffati. Le
le viole di marzo di Lina D’Incecco
Spuntano a marzo sul torrione e sui bastioni del borgo antico le viole, tra pietraie e terriccio. Tuffate in ciuffi di verde, hanno petali di velluto, odore delicato. Le viole sempre più rare, ignorate, insieme alle mimose cantano le
wall street di Lina D’Incecco
la vetrina di Wall Street offre spauracchi. Passa la fiumana di gente: banchieri, faccendieri, impiegati precari, indignati tutti in un calderone d’ansia. S’incupisce l’autunno, grigio sui grattacieli e nei pensieri. La bufera del denaro scoppiata, la crisi della finanza
