Criticità dei documenti di copertura
18 Giugno 2019
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Criticità dei documenti di copertura

I familiari dei collaboratori e dei testimoni di giustizia, una volta schierati dalla parte dello Stato, hanno diritto di sapere, sperare che le loro vite sono in mani sicure che li proteggono, preservano ed assistono. Occorre reagire con ferma determinazione e dilagante legalità, ristabilendo, tempestivamente, ordine, rispetto delle regole e la più trasparente verità. Ogni minuto perso è per le aggregazioni malavitose e mafiose un canto di vittoria, di sopraffazione. Tutti coloro che hanno aderito ai programmi di protezione hanno diritto di rispetto, di risposte, di tutela. Hanno già pagato un alto prezzo a livello di sangue, occorre non farla diventare una devastante e destabilizzante emorragia. Ma, come si diceva, le regole della protezione sono obsolete, superate dalla tecnologia, dallo stile nuovo di vita. La legge è retrodatata e non è mai stata aggiornata.Tutto questo impone, doverosamente, degli interrogativi a cui si deve rispondere non cattedraticamente, accademicamente, ma concretamente. I familiari hanno diritto di sapere, sperare, che le loro vite sono ancora in mani sicure che li proteggono, preservano ed assistono. Prima di tutto si deve ribadire categoricamente e con tutte le forze che non si vuole essere scolari di questo linguaggio e di questo tipo di azione, ma ad essa occorre reagire con ferma determinazione e dilagante legalità, ristabilendo, tempestivamente, ordine, rispetto delle regole e la più trasparente legalità. Ogni munito perso è per loro canto di vittoria.

Nel momento in cui si entra a far parte del programma di protezione, sia come collaboratore di giustizia che testimone di giustizia, sia come familiari appartenenti ai collaboratori, si viene dotati di documenti di copertura. Questa copertura, ormai obsoleta e lacunosa, non ha potuto tenere conto dello sviluppo tecnologico in cui è entrata la società contemporanea soprattutto con l’avvento di Internet e annessi e connessi. Appare evidente, da quanto riferito da chi ne è possessore, e, quindi dal racconto da loro esperito, che questi documenti li rendono prigionieri di un sistema e di una burocrazia che in effetti paralizza, imbavaglia, non permettendo loro di svolgere una regolare vita sociale, lavorativa. Neppure è possibile attendere al proprio stato di salute senza incontrare difficoltà. Sono una sorta di viventi invisibili. Impossibilitati ad esercitare i loro diritti prioritari e sacrosantamente sanciti dalla costituzione italiana. Con il possesso dei documenti di copertura:

– non è possibile aprire una partita i.v.a.;

– non si può aprire un conto bancario o conto corrente postale proprio;

– non si può avere un contratto lavorativo a tempo indeterminato;

– non sono possibili visite mediche esibendo il documento perché il nome non corrisponde e non è visibile nei database;

– occorre andare sempre fuori provincia dopo aver acquisito il permesso per poter esibire il documento originale;

– passa molto tempo da quando si richiede il documento originale per queste operazioni, restituendo quello di copertura per poi riaverlo al termine, dopo tempi lunghissimi;

– non è possibile fare duplicazioni di documenti smarriti (riferito a quelli di copertura)

– non si possono firmare contratti di nessun genere;

– non si possono fare acquisti online;

– i titoli accademici, i diplomi scolastici non sono spendibili perché ci sono i nomi e cognomi originali che non corrispondono con quelli di copertura;

– altrettanto dicasi per la non possibile presentazione di currulum vitae per qualsivoglia operazione o necessità;

– non si possono stipulare assicurazioni di nessun tipo (incolumità, responsabilità, integrazioni pensionistiche ecc.);

– i documenti originali o fittizi non possono avere uguale indirizzo tra domicilio e residenza manifestando disparità e suscitando interrogativi;

– non è possibile intestarsi una macchina;

– le iscrizioni scolastiche con nomi di copertura non aiutano l’anonimato in quanto i dirigenti scolastici debbono sapere le generalità vere perché esibite dai certificati anagrafici;

– nelle eventuali gite scolastiche non ci sono coperture assicurative perché si partecipa con i nomi di copertura che, ovviamente, non risultano;

– ogni possessore della carta rossa (carta di credito fornita dal ministero ove confluiscono i contributi mensili) è sottoposto a giudizio perché si vede la provenienza dell’erogatore (ministero) e qualsiasi impiegato può risalire alla vera identità in quanto si insospettisce;

– al momento della eventuale capitalizzazione (trattamento economico di fine programma concordato) ugualmente si vede la provenienza dei soldi;

– quando viene assegnato un domicilio per la famiglia sono case intestate o affittate direttamente dal ministero, tutti sanno a cosa servono;

– spesso vengono usate per decenni le stesse case, cambiano gli abitanti, ma la casa, da tutti conosciuta, come casa per collaboratori, è criticata ed additata;

– dopo la capitalizzazione ti danno un assegno per il rogito ed è intestato al ministero. È facile da parte del notaio, delle agenzie, degli impiegati comprendere la provenienza e la  motivazione esponendo le persone a rischio di riconoscimento ed individuazione anche perché il successivo pagamento, per ultimare l’operazione, giustamente è fatto dal ministero;

– molte volte vivono come dirimpettai diversi collaboratori in palazzi adiacenti se non addirittura nello stesso stabile.

– nelle periodiche visite dei n.o.p. (nucleo operativo protezione), quando nello stabile o negli stabili adiacenti, ci sono diversi collaboratori, gli incontri vengono fatti dovendo uscire di casa e recarsi nei posti convenuti;

– con internet, google map, google earth, chiunque vuoglia controllare le domiciliazioni indicate nei documenti di copertura scopre che appartengono a caserme, stabili ministeriali, suscitando dubbi curiosità e illazioni.

– insomma i documenti di copertura hanno una “coperta” troppo stretta, tanto che lasciano molto a desiderare in quanto a sicurezza, obbligando, talvolta, a desiderare le proprie generalità pur di poter vivere decentemente.☺

 

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