L’uguaglianza di genere
8 giugno 2018
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L’uguaglianza di genere

L’assemblea generale dell’ONU del 25 settembre 2015, che ha promosso il progetto Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, nel quinto obiettivo si propone di “raggiunge- re l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze”. Obiettivo articolato in sei punti: 5.1) Porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e ragazze 5.2) Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine, sia nella sfera privata che in quella pubblica, compreso il traffico di donne e lo sfruttamento sessuale e di ogni altro tipo. 5.3) Eliminare ogni pratica abusiva come il matrimonio combinato, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni genitali femminili. 5.4) Riconoscere e valorizzare la cura e il lavoro domestico non retribuito, fornendo un servizio pubblico, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione di responsabilità condivise all’interno delle famiglie, conformemente agli standard nazionali. 5.5) Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica. 5.6) Garantire accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti in ambito riproduttivo, come concordato nel Programma d’Azione della Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo e dalla Piattaforma d’Azione di Pechino e dai documenti prodotti nelle successive conferenze.

La strategia di avvio del processo prevede: a) avviare riforme per dare alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche così come alla titolarità e al controllo della terra e altre forme di proprietà, ai servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in conformità con le leggi nazionali; b) rafforzare l’utilizzo di tecnologie abilitanti, in particolare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, per promuovere l’emancipazione della donna; c) adottare e intensificare una politica sana ed una legislazione applicabile per la promozione della parità di genere e l’emancipazione di tutte le donne e bambine, a tutti i livelli

Situazione in Italia

In tema di contrasto alle discriminazioni (Target 5.1) il perpetuarsi di stereotipi nei ruoli maschili e femminili nelle famiglie e nella società, accompagnato da criteri di selezione non basati sul merito, rendono difficile rompere il cosiddetto “soffitto di cristallo”, che pone gli uomini in posizione dominante nelle imprese e le istituzioni. Va segnalato l’aumento delle risorse finanziarie (20 milioni di euro) per il contrasto alle discriminazioni stabilito dalla Legge di Bilancio, mentre con il DPCM 16 giugno 2017 e la successiva circolare (n. 25 del Ministero delle Finanze del 05.07.2017) è stata avviata la sperimentazione del “bilancio di genere”. La stessa legge, per quanto concerne il cosiddetto “congedo papà” rende possibile ai padri due giorni di congedo obbligatorio e due giorni di congedo facoltativo.

Per ciò che concerne l’ eliminazione della violenza contro le donne (Target 5.2) i dati più recenti indicano la stabilità dei femminicidi e degli stupri, anche se aumenta la gravità delle violenze subite dalle donne e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita. Il Governo ha portato la dotazione per il “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere” a 10 milioni di euro annui per il triennio 2017-2019. Con la Legge n. 47/2017 (“Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”) sono stati stanziati 20 milioni per il “Piano Nazionale Anti Tratta” per il contrasto al fenomeno della tratta di esseri umani ed è stata stabilita un’apposita Cabina di regia. L’8 marzo 2017 è stato sottoscritto un accordo nazionale per il settore bancario riguardante la concessione di speciali congedi per le donne vittime di violenza.

Al fine di eliminare le pratiche nocive per le donne (Target 5.3) i dati internazionali riportano che il fenomeno dei matrimoni delle bambine, forzato e combinato, e delle mutilazioni genitali femminili è in diminuzione. Una nuova Convenzione tra l’Istat e il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio metterà in atto una terza indagine interamente dedicata al fenomeno della violenza di genere, che include anche una rilevazione dei dati sulle mutilazioni genitali femminili.

Per assicurare una piena ed effettiva partecipazione e pari opportunità di leadership a tutti i livelli (Target 5.5) negli ultimi anni sono stati raggiunti alcuni risultati positivi sulla rappresentanza a livello locale, anche se permane il mancato rispetto del previsto equilibrio di genere in molte Giunte comunali. Nel Governo nazionale le titolari di dicasteri sono scese al 27,78% (nel precedente Esecutivo erano il 50%), le viceministre sono il 14,29% del totale, mentre tra i sottosegretari il 31,43% è donna. Queste tendenze dimostrano la variabilità dei risultati frutto di scelte politiche del momento. Restano poche anche le donne che ricoprono posizioni chiave all’interno del Parlamento: se le deputate sono il 31% del totale, solo il 19% degli incarichi di peso è assegnato a donne. Preoccupa la scarsa presenza di donne elette in molti Consigli regionali, pari al 18% nelle ultime elezioni del 2015, causata dal rifiuto da parte della maggior parte dei Consigli di introdurre norme di garanzia di genere. “Le assessore” regionali sono molto rare nelle tre materie che compongono la quasi totalità dei budget regionali: bilancio (dove sono appena il 15%), urbanistica, infrastrutture e trasporti (24%) e sanità (25%). La quota delle donne nei consigli di amministrazione delle imprese quotate in Borsa e a partecipazione pubblica è aumentata.☺

 

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