paesi creativi
31 Agosto 2010
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“R…estate in città”, qualche anno fa, era la simpatica invocazione che il comune di Campobasso rivolgeva ai propri cittadini, con il duplice scopo di frenare l’emorragia di “aficionados” del weekend mordi e fuggi sul litorale, e di creare opportunità di svago e intrattenimento verso chi, per scelta o per cause di forza maggiore, era destinato a passare le vacanze nel capoluogo. Qualche spettacolo musicale in Piazza Municipio, o tra Piazza Prefettura e Piazzetta Palombo, rappresentazioni teatrali nella zona di S. Giovanni: non certo un fiume di proposte da stordire l’utente, ok, ma almeno qualcosa c’era, e spesso la frase “vabbè, meglio di niente” calzava a pennello per la debole, ma nonostante tutto presente, estate campobassana degli anni 2000.

Apprendiamo invece che con il cambio di amministrazione comunale, con un anno di distanza alle spalle che ci è servito, suo malgrado, come “test”, le proposte dell’estate campobassana 2010 sono pressoché assenti. Ad eccezione della rassegna teatrale che si svolge nel parco verde di Via Lombardia, baluardo del passatempo per chi non si arrende al solito “struscio” per le vie del Centro o alla programmazione estiva della RaiSet, i campobassani hanno dovuto, giocoforza, imparare a guardarsi altrove. L’assenza di risorse non può essere la sola causa di una mancata programmazione, perchè ci insegnano proprio i comuni limitrofi che senza chiedere la luna, si possono regalare momenti di un certo livello, ricavandone benefici in termini di presenze, incassi, ed impatto sull’opinione pubblica. Fa un po’ male dover rispondere “eh, sì, non c’è niente” all’amico che rientra per le ferie dal Nord, o al compagno di università che finiti gli esami vorrebbe terminare anche la solita trafila dei pub di via Ferrari per passare qualche serata un po’ diversa. L’unico consiglio che viene da dare è quello di fare benzina una volta più del necessario e andare alla scoperta delle offerte nei dintorni.

Al di là delle varie sagre di ogni alimento commestibile, ci sono molte manifestazioni che rischiano di essere ingiustamente oscurate, e che invece meritano la luce dei riflettori per bontà e qualità della proposta. Beato chi si è perso nella voce di Dee Dee Bridgewater, e nella trascinante carica del sound di Horacio Hernandez, che hanno arricchito con la loro esibizione il festival “JAZZ IN CAMPO”, fiore all’occhiello dell’estate di Campodipietra. Tanto di cappello agli organizzatori, qualche tornante più giù, del “Toquinho Toro Festival”, rassegna organizzata da qualche anno allo scopo di ricordare a tutto il Molise che il musicista brasiliano, a cui il festival rende omaggio, è originario proprio di quelle parti; una miscela irresistibile di sound tropicale si è sprigionata tra Campodipietra e Toro, rendendo fertile, suggestivo e gradevole all’orec- chio il periodo finale del mese di luglio. Per i più giovani indie rocker, ed amanti delle sonorità “alternative” un plauso va certamente agli organizzatori del “San Giuliano Rock”, in programma dal 9 al 12 agosto nella cornice verde del sottobosco di San Giuliano del Sannio; una realtà ormai affermata, che riesce a dare lo stesso risalto a nomi del panorama nazionale (ricordiamo, uno su tutti, l’esibizione dello scorso anno degli Afterhours), tanto quanto a mettere in vetrina le gemme preziose, ed ancora ingiustamente nascoste, del rock e dintorni “made in Molise” (su tutti “Il Rumore del Fiore di Carta” e i Postit). Oro colato per chi vuole ancora stupirsi di quanta buona musica ci sia in giro, al di là dei circuiti ufficiali e degli artisti costruiti a tavolino da Mtv o da X-Factor.

Inoltre, per chi ama le arti visive, è diventato senza ombra di dubbio un’istituzione il MOLISE CINEMA FESTIVAL, che si tiene a Casacalenda durante i primi giorni del mese di Agosto; una valanga di cortometraggi da tutto il mondo, accompagnata da altre proiezioni serali di lungometraggi della stagione appena trascorsa, alternati a chicche “nascoste” che vanno riscoperte, con ospiti spesso e volentieri di un certo livello (Elio Germano, Luigi Lo Cascio, ecc.) che valorizzano da un lato la validità di una manifestazione che fa solo del bene, al Molise e ai molisani, e dall’altro l’incantevole cornice del paesaggio ancora incontaminato che fa da sfondo al tutto: oggettivamente, un formidabile veicolo pubblicitario per Casacalenda, e per il Molise tutto.

Riavvolgiamo il nastro, e torniamo al punto di partenza: è davvero così assurdo poter desiderare che un briciolo di spirito imprenditoriale, capacità organizzativa, e soprattutto competenza culturale prima o poi faccia breccia anche a Palazzo San Giorgio? Con tutto il rispetto, che abbiamo ampiamente mostrato tra le righe di questo articolo (complimenti a chi è riuscito a leggere fino in fondo senza mandarci a quel paese), per gli organizzatori degli eventi sopracitati, quando la finiremo di applaudire gli altri, per invitarli a vedere cosa siamo capaci di fare a casa nostra? Giriamo la domanda a chi di dovere, augurandoci di ricevere risposte in tempi rapidi, e possibilmente di contenuto convincente: ma non ci facciamo troppe illusioni. ☺

fradelis@gmail.com

 

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