Canto nella notte
2 Ottobre 2014
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Canto nella notte

“Vegliate!” (Mt 25,13)

Sentinella,

la rugiada rinfresca il ricordo dei sogni notturni,

sogni di speranza fatti ad occhi aperti,

per un mondo ferito

che tu vuoi rendere di nuovo infante.

Sentinella,

l’alba ti saluta e ti omaggia

perché hai visto la guerra all’orizzonte

prima dell’infuriare della battaglia,

ed hai annunciato la pace

prima che la colomba si posasse sul tuo dito destro

che scrive solo sulla sabbia.

Sentinella,

il sole ti illumina perché non hai chiuso i tuoi occhi

dinanzi al dolore dei fratelli

e il Signore ha reso il tuo iride un cielo stellato

che rischiara la notte di chi viaggia solo.

Sentinella, grazie!

Le mie mani si aprono

a versare sul tuo capo olio profumato,

opera femminile celebrata in tutto il mondo

che ricorda che solo l’amore conta

e riempie la terra

delle fragranze dolcissime e vivificanti

del Custode Bellissimo che mai prende sonno

per fare della tua vita un capolavoro.

(a Enzo, neosacerdote, e a tutte le sentinelle il cui canto nella notte fa avanzare la luce del giorno)

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