la parietaria   di Gildo Giannotti
28 Dicembre 2012
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la parietaria di Gildo Giannotti

 

La Parietaria officinalis, della famiglia delle Urticacee, è una pianta erbacea perenne, diffusa soprattutto nelle regioni temperate. Fiorisce da maggio ad ottobre; eccezionalmente anche negli inverni più miti o in luoghi riparati. Può raggiungere, in condizioni favorevoli, l’altezza di un metro.

             Il suo nome deriva dal latino paries, parietis = parete; infatti cresce prevalentemente sui muri, tanto che è conosciuta anche col nome di muraiola; tuttavia la troviamo in ogni angolo di strada e lungo i muretti a secco. Tutta la pianta è ricoperta di minuti peli ricurvi che si attaccano facilmente agli abiti e viene chiamata anche erba vetriola perché in passato veniva sfruttata per pulire bottiglie, fiaschi, bicchieri e oggetti di cristallo, grazie alle foglie lievemente appiccicose che, attaccandosi alle pareti, portavano via lo sporco. Il suo nome dialettale è invece ’a c’m’ciare e deriva dal termine cimice, forse perché l’odore tipico di questa pianta richiama alla nostra memoria olfattiva quello della cimice, insetto emittero parassita dell’uomo che, se schiacciato, o semplicemente toccato, emana un odore ripugnante.

È fra le piante fortemente allergiche e il suo polline può facilmente provocare allergie nelle persone sensibili: tali soggetti devono astenersi dalla raccolta e dalla manipolazione di questa pianta.

Ma la parietaria ha anche delle virtù: contiene un’alta percentuale di potassio e sostanze solforate utili per l’eliminazione di acqua attraverso le vie urinarie e, specialmente se consumata fresca, è molto efficace nella nefrite, nella cistite e nell'espulsione dei calcoli renali e vescicali. È uno dei diuretici più rinfrescanti ed emollienti ed è indicata in tutti i casi in cui vi sia uno stato di infiammazione delle vie urinarie. Un altro utilizzo “empirico” di questa pianta è quello di strofinarla senza troppo vigore sulle parti lese dal contatto con la sostanza urticante dell’ortica, per lenire il prurito. Mescolata proprio assieme alle ortiche, viene inoltre utilizzata nei pastoni per i volatili da cortile al fine di stimolare la produzione delle uova e favorire la colorazione dei tuorli.

L’intera pianta si raccoglie al momento della fioritura, eliminando le radici e la parte inferiore del fusto. Nell’uso popolare, le giovani foglie primaverili, private del picciolo e lessate per dieci minuti, vengono impiegate come gli spinaci e sono ottime anche per ripieni, frittate, minestre o come contorno insieme ad altre erbe di campo. Ma con la parietaria si possono preparare anche piatti più sofisticati: i conchiglioni ripieni, le crespelle di parietaria, le seppie con contorno di parietaria, la parietaria soffritta in sugo di pane e una gustosa vellutata da servire con dadini di pane tostato.

Tra i primi sono senz'altro da raccomandare le crespelle alla parietaria, realizzabili con 100 g di farina, un bicchiere di latte, due uova, sale e pepe, 150 g di germogli e foglie tenere di parietaria, 300 g di ricotta, parmigiano reggiano grattugiato, noce moscata, 60 g di burro, una mozzarella, 100 g di panna. In una ciotola mettere la farina, il latte, l’uovo, sale e pepe. Mescolare bene fino ad ottenere una pastella omogenea, coprire e lasciar riposare per un’ora a temperatura ambiente. Imburrare un padellino, versare tre cucchiai di pastella e far cuocere da entrambe le parti; ripetere l’operazione sino ad esaurimento della pastella. Nel frattempo mondare, lavare e lessare le foglie di parietaria; strizzarle, tritarle e unirle alla ricotta con un uovo, tre cucchiai di parmigiano, la noce moscata, il sale e il pepe. Farcire le crespelle con il composto e i dadini di mozzarella. Arrotolarle e allinearle in una pirofila bene imburrata. Distribuirvi sopra i riccioli di burro, spolverare con parmigiano reggiano grattugiato, bagnare con la panna e cuocere in forno a 190° per trenta minuti.

Per realizzare invece il piatto di pesce, occorrono 800 g di seppie piccole, mezzo bicchiere di olio, 3 spicchi di aglio, sale e pepe e 800 g di germogli e foglie tenere di parietaria. Pulire le seppie, lavarle, asciugarle e rosolarle nell’olio con uno spicchio di aglio tritato; salare, pepare e fare asciugare. Mondare, lavare e lessare in poca acqua salata i germogli e le foglie di parietaria e rosolarli in una casseruola dove precedentemente sono stati soffritti due spicchi di aglio schiacciati. Poco prima della fine della cottura, unire la parietaria alle seppie, mescolare, cuocere per due minuti, togliere dal fuoco e servire. ☺

giannotti.gildo@gmail.com

 

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