Molise deludente
3 Ottobre 2015
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Molise deludente

Desidero raccontarvi la storia del Signor X e delle sabbie mobili del Molise. È la mia storia, ma potrebbe essere quella d’un ragazzo qualunque di vostra conoscenza, che terminati gli studi si ritrova catapultato in un mondo ignoto. Ho scelto l’anonimato per dare maggiore spazio agli avvenimenti che alla mia persona. Il Signor X nasce e vive in Italia, nazione ricca d’eccellenze: arte, moda, design e cibo solo per elencarne alcune. Per sua fortuna o suo malgrado, il Signor X proviene da una regione che per estensione territoriale e demografia risulta poco rilevante a livello nazionale. Legata a dinamiche socio-economiche del profondo Sud, oggi è derisa ovunque per la sua fantomatica “inesistenza”.

Il Signor X è un giovane molisano. Come altri suoi corregionali, finito il liceo, s’iscrive all’università. Va a studiare fuori regione, convinto che frequentare università prestigiose e contesti culturalmente stimolanti possano fare di lui un cittadino migliore, oltre che un professionista meglio qualificato. Percorre due città differenti. Prima Roma, caotica capitale d’Italia, dove un quartiere da solo conta un numero di persone pari agli abitanti della sua regione di provenienza. Poi Bologna, città a misura d’uomo e in testa alle classifiche nazionali per la qualità della vita. I genitori del Signor X s’indebitano per farlo studiare, e come se non bastasse, Equitalia un giorno bussa alla porta e si porta via la casa. Solo l’aiuto degli amici permette di tenerla.

Quando il Signor X torna al paese, è lacerato da mille contraddizioni. Da un lato, vede un territorio stupendo abbandonato all’incuria generale, centri abitati che si spopolano, fabbriche che licenziano, ospedali che chiudono, il numero delle persone ammalate di tumore che cresce ogni anno, terre incontaminate distrutte per far spazio a colture intensive poco redditizie e giganteschi parchi eolici edificati per arricchire privati il cui unico interesse è il profitto. Scorge però tante possibilità di crescita nella promozione del territorio molisano, ricco di natura, folklore e tradizioni senza eguali. Il Signor X vorrebbe investire energie nella sua regione una volta laureato. Valuta pro e contro di andare via e, mentre vaglia l’ipotesi, la Regione ottiene fondi europei per rilanciare la propria economia. Viene approvato il Pacchetto Giovani, milioni da investire nei ragazzi, bonus e incentivi alle aziende che li assumono. È il 2014, il Signor X legge un bando chiamato Vado e Torno. Quaranta laureati molisani saranno selezionati per svolgere un tirocinio formativo all’estero di sei mesi con una borsa di 13.500 Euro lordi a testa. Al loro ritorno ci saranno ulteriori incentivi per aprire una propria attività in Molise o farsi assumere da qualche azienda. La selezione avverrà mediante graduatoria a punteggio, in base al curriculum e un test d’ammissione. L’11 Dicembre il Signor X scopre che la sua domanda è stata accettata e deve recarsi a Campobasso per sostenere il test. Il 19 viene rettificato l’avviso, tutto è posticipato. È ufficiale che entro la fine di Febbraio dell’anno nuovo il test si farà. Il Signor X non perde l’occasione, infatti vince il secondo posto nella sua zona. Nel frattempo si laurea, mentre il candidato arrivato primo rinuncia al posto, avendo trovato lavoro. Passano i mesi, sei per la precisione. Sei mesi di nulla, o quasi. Un assessore regionale, uno degli artefici del Pacchetto Giovani, è arrestato per frode fiscale e truffa ai danni del Molise. Malgrado mail inviate e timide risposte del tipo “restiamo fiduciosi” dei colleghi, il servizio di comunicazione postale tra regione e partecipanti viene sospeso. L’attesa snervante porta il Signor X a maturare l’idea di lasciare la sua terra, con o senza tirocinio pagato. Venderà casa, chiederà alla famiglia di seguirlo, in un posto dove dare senso al tempo, dove trasformare i sogni in progetti concreti, e dove i giovani non sono abbandonati nelle sabbie mobili dell’incertezza. Per lui quel posto oggi non è il Molise.☺

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