seconda descrizione in atto I II di Roberto Roversi
29 Aprile 2013 Share

seconda descrizione in atto I II di Roberto Roversi

 

I.

Il colore dei sassi fra i binari

di ruggine sfibrata, colorati di stanca

ruggine, il colore è denso di polvere, sporco

di polvere, sporco di pioggia, di lacrime,

il colore biondo dei sassi allineati,

sono sprofondati nella terra, levigati.

L’edera si morde irta le fibre.

Alla televisione Non è mai troppo tardi –

uno squillo la voce belluina, ridente:

questo mondo che tendeva dal profondo

a contemplare (le regole del giorno sono

la luce gialla, la Farben rosso sangue dipinta nel cielo)

in Grecia

dunque lavoravano gli schiavi, gli stranieri

lavoravano; non lavoravano i greci,

l’uomo libero mai.

La vecchia col cappello piumato

cerca il suo uomo dalle scarpe di corda, vecchio

“non sarà successo qualcosa?”,

le cassette alla porta dell’ingresso,

uno stabilimento di vetro luccica e vibra, vuoto.

 

“Sie schreiben gegen Deutschland”,

tre studenti partono con la valigia,

una donna anziana stringe le mani al figlio,

“rauchen verboten” e i sassi si rivoltano

tenui nel sussulto al sole

dilagante sopra le vecchie mura.

Questa è la solitudine. È la paura

indefinita, dura,

di restare per sempre conficcati al suolo;

d’essere solo, ignorato ignorante ignoto;

di sbiadire dentro a un’ombra

nel vuoto respiro del tempo, per sempre.

 

II.

Tenera, tenera, tenera è la notte adesso;

cedere ai neri presentimenti fra i neri

sassi, chiedere aiuto.

I vecchi maestri hanno insegnato a mentire;

a tradire; hanno offerto veleno alla fame.

Spezzavi il pane e morivi. Li vedi

oggi, dentro a questi giorni di pece,

in lizza spingere i giovani agnelli

così teneri e sciocchi, così belli

inutili, così perversi e torbidi,

al macello. Per dispersi sentieri.

Spingerli ai vecchi amori.

Alle spalle giacciono insepolti e

bianchi, ancora bianchi gli scheletri dei soldati.

Ma essi? barattano le noci,

battono le mani, aizzano le cagne.

Roberto Roversi

 

A cura di Loredana Alberti

 

eoc

eoc