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Una vita che abbaglia

Il Libro della Sapienza appartiene anch’esso al corpus dei Sapienziali e nasce nell’epoca della minaccia dell’ellenizzazione forzata ai danni dei Giudei.

Il Cantico dei cantici, che appartiene al corpus degli Scritti, più precisamente alla raccolta dei Sapienziali, è fra i più sorprendenti della Bibbia ebraica ed ha suscitato sempre perplessità ma anche tanta attrazione.

Il libro del Qoèlet (nome che viene dall’ebraico qāhāl, “assemblea”, e che vuol dire “colui che parla all’assemblea”, il “predicatore”), detto anche Ecclesiaste (nella Bibbia greca),

I Salmi sono l’espressione dell’anima religiosa di Israele tradotta in poesia e canto, sono la preghiera di Gesù e l’asse portante della liturgia delle ore nella Chiesa cattolica

Il libro dei Proverbi appartiene alla letteratura sapienziale d’Israele ed è costituito da due grandi raccolte contenenti brevi sentenze

Oggi parliamo di Giobbe, un non ebreo, descritto come un uomo “integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male”, un chiaro esempio del principio della retribuzione.

Le madri custodiscono la vita, ma al tempo stesso sono chiamate a far crescere i propri figli nella libertà, lottando contro tutto ciò che anestetizza i sentimenti e l’intelligenza e rende schiavi. Una madre trasmette vita non solo mettendo al mondo, ma insegnando coraggio e tenerezza.

Simone Maccabeo, in qualità di guida politica, è una figura compiuta perché mostra di saper guardare in alto, verso Dio, e in basso, verso il popolo che gli è stato affidato, quel popolo che egli decide di non sfruttare, ma di servire. Un insegnamento decisamente attuale per ogni leader ed ogni politico della terra… perché il suolo continui a dare i suoi prodotti (cf. 1Mac 14,8).

Oltre le rovine

Appaiono nel Libro sia le figure di due grandi riformatori, come Giosia ed Ezechia, che puntano al rinnovamento del culto, e le figure di sovrani nemici che umiliano il popolo: prima l’assiro Sennacherib che segna la fine del regno del nord (721 a.C.) e poi il babilonese Nabucodonosor che mette fine al regno di Giuda (587 a.C.) e deporta gli abitanti di Giuda in Babilonia. Il libro però si conclude con una sorpresa