Tunnel di Termoli: un “autunno caldo” è in arrivo
8 Settembre 2017
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Tunnel di Termoli: un “autunno caldo” è in arrivo

Dopo un’estate calda, si preannuncia un autunno rovente per i No Tunnel

A memoria, quella che volge al termine è stata un’estate da record per la costa molisana. Da tempo ormai non si vedevano così tanti turisti ai piedi del Castello e un’acqua così pulita. Nonostante i problemi al depuratore di Termoli che, avendoci nauseati per tutto l’inverno, si temeva potesse tenere alla larga dal mare gli stessi autoctoni. Tutto bene, dunque, la vocazione turistica termolese sembra essere stata preservata e addirittura rilanciata. Ma è tempo di tornare ad analizzare ciò che non va. E non possiamo che partire dall’annosa vicenda del Tunnel.

Se da un lato i turisti ci hanno fatto dimenticare i problemi squisitamente “urbanistici”, dall’altro gli infaticabili attivisti dei comitati hanno tenuto alta la guardia anche durante le settimane più calde. E ciò che emerge dalle loro ultime ricerche è a dir poco preoccupante.

[caption id="attachment_19200" align="alignnone" width="900"] Assemblea No Tunnel in Agosto a Termoli[/caption]

Il coordinamento No Tunnel, forte di un’aumentata partecipazione alle consuete riunioni del lunedì, ha intensificato lo studio del progetto, superando anche la difficoltà di raccapezzarsi tra le [ot-link url="https://termolineltunnel.wordpress.com/2017/08/27/la-proprieta-transitiva-applicata-al-finanziamento-pubblico-del-tunnel/"]diverse versioni circolate[/ot-link]. L’ultima delle quali vede lo stesso tunnel abbassarsi di qualche metro – senza che ciò abbia in alcun modo comportato una riassegnazione del contributo pubblico di 5 milioni. Ma cos’hanno scoperto di nuovo i Comitati?

Gli esperti No Tunnel: “l’intera opera dovrebbe costare almeno 10 milioni in più”

Innanzitutto, da uno studio puntuale di ingegneri e architetti volontari, si potrebbe stimare la spesa per la realizzazione dell’intera opera di “riqualificazione” (tunnel + parcheggio) in almeno dieci milioni in più rispetto a quelli prospettati dalla ditta incaricata, la De Francesco costruzioni. Ma anche attenendosi al prospetto finanziario attuale – denuncia il Coordinamento – ci sarebbero seri dubbi circa la capacità della ditta di far fronte all’investimento. “Nel progetto – ci riferiscono – la De Francesco dichiara di autofinanziare l’opera con circa 4 milioni di euro propri” che, sommati al contributo pubblico e al finanziamento bancario, dovrebbero garantirne la fattibilità. Ma da una visura camerale fatta dallo stesso Comitato, la ditta di Castelpetroso disporrebbe a malapena di un milione di capitale sociale. Vero è che una società in accomandita semplice come la De Francesco non ha l’obbligo di depositare i bilanci e una visura camerale non ha la stessa attendibilità che avrebbe per una società quotata.

 

 

[ot-link url="http://www.lafonte.tv/?s=tunnel"]per saperne di più sull’opera, clicca QUI[/ot-link]

Ecco chi realizzerà davvero il Tunnel

La scoperta più eclatante, però, non è questa. Le opere accessorie – parcheggio multipiano, unità abitative, aree commerciali, teatro – si giustificano nell’ottica di un progetto di riqualificazione con al centro il tunnel. Bene, l’impresa isernina non sarebbe qualificata per realizzare il traforo e si dovrebbe avvalere di una cosiddetta impresa ausiliaria, che disponga del know how e dei mezzi necessari. L’impresa individuata come ausiliaria è la Research Consorzio Stabile Scarl, che si prenderebbe la briga di realizzare una galleria sotto la torretta saracena – a rischio che crolli, lo ricordiamo – per soli 140 mila euro. [ot-link url="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-05-13/indagini-vecchi-lavori-pompei-spunta-l-ombra-infiltrazioni-mafiose-intreccio-societa-e-nomi-sospetti-080357.shtml?uuid=ADQDc8G&refresh_ce=1"]Il Consorzio, per giunta, sarebbe sotto la lente d’ingrandimento della magistratura per contatti con imprenditori legati alla criminalità organizzata, stando a quanto riportato da Il Sole 24 Ore.[/ot-link] Tutto da verificare, ci mancherebbe, ma le premesse non sono delle migliori.

Il No al Tunnel da parte della Soprintendenza

Altre perplessità, più o meno tecniche, vengono dall’assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale, dai rischi architettonici (di cui abbiamo abbondantemente parlato nei mesi scorsi), dalla nota del Servizio Pianificazione e Gestione Territoriale e Paesaggistica, che pone l’accento sulla necessità di tutelare la falesia di S. Antonio, messa invece a rischio dallo sbancamento dell’intera area.

Ciò che, anche alla luce delle ultime riflessioni, non si riesce davvero a capire è: perché la reazione dei termolesi all’opera è così flebile e demandata ai soli attivisti dei comitati? E perché l’Amministrazione rivierasca continua imperterrita sui propri passi, ignorando i nuovi quesiti referendari presentati mesi fa dal Coordinamento No Tunnel? La democrazia e la condivisione delle decisioni politiche che impattano sulla collettività non dovrebbero essere la priorità di un’assise cittadina?☺


Aggiornamento rispetto all’articolo comparso sul numero di Settembre de La Fonte:

14 Consiglieri Regionali su 20 hanno sottoscritto in questi giorni la [ot-link url="https://termolineltunnel.wordpress.com/2017/09/06/mazzata-contro-lasse-frattura-sbrocca-arriva-mozione-regionale-dei-comitati-che-chiede-sospensione-iter-amministrativo-e-referendum/"]mozione redatta dal Comitato No Tunnel[/ot-link] per sollecitare “l’impegno del Presidente della Giunta e dei Presidente del Consiglio ad attivare iniziative concrete per ottenere, secondo democrazia, l’adempimento della volontà popolare liberamente espressa sulla realizzazione del referendum” e  per “la sospensione dell’iter amministrativo delle opere in questione”. Mentre in queste ore c’è chi cerca di deviare l’attenzione parlando di una “solo parziale” bocciatura da parte della Soprintendenza – [ot-link url="https://termolineltunnel.wordpress.com/2017/09/08/il-parere-negativo-espresso-dalla-soprintendenza-sullopera-e-definitivo-e-senza-condizioni/"]un privato cittadino ha reso pubblica la nota dell’Ente, che fa a pezzi il progetto, DEFINITIVAMENTE[/ot-link]. Nota finora non accessibile neanche ai rappresentanti “accreditati” del Coordinamento No Tunnel. Glissando sul fatto che la trasparenza amministrativa dovrebbe essere un diritto di ogni cittadino, i nostri amministratori credono davvero di poter andare avanti ad oltranza nell’ignorare istanze legittime in qualsiasi paese democratico?


Per restare sempre aggiornato sull’opera che divide l’opinione pubblica termolese, oltre a La Fonte, ti suggeriamo di consultare il [ot-link url="https://termolineltunnel.wordpress.com/"]BLOG DEL COMITATO NO TUNNEL[/ot-link]
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