X agosto  di Magdala
29 Agosto 2011 Share

X agosto di Magdala

 

La pista da ballo non ha soffitto, né porte, né pareti, né alberi infiniti… le tinte pastello sono sfumate come quelle dei sogni o di una primavera che esiste solo nei ricordi. Unica nota vivida – rosa aperta o ferita non importa – sono le mie scarpe rosse, scarpe da tango i cui cinturini abbracciano elegantemente il collo del mio piede.

             Scivoli di tacchi che quasi non toccano il pavimento, caviglie mobili, gambe che si sfiorano, si intrecciano, anche che ondeggiano… danno forma alla musica disegnando figure fatte non più di carne ed ossa ma di ali lievi, ali di piume, ali di nuvole…

Tenuta stretta dalle tue braccia, volteggio nelle mie scarpette rosse che mai si fermano, stregate come quelle della fiaba di Andersen.

La musica ad un tratto finisce; è giorno, ma non voglio aprire gli occhi, so che non mi sei accanto a dormire il tuo sonno leggero e triste; mi concentro sul sogno cercando di trattenere il suono della fisarmonica, il profumo del tuo collo, della tua barba, la sensazione di quella danza carnale ed erotica…

Oggi x agosto, trentatreesimo anniversario del nostro matrimonio!… Una lacrima trema tra le mie ciglia chiuse mentre recito mentalmente: “ San Lorenzo, io lo so perché tanto/ di stelle per l’aria tranquilla/ arde e cade, perché si gran pianto/ nel concavo cielo sfavilla” …

Stanotte, dal balcone, scruterò il firmamento; dimmi quale stella sei, voglio guardarti e se sei una stella cadente vieni a planare tra le mie mani. Riempile di luce.

Magdala

 

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