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La IV repubblica

Non abbiamo fatto in tempo a metabolizzare il presunto inizio della Terza Repubblica – quella del Cambiamento – che ci ritroviamo d’emblée proiettati nella Quarta: la Repubblica Presidenziale.

La Soprintendenza boccia pesantemente l’opera, mentre 14 consiglieri regionali sono pronti a presentare la mozione dei “no tunnel” per ottenere l’agognato referendum cittadino

Divisi e soggiogati

In questo marasma, chi ne esce davvero sconfitto è l’essere umano in generale, gli europei in particolare. Se in decenni di scelte condivise, questi si erano ritagliati un ruolo di primo piano nell’economia mondiale, ora rischiano di tornare un terreno di conquista per le grandi potenze.

Termoli nel tunnel

L’ultimo round dello scontro a muso duro tra l’Amministrazione rivierasca e i comitati promotori dei referendum è stata aperta dall’audizione di un portavoce del coordinamento “no tunnel”, Valerio Fontana, che ha spiegato perché riteneva infondato il giudizio di inammissibilità dei quesiti ed in particolare quella locuzione “opere annesse”, voluto dai comitati per prevenire che eventuali modifiche al progetto rendessero obsoleto il quesito,

La povertà interna

Se è vero dunque che viviamo l’ emergenza profughi e che dobbiamo farci sentire in Europa affinché anche gli altri Paesi membri facciano la loro parte, stiamo completamente ignorando i nostri profughi, la disperazione che c’è nelle nostre città. Proprio in occasione di un incontro tra le Caritas europee, il vice-direttore della sezione termolese

Bloccare il tunnel?

Nelle ambizioni dei No tunnel c’è non solo il blocco di un progetto che ha il tanfo di una svendita a privati del centro rivierasco, ma anche l’adozione di norme regionali sulla partecipazione. L’opera di “riqualificazione” può essere ancora bloccata. E il Comune, in auto- tutela, potrebbe risparmiare anche le famigerate penali. E’ bene ricordare l’insegnamento di Alexis de Tocqueville: la democrazia è il potere di un popolo informato.

Al netto del nostro filosofeggiare su potenzialità e limiti del web, la risposta alla domanda che ci poniamo è una: sta tutto nelle mani dei giovani.

Usa(to) insicuro

L’America vuole tornare grande, l’Europa, col Regno Unito in testa, sta pregustando ancora una volta i vetusti programmi conservatori; ciò che ci rimane da capire è dove andremo da un punto di vista militare.

Tornando alla nostra saga dei corsi e ricorsi storici, non vi pare forse curioso, per non dire ridondante, che ai tempi del governo Prodi II vi fu un serio tentativo di “dialogo” tra lo stesso PD ed UDC, AN e Lega Nord? Ancora più “noioso” il fatto che, insieme all’allora segretario Veltroni, fosse proprio l’attuale ministro Franceschini a portare avanti tali trattative.