Tag "Dario Carlone"
il potere della gente di Dario Carlone
People have the power [pronuncia: pipol hev d’pauer] cantava qualche anno fa la famosa rock star Patti Smith: i suoi versi, dolci e rudi al tempo stesso, evocavano un concetto che, seppur sfumato nel linguaggio della poesia-canzone, segna profondamente
scelte meditate di Dario Carlone
DON’T BE A MAYBE [pronuncia: donbì a meibì]. La scritta a caratteri neri campeggiava sul fondo bianco dei grandi tabelloni pubblicitari che costeggiano le strade delle città europee: in Svizzera come in Germania, nazioni in cui l’inglese si parla
intervalli di tempo di Dario Carlone
Viaggiare in aereo è diventata oggi un’abitudine diffusa e, se a costi bassi, alla portata di tutti. In tempi ragionevoli – qualche ora per le brevi distanze – si raggiungono nazioni estere, si varcano gli oceani, ci si ritrova
attenzione privilegiata di Dario Carlone
Stress: non c’è parola più onnicomprensiva e internazionale di questa! La si sente utilizzare in qualsiasi circostanza, ricorrendovi a volte anche in maniera poco pertinente perché è un vocabolo che suggerisce “rapidamente” il quadro tutt’altro che confortante di una
gridare il dissenso di Dario Carlone
Una volta li chiamavano No Global, poi la definizione è diventata New Global; a seguito della crisi finanziaria si sono raccolti attorno al motto “Occupy Wall Street” [pronuncia: occupai-uol-strit], dando vita a numerose iniziative per gridare il proprio dissenso
blocco irrisolvibile di Dario Carlone
Tilt: la si è sentita pronunciare spesso, in queste prime settimane appena trascorse del mese di febbraio, durante le quali il gelo siberiano ha “assediato”- come un “vero” generale inverno – la nostra nazione! Mutuato dall’inglese, il vocabolo tilt
etichettati di Dario Carlone
A quanti di noi piacerebbe vedersi attribuita una etichetta? Essere guardati o considerati in base ad un tagliandino – metaforico – che sostituisca la nostra “vera” persona? Credo a nessuno. Eppure il nostro tempo riserva grande spazio ad etichette
parete di fuoco di Dario Carlone
Ora che la nostra nazione sembra aver riconquistato una posizione di prestigio in mezzo agli altri Stati europei, pare che anche l’orizzonte “linguistico” abbia ritrovato la sua dimensione consueta, allontanandosi dal basso profilo che lo aveva caratterizzato negli ultimi
la tavola e il divario di Dario Carlone
Termometro permanente del rischio: questa una delle innumerevoli perifrasi utilizzate per parlare, a livello mediatico, di un elemento di finanza con il quale stiamo, nostro malgrado, familiarizzando in questi ultimi mesi. Alla nostra realtà quotidiana, drammaticamente concreta, sembra essersi
